L'Italia cerca il riscatto contro la Turchia dopo il ko col Belgio. Mancini cambia almeno sei uomini, conferma il 4-3-3 e chiede più pressing e aggressività.
Soltanto la seconda partita del nuovo ciclo e già una notte che pesa. Roberto Mancini chiede tempo per ricostruire l'Italia, ringiovanirla e riportarla progressivamente a livelli più competitivi. Ma il calendario non aspetta nessuno e la sfida di Bursa contro la Turchia assume immediatamente un'importanza particolare.Dopo lo 0-2 contro il Belgio e i fischi dell'Olimpico, gli azzurri devono reagire. Ne parla Il Giornale.
Anche perché la partita della Timsah Arena ha un peso concreto nella Nations League: perdere ancora complicherebbe immediatamente il cammino dell'Italia e aumenterebbe il rischio retrocessione.
Mancini e una frase che fotografa il momento
Alla vigilia il ct non ha nascosto le difficoltà attraversate dal calcio italiano. Interrogato sul declino azzurro, Mancini ha risposto:«Abbiamo avuto per decenni giocatori incredibili, ora ci mancano...».Poche parole che fotografano uno dei problemi principali della ricostruzione. Questa Italia non dispone della quantità di campioni avuta in altre epoche e Mancini deve quindi costruire una squadra capace di compensare anche attraverso organizzazione, intensità e crescita dei giovani.
Dieci giocatori restano a Coverciano
Il ct aveva programmato questa finestra sapendo di dover affrontare quattro partite in appena undici giorni. Per questo contro la Turchia cambierà parecchio. Dieci elementi sono rimasti a Coverciano, mentre Zaniolo aveva già lasciato il ritiro per infortunio. Tra i giocatori non partiti per Bursa figurano anche tre titolari utilizzati contro il Belgio, Mancini, Coppola e Barella, oltre a Maldini e Zoma, entrati durante la partita.
La conseguenza sarà una formazione profondamente rinnovata. I cambi potrebbero essere almeno sei, con una difesa quasi completamente differente rispetto a quella vista all'Olimpico.
Cambiano gli uomini, non il 4-3-3
La rivoluzione non riguarderà invece il sistema di gioco. Mancini dovrebbe insistere sul 4-3-3, ritenendo troppo breve il tempo a disposizione per modificare radicalmente l'impostazione tattica. Potrebbe trovare spazio Kayode, mentre Vergara e Mandragora sono tra i giocatori che scalpitano per una possibilità. Resta invