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Il 14 agosto 2026 è stata una giornata particolarmente significativa per gli appassionati di Mafia. In concomitanza con il debutto di Uomo d’Onore, la nuova espansione narrativa di Mafia: Terra Madre, 2K e Hangar 13 hanno infatti pubblicato anche Mafia: The Omertà Collection, una raccolta pensata per riunire in un unico pacchetto l’attuale percorso della serie e offrire, al tempo stesso, un nuovo punto d’ingresso per chi desidera recuperarla nella sua interezza. Disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, la collection comprende Mafia: Terra Madre – Definitive Edition, completa dell’espansione Uomo d’Onore e dei contenuti della Deluxe Edition, Mafia: Definitive Edition, ora proposto anche in una versione nativa per PlayStation 5 con supporto ai 60 fotogrammi al secondo e ulteriori miglioramenti tecnici, Mafia II: Definitive Edition, comprensivo di tutti i DLC, e Mafia III: Definitive Edition, anch’esso accompagnato dalla totalità dei contenuti aggiuntivi pubblicati nel corso degli anni. Su PlayStation la raccolta è disponibile anche per PS4, sebbene il primo capitolo (in versione next-gen) e Mafia: Terra Madre con la relativa espansione restino giocabili esclusivamente su PS5.
Una pubblicazione arrivata quasi a sorpresa e che ha inevitabilmente modificato anche l’impostazione di questa recensione. Il nostro intento iniziale, infatti, era quello di concentrarci esclusivamente su Uomo d’Onore, DLC che amplia la storia di Enzo Favara attraverso due nuovi capitoli ambientati nella Sicilia del 1905 e che introduce inoltre nuovi incarichi, sfide, equipaggiamenti e attività per la modalità Fatti un Giro. Da grande appassionato della serie, tuttavia, l’arrivo contemporaneo di The Omertà Collection rappresentava un’occasione troppo interessante per limitare il discorso alla sola espansione. Abbiamo quindi scelto di allargare leggermente il campo e utilizzare questa nuova raccolta come punto di partenza per osservare lo stato attuale della saga, ripercorrendone rapidamente i capitoli principali e soffermandoci soprattutto sugli elementi realmente nuovi introdotti da questa pubblicazione.
Ci tengo particolarmente a partire proprio da Mafia: Definitive Edition, anche perché questa nuova versione per PlayStation 5 è passata forse un po’ troppo sotto traccia rispetto al resto dell’operazione. Eppure un accenno lo merita, non soltanto perché stiamo parlando di uno dei capitoli più apprezzati dell’intera serie, ma anche perché l’aggiornamento rappresenta un intervento sensato per un remake che, pur essendo ancora relativamente recente, beneficia in maniera piuttosto evidente dell’hardware attuale. La novità più importante è naturalmente il passaggio ai 60 fotogrammi al secondo, accompagnato da una maggiore pulizia generale dell’immagine, caricamenti sensibilmente più rapidi e da una resa più convincente di elementi come illuminazione, riflessi e ombre. Non si tratta di una trasformazione radicale del comparto tecnico, né di una riedizione capace di far dimenticare completamente le origini cross-gen del progetto, visto che alcune texture, certe animazioni e soprattutto diversi modelli facciali tradiscono ancora l’età del remake. Il miglioramento, però, è concreto e si percepisce soprattutto durante le sparatorie, gli inseguimenti e più in generale in tutte quelle situazioni in cui la maggiore fluidità rende l’esperienza sensibilmente più piacevole. Lost Heaven continua inoltre a fare un’ottima figura grazie a una direzione artistica che, ancora oggi, riesce a valorizzare con grande efficacia l’ambientazione e l’atmosfera degli anni del Proibizionismo.
C’è poi un elemento che rende questa versione ancora più interessante, ossia l’upgrade alla versione PlayStation 5 è gratuito per chi possiede già Mafia: Definitive Edition su PlayStation 4. È un dettaglio tutt’altro che secondario, perché significa che questo aggiornamento non è legato esclusivamente all’acquisto di The Omertà Collection, ma viene messo a disposizione anche di chi aveva già investito nel gioco in passato. In quest’ottica, il ritorno a Lost Heaven diventa particolarmente facile da consigliare a chi aveva apprezzato molto il remake e desiderava semplicemente un buon motivo per riaffrontare la storia di Tommy Angelo in condizioni tecniche migliori. Allo stesso tempo, questa resta probabilmente la porta d’ingresso ideale nella serie per chi non ha mai avuto modo di avvicinarsi a Mafia e non vuole iniziare direttamente da Terra Madre. La struttura più lineare e cinematografica, il ritmo narrativo ben calibrato e una delle storie più riuscite del franchise ne fanno ancora oggi il capitolo più immediato da consigliare per comprendere identità e tono della saga.
