Sono arrivate le prime recensioni del nuovo Mac Studio, il desktop professionale di Apple che debutta nelle due versioni con chip M5 Max ed M5 Ultra.
Sulle prestazioni il giudizio è unanime: sono i Mac più potenti mai realizzati. Le riserve riguardano quasi solo il prezzo, salito in modo sensibile su entrambe le versioni, ed il fatto che il passaggio dall’M5 Max all’M5 Ultra non sempre giustifica una spesa che, in molte configurazioni, è quasi doppia.

Quanto costa il Mac Studio in Italia
Partiamo dal listino italiano, già online sul sito di Apple, perché le recensioni ragionano in dollari:
- Mac Studio con M5 Max (CPU 18 core, GPU 32 core): da 3.049€
- Mac Studio con M5 Max (CPU 18 core, GPU 40 core): da 3.709€
- Mac Studio con M5 Ultra (CPU 30 core, GPU 64 core): da 6.699€
- Mac Studio con M5 Ultra (CPU 36 core, GPU 80 core): da 8.129€
- Ovviamente i computer possono essere configurati, aumentando notevolmente di prezzo. Se scegliamo un Mac Studio con M5 Ultra CPU 36‑core, GPU 80‑core, Neural Engine 32‑core, 256GB di memoria unificata e 16TB di archiviazione il prezzo arriva a 20.779€
Negli Stati Uniti il modello base con M5 Max, con 36GB di memoria e 512GB di archiviazione, parte da 2.499 dollari, 500 in più rispetto al predecessore con M4 Max. Per l’M5 Ultra servono invece almeno 5.499 dollari, con 96GB di memoria ed 1TB di SSD: Engadget ricorda che il Mac Studio con M3 Ultra partiva da 4.000 dollari, mentre Macworld fa notare che il suo listino era già salito a 5.299 dollari con il rincaro di giugno. Configurato al massimo, il Mac Studio arriva a 18.299 dollari.
Il motivo è la carenza di chip di memoria, che ha fatto impennare i prezzi di RAM ed SSD. CNET parla ironicamente di un sovrapprezzo da RAMaggedon, mentre Engadget ci aggiunge anche i margini che Apple applica da sempre sugli upgrade. L’opzione con 512GB di memoria per l’M5 Ultra non è ancora ordinabile: arriverà a fine ottobre.
Mac Studio con M5 Max: il migliore per foto e video
La versione con M5 Max è quella che la maggior parte dei professionisti finirà per comprare, e le recensioni la promuovono a pieni voti. PetaPixel le assegna 9,5 su 10 e la considera la scelta migliore per fotografi e videomaker che vogliono un Mac da scrivania senza partire da 5.499 dollari. La configurazione provata, con CPU a 18 core, GPU a 40 core, 128GB di memoria e 4TB di SSD, costa 6.899 dollari, e 1.800 di questi se ne vanno solo nell’upgrade dell’archiviazione.
In Photoshop è la macchina migliore che la testata abbia mai provato, in Premiere Pro stabilisce un nuovo record, mentre in Lightroom Classic quasi eguaglia il Mac Studio con M3 Ultra, che però ha il doppio della memoria. Ed è silenzioso, “anzi proprio muto”. Le uniche critiche riguardano gli altoparlanti integrati, giudicati mediocri, e l’assenza di un jack per le cuffie sul frontale.
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Macworld (4,5 su 5) ha misurato i progressi rispetto al modello con M4 Max che va a sostituire: +22% nel multi-core di Geekbench 7, +8% nel single-core e +33% nella GPU con Cinebench 2024. Il dato più curioso è il confronto con il vecchio M3 Ultra, che resta davanti nel multi-core ma solo del 9%, mentre nella GPU è l’M5 Max a superarlo del 10%.
La vera sorpresa, però, è l’SSD: il salto di velocità è così netto che, secondo la testata, vale da solo l’acquisto, al punto da consigliare l’aggiornamento perfino a chi ha già un Mac Studio con M4 Max o M3 Ultra. Migliora anche il supporto ai monitor esterni: l’M5 Max ne gestisce fino a cinque, quattro via Thunderbolt ed uno in HDMI.
È costoso, certo, ma se volete il miglior Mac mai realizzato, non accettate sostituti.
M5 Ultra: il primo chip Apple a quattro die
Il vero protagonista delle recensioni è però l’M5 Ultra. Come spiega Tom’s Hardware, è il primo chip Apple a quattro die: due M5 Max, ciascuno formato a sua volta da due die, collegati tramite la connessione UltraFusion, con una banda di oltre 4,4 TB/s.
Nella versione più potente arriva a 36 core di CPU (12 super core e 24 ad alte prestazioni), 80 core di GPU ed un Neural Engine a 32 core, con una banda di memoria di 1,2 TB/s, contro gli 813 GB/s dell’M3 Ultra ed i 614 GB/s dell’M5 Max. La versione d’ingresso si ferma invece a 30 core di CPU e 64 di GPU.
Fuori il design è lo stesso del 2022, ma qualcosa cambia sul frontale: sull’M5 Ultra le due porte USB-C diventano Thunderbolt 5, affiancate dallo slot per schede SD UHS-II. Dietro, su entrambi i modelli, ci sono quattro porte Thunderbolt 5, due USB-A, HDMI 2.1, Ethernet da 10Gb ed il jack per le cuffie, mentre la connettività senza fili passa al chip N1 di Apple con Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e Thread.
Cambia anche il raffreddamento: secondo Tom’s Hardware il modello con M5 Ultra usa un dissipatore con alette in rame ed una camera a vapore, al posto dell’alluminio e delle heat pipe dell’M5 Max, e per questo pesa circa 900 grammi in più.
Quanto va il Mac Studio con M5 Ultra
I numeri raccolti dalle recensioni sono di quelli che fanno impressione:
- Geekbench 7 multi-core: 52.293 punti per Tom’s Hardware e 52.185 per Engadget, contro i 39.145 dell’M3 Ultra;
- secondo The Verge è circa il 30% più veloce dell’M3 Ultra sia in single-core sia in multi-core, e nel rendering GPU di Cinebench segna il 63% in più;
- per CNET la GPU dell’Ultra ottiene circa il 46% in più dell’M5 Max in Cinebench 2026, il 72% in più nella generazione di immagini con Stable Diffusion XL, e supera del 30% un portatile da gioco con RTX 5090;
- l’SSD tocca i 14 GB/s in scrittura e gli 11 GB/s in lettura, quasi il doppio del modello precedente;
- Engadget ha esportato una timeline 4K di nove minuti, girata per lo più in 8K, in 1 minuto e 13 secondi, e ha trascritto un podcast di 70 minuti con MacWhisper in 18 secondi, meno di un quarto del tempo richiesto dal Mac Studio con M4 Max.
Ci sono però dei limiti. Nel single-core l’Ultra va come l’M5 Max, ed il nuovo Mac mini con M6 fa addirittura meglio del 6-8% secondo CNET, mentre in Geekbench AI Engadget ha misurato un vantaggio di appena il 10% sull’M5 Max. Nei giochi, poi, le schede video dedicate restano davanti: in Cyberpunk 2077 con ray tracing al massimo a 1080p, Tom’s Hardware ha registrato 66 fps, meno dei PC con RTX 5090.
Il Mac dei sogni per l’intelligenza artificiale in locale
Chi ha spinto di più sull’uso reale è MacStories: Federico Viticci ha usato il Mac Studio con M5 Ultra e 256GB di memoria per far girare in locale i suoi assistenti personali, e lo definisce “la macchina dei sogni per gli agenti AI in locale”.
Rispetto all’M3 Ultra la generazione del testo è in media più veloce del 70%, e la lettura del prompt lo è di circa 2,5 volte. Con il modello Flash-Next si passa da 70 a 108 token al secondo, e con un prompt da 16.000 token la risposta comincia dopo 5,6 secondi invece di 13,9. Il tutto con una ventola che, racconta Viticci, non si sente mai, a meno di appoggiare l’orecchio sopra il computer.
Una RTX 5090 resta più veloce (59 token al secondo contro 48 in un test con Qwen 3.8 27B), ma si ferma a 32GB di memoria video, che diventano un limite con i contesti più ampi. Tom’s Hardware conferma il quadro: la velocità di generazione è il doppio di quella dell’M4 Max e quasi quattro volte quella del DGX Spark di Nvidia.
La ricerca, i collegamenti tra le note ed il monitoraggio delle nuove funzioni e delle beta sono stati svolti dai miei agenti, in locale sul Mac Studio, per un costo totale di 0 dollari.
Tramite Thunderbolt 5 si possono anche collegare fino a quattro Mac Studio in cluster: secondo Apple l’elaborazione AI diventa tre volte più veloce rispetto ad una singola macchina, ma Engadget non ha potuto verificarlo, perché Apple ha declinato la richiesta di prestarle 45.000 dollari di computer.

