Macron alla nazione dopo gli scontri in Francia: «Proviamo tutti rabbia e vergogna. Chi ha distrutto deve pagare». Trump: «Chiudete le frontiere»

Oggi nuovi scontri e saccheggi si sono verificati a Place de la République, a Parigi. Trump: «Colpa dell’immigrazione, chiudete le frontiere»

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«Questa sera proviamo tutti rabbia e vergogna». A parlare, definendo le violenze di questi giorni un «momento di estrema gravità», è il presidente francese Emmanuel Macron, rivolgendosi alla nazione dall’Eliseo dopo il caos e le devastazioni a margine delle manifestazioni di ieri e oggi in Francia. «Ieri, sabato 17 ottobre — ha proseguito il capo dello Stato — facinorosi appartenenti a un gruppuscolo di estrema sinistra, affiancati da numerosi delinquenti, hanno saccheggiato esercizi commerciali e sono stati distrutti edifici pubblici. Perché dare alle fiamme il municipio di Limoges? Come si può arrivare a tanto? Nulla lo spiega, nulla giustifica la violenza». Dopo le tensioni di ieri, nuovi scontri e saccheggi si sono verificati oggi vicino a Place de la République a Parigi. Eventi di fronte ai quali Macron ha garantito solidarietà alle forze dell’ordine, vittime di «una violenza senza precedenti», promettendo che «chi ha distrutto deve pagare, chi ha saccheggiato deve rimborsare» e che le indagini procederanno «con la massima fermezza».

Macron: «Non confondere manifestanti e legittime rivendicazioni con chi ha distrutto»

Nel suo discorso, il presidente ha invitato a non «confondere le centinaia di migliaia» di manifestanti e le loro «legittime rivendicazioni» con «coloro che hanno distrutto, rotto, saccheggiato», garantendo ai commercianti e artigiani colpiti che «non saranno lasciati soli». Tuttavia, a sei mesi dalle elezioni presidenziali, ha richiamato l’insieme dei partiti e dei sindacati a condannare i disordini «senza ambiguità», avvertendo: «Tutti coloro che oggi sostengono che l’urgenza sia scendere in piazza hanno un solo obiettivo: sporcare il dibattito. I confronti non devono avvenire per strada né attraverso la violenza. Devono svolgersi nel rispetto, mai nel disordine o nella distruzione». Per garantire l’ordine e scongiurare un’escalation, l’Eliseo ha quindi annunciato che i prefetti potranno da subito «prendere delle decisioni per proteggere le nostre città», inclusa quella di «vietare alcune manifestazioni».

L’affondo della Casa Bianca

Nel pomeriggio intanto, persino la Casa Bianca arriva a soffiare sul fuoco delle proteste studentesche. Non per sostenere le rivendicazioni portate avanti dai giovani. Anzi, semmai per ricominciare a picconare l’Europa. «I liberali occidentali hanno importato il terzo mondo in Francia e in altri Paesi, in nome della diversità e della compassione. Hanno ignorato questioni fondamentali come l’assimilazione e la compatibilità. Erano stati avvertiti che si sarebbe arrivati a questo, ma non hanno voluto ascoltare», ha commentato nella il vicepresidente americano J.D. Vance, le ampie mobilitazioni della gioventù francese hanno ben poco a che vedere con l’istruzione e il carovita. Le vere cause, ha spiegato in un’intervista a Cbs News, sono «l’immigrazione e i problemi di assimilazione».

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Trump all’Europa: «Chiudete le frontiere prima che sia troppo tardi»

Alle parole di Vance seguono poco più tardi quelle scritte da Donald Trump sul suo social Truth: «La Francia è in fiamme! L’immigrazione di persone provenienti da un mondo completamente diverso, persone che portano odio nei loro cuori, ha mandato in frantumi quello che un tempo era un grande Paese». Dopodiché, il presidente americano lancia un avvertimento al governo francese: «Chiudete le frontiere e riprendete il controllo, prima che sia troppo tardi!».

2mila arresti per gli scontri e i saccheggi

Secondo i numeri diffusi oggi dalla polizia, sono circa 2mila le persone fermate sabato nel contesto delle violenze e dei saccheggi. Di queste, 855 sono state fermate a Parigi: un numero record, secondo le autorità. «Al momento, oltre 600 tra poliziotti, gendarmi e vigili del fuoco sono rimasti feriti, coinvolti in questi episodi di violenza», ha spiegato il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, precisando che si tratta di un bilancio «purtroppo ancora provvisorio». Ieri, ha detto, «sono stati commessi atti violenti da diverse migliaia di individui dell’estrema sinistra», ai quali si sono poi «uniti dei delinquenti che hanno saccheggiato e devastato numerosi esercizi commerciali».

Questa sera il discorso di Macron alla nazione

Alle 20 di questa sera, il presidente Emmanuel Macron terrà un discorso alla nazione in cui parlerà delle proteste studentesche in corso da giorni. Nel pomeriggio, invece, l’inquilino dell’Eliseo terrà una riunione di crisi con i ministri. Domani, il primo ministro Sébastien Lecornu presiederà un’unità di crisi interministeriale.

Foto copertina: EPA/Yoan Valat | Uno scatto delle proteste contro il carovita a Parigi, 17 ottobre 2026