Non tutto, naturalmente, è invecchiato allo stesso modo: il combattimento corpo a corpo rimane piuttosto basilare, alcune soluzioni di gameplay risultano rigide e il mondo aperto continua a essere più una cornice che un vero spazio da esplorare liberamente. Ma sono compromessi che pesano relativamente poco quando l’obiettivo principale resta quello di accompagnare il giocatore attraverso una storia criminale fortemente guidata e costruita con grande attenzione alla messa in scena. Proprio per questo, la versione PlayStation 5 per me ha perfettamente senso. Non reinventa Mafia: Definitive Edition, ma lo rende più fluido, più gradevole e complessivamente più vicino agli standard attuali, senza chiedere nulla in più a chi lo possedeva già.

Dopo aver visto quanto un aggiornamento relativamente semplice riesca comunque a valorizzare il primo capitolo, diventa inevitabile chiedersi perché Mafia II e Mafia III non abbiano ricevuto lo stesso trattamento. Ed è proprio passando alle Definitive Edition di questi capitoli che emerge quella che, a mio avviso, rappresenta una delle principali debolezze di The Omertà Collection. Entrambi i giochi arrivano nella raccolta nelle medesime edizioni già disponibili da anni, complete di tutti i rispettivi DLC ma prive di interventi specifici pensati per l’attuale generazione. Un’inclusione che contribuisce certamente a dare valore e completezza al pacchetto sul piano dei contenuti, ma che allo stesso tempo restituisce la sensazione di una raccolta in cui ogni capitolo è stato trattato con criteri differenti.
Non credo sarebbe corretto parlare semplicemente di occasione sprecata, realizzare nuove conversioni, intervenire sulle prestazioni e testare nuovamente giochi di queste dimensioni richiede inevitabilmente tempo e risorse. Tuttavia, nel momento in cui si propone una collection che ambisce a rappresentare lo stato attuale di una saga importante come Mafia, sarebbe stato lecito aspettarsi una maggiore uniformità. Vedere il primo capitolo beneficiare di una vera versione PlayStation 5, mentre il secondo e il terzo rimangono sostanzialmente cristallizzati nelle rispettive Definitive Edition, rende l’operazione meno organica di quanto avrebbe potuto essere.
Nel caso di Mafia II, tutto sommato, il compromesso risulta più facile da accettare; il gioco, accompagnato da tutti i suoi contenuti aggiuntivi, resta un’esperienza completa e perfettamente fruibile per ciò che è. Più difficile ignorare la situazione di Mafia III, che su console continua invece a portarsi dietro alcune criticità tecniche mai realmente risolte, tra crash e una stabilità non sempre impeccabile. A queste si aggiungono gli ormai noti problemi legati ad alcuni trofei, il cui tracciamento può ancora risultare difettoso e particolarmente frustrante per chi punta al completamento totale. Quest’ultimo è certamente un aspetto marginale per una parte del pubblico, ma resta indicativo di problemi conosciuti da anni e mai definitivamente corretti. Proprio per questo The Omertà Collection sarebbe stata l’occasione ideale quantomeno per una revisione tecnica e per un ultimo intervento di pulizia su Mafia II e III. Non necessariamente una remaster completa, dunque, ma almeno un aggiornamento capace di rendere l’intera raccolta più uniforme e, soprattutto, realmente definitiva anche nella sostanza.

Il vero cuore di questa operazione resta naturalmente il DLC Uomo d’Onore, la prima espansione narrativa a pagamento di Mafia: Terra Madre e, di fatto, il contenuto realmente inedito che giustifica il ritorno a Valle Dorata. Il DLC si inserisce direttamente all’interno della campagna principale, tra il quinto e il sesto capitolo, in un momento preciso della crescita di Enzo Favara all’interno della famiglia Torrisi. È una scelta che funziona bene, perché evita quella sensazione di contenuto aggiunto a posteriori e rende l’espansione sorprendentemente naturale nel suo inserimento: giocata nel corso della storia, quasi non si avverte il “punto di sutura” con il resto dell’avventura.
La vicenda ruota attorno all’arrivo di un giovane Ennio Salieri, ancora lontano dall’essere il Don che i fan della serie hanno imparato a conoscere. Il personaggio rappresenta chiaramente il principale punto di richiamo per gli appassionati storici e viene tratteggiato già con alcuni elementi che ne anticipano la futura personalità: ambizioso, scaltro, opportunista e sempre pronto a piegare le situazioni a proprio vantaggio. La sua presenza non si limita comunque a un semplice cameo celebrativo, perché permette di costruire un collegamento diretto con il primo Mafia e di aggiungere un ulteriore tassello alla continuità narrativa della saga. A beneficiarne non è soltanto Salieri. Uomo d’Onore trova anche il tempo per approfondire alcuni rapporti già presenti nel gioco base, soprattutto quello tra Enzo e Cesare, che condividono buona parte delle missioni, e quello con Isabella, protagonista di alcune delle scene più riuscite e intime dell’espansione. Sono momenti brevi, ma ben integrati e capaci di dare ulteriore peso a dinamiche che nella campagna principale non sempre avevano avuto lo spazio necessario per respirare.