Il giudizio di chi l’ha provato
CNET assegna al Mac Studio con M5 Ultra 9,3 su 10: secondo la testata ha raggiunto un nuovo picco, almeno per ora, consolidando il suo posto in testa al gruppo. Tom’s Hardware si ferma a 4 su 5: apprezza prestazioni, banda di memoria, silenzio e dotazione di porte, ma critica gli upgrade di memoria ed SSD, molto costosi, e l’impossibilità di aggiornare qualsiasi componente dopo l’acquisto, dato che la RAM è saldata sulla scheda.

Il giudizio più severo è quello di Engadget (8,9 su 10). La configurazione provata, con 256GB di memoria e 2TB di SSD, costa 11.299 dollari, oltre il 50% in più di un Mac Studio con M3 Ultra equivalente, che ne costava 7.499. Ed il salto di prestazioni rispetto all’M5 Max, che nella maggior parte delle configurazioni costa circa la metà, non è grande quanto si sperava: per la testata l’M5 Ultra conviene solo ad una cerchia ristretta di acquirenti, ed i 5.500 dollari del modello base sembrano fuori dalla realtà per un singolo creator o sviluppatore.
Se però ogni secondo di calcolo conta più di una spesa da oltre 10.000 dollari, non si può fare di meglio di uno (o più) M5 Ultra pieni di RAM.