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- Maltrattamenti, interviene il giudice: “I bambini vanno subito trasferiti”. Corsa per trovare strutture vicine
La sede, al centro di un’inchiesta della Procura di Como, ospita disabili del Milanese e della Brianza. Le nuove denunce e l’istanza accolta dal Tribunale di Milano: tutelare i minorenni. Pochi posti disponibili

Maltrattamenti, interviene il giudice «I bambini vanno trasferiti» Corsa per trovare strutture vicine

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Milano – Entro il 28 ottobre i servizi sociali dovranno trovare un’altra “struttura di tipo comunitario o famiglie professionali” in grado di accogliere in tempi rapidi una bambina di 6 anni, affetta da una grave forma di autismo, che secondo la denuncia dei genitori avrebbe subito maltrattamenti nel centro di riabilitazione privato convenzionato Villa Santa Maria di Tavernerio, nel Comasco. Il Tribunale di Milano è intervenuto per tutelare la minorenne con un provvedimento d’urgenza che ha accolto la richiesta della madre, residente in un paese dell’area metropolitana, assistita dall’avvocata Cristina Biella. Una decisione analoga era stata presa, nelle scorse settimane, dal Tribunale di Monza, che anche in questo caso aveva ordinato ai servizi sociali del Comune del Monzese di trasferire il bambino, altra presunta vittima di maltrattamenti, in un’altra struttura. Una situazione complessa da gestire: in Lombardia sono rare le strutture residenziali specializzate nella cura dell’autismo, con lunghe liste d’attesa e pochi posti disponibili.
L’indagine
Villa Santa Maria a Tavernerio è già finita al centro di un’indagine, coordinata dal procuratore di Como Massimo Astori, sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio per 13 operatori incaricati di seguire i pazienti. Bambini e adolescenti bisognosi di assistenza continua in quanto “incapaci di svolgere le ordinarie e quotidiane funzioni vitali”, nella maggior parte dei casi incapaci di esprimersi, che dal 2018 al 2021 avrebbero subito gravissimi maltrattamenti. Gli operatori non sono più in servizio, c’è stato un ricambio nell’organico ma sono arrivate almeno altre tre denunce, finite sul tavolo della Procura di Como, relative a nuovi casi successivi all’inchiesta.
La decisione
Per questo si sono attivati i Tribunali, disponendo, dopo aver esaminato gli atti, il trasferimento in altre strutture dei bambini coinvolti. “Gli elementi di fatto portati all’attenzione del Tribunale – si legge nel provvedimento milanese – impongono di attivarsi in tutela della bambina”. I servizi sociali del Comune di residenza devono quindi trovare una nuova struttura: per il 29 ottobre è stata fissata un’udienza per esaminare il nuovo progetto, in grado di offrire un futuro sereno alla bambina.
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