Sul piano ludico, invece, non ci troviamo davanti a un contenuto pensato per rivoluzionare la formula. Le due nuove missioni principali alternano sparatorie, sezioni stealth, inseguimenti e guida, sfruttando gli stessi sistemi già visti in Terra Madre. La varietà è comunque buona e non mancano sequenze spettacolari, soprattutto nella parte finale, ma chi sperava in nuove meccaniche o in un’evoluzione concreta del combat system resterà inevitabilmente a mani vuote. A completare il pacchetto troviamo poi un ampliamento della modalità Fatti un Giro, con nuovi incarichi, sfide, corse, collezionabili, veicoli, armi, coltelli e ulteriori attività disseminate per Valle Dorata. Sono contenuti piacevoli soprattutto per chi desiderava un motivo in più per tornare a esplorare la Sicilia, anche se non introducono sistemi realmente nuovi e si appoggiano quasi sempre a meccaniche già note.
La campagna di Uomo d’Onore si completa in circa due o tre ore, con qualche ulteriore ora a disposizione per chi decide di dedicarsi agli extra. Una durata contenuta, quindi, ma coerente con la natura del progetto. Su PlayStation 5 l’esperienza si mantiene in linea con quella del gioco base, senza particolari criticità capaci di compromettere la fruizione. Per quanto mi riguarda, quindi, Uomo d’Onore non cambia il volto di Mafia: Terra Madre, ma lo arricchisce nel modo giusto. È un’espansione compatta, ben integrata e soprattutto pensata per chi aveva già apprezzato il viaggio di Enzo Favara. La presenza di Salieri aggiunge valore per i fan della serie, e forse spiega perché (solo) il primo Mafia ha goduto di una versione nextgen, mentre i nuovi momenti dedicati ai personaggi rendono questo ritorno in Sicilia più interessante di quanto la sua durata possa inizialmente far pensare.

Alla fine dei conti, Mafia: The Omertà Collection è una raccolta che convince più per la qualità complessiva dei contenuti che per l’uniformità con cui questi sono stati trattati. Da una parte troviamo un Mafia: Definitive Edition finalmente valorizzato da una vera versione PlayStation 5, più fluida e piacevole da giocare, e un’espansione come Uomo d’Onore che, pur senza rivoluzionare Terra Madre, aggiunge un tassello narrativo ben integrato e particolarmente interessante per chi segue la serie da anni. Dall’altra, restano inevitabilmente più difficili da ignorare Mafia II e Mafia III, riproposti nelle rispettive Definitive Edition senza interventi specifici per l’attuale generazione e, nel caso del terzo capitolo, senza approfittare dell’occasione per mettere mano ad alcune criticità tecniche ormai note da tempo.
Il risultato è quindi una collection molto ricca, ma non del tutto omogenea: più una grande fotografia dello stato attuale della saga che una vera revisione definitiva di ogni suo capitolo. Questo, però, non significa che il pacchetto perda valore. Anzi, per chi si avvicina oggi a Mafia o vuole recuperare in un’unica soluzione l’intero percorso della serie, l’offerta resta decisamente interessante. Un discorso ancora più favorevole vale per chi possiede già alcuni dei giochi. La raccolta prevede infatti una forma di prezzo ridotto per chi ha già determinati titoli della serie, anche se l’entità dello sconto può variare in base ai contenuti posseduti. Nel mio caso, avendo già Mafia: Terra Madre in versione base, The Omertà Collection mi è stata proposta a circa 20 euro; una cifra che, considerando la presenza di Uomo d’Onore, venduto separatamente a circa 10 euro, rende l’operazione particolarmente facile da giustificare.
| Anteprima | Prodotto | Prezzo | |
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Ultimo aggiornamento: 2026-09-14 at 12:10

Mafia: The Omertà Collection – Recensione
Mafia: The Omertà Collection è una raccolta ricchissima e dal grande valore complessivo, soprattutto per chi vuole recuperare l’intera saga o tornare a viverla nelle condizioni migliori possibili. L’ottima versione PlayStation 5 di Mafia: Definitive Edition e il riuscito DLC Uomo d’Onore rappresentano i veri punti di forza dell’offerta, mentre la scelta di lasciare Mafia II e Mafia III sostanzialmente invariati impedisce al pacchetto di essere davvero definitivo. Resta comunque un’operazione più che riuscita, capace di celebrare bene una delle serie crime più importanti degli ultimi anni.
PRO
CONTRO
8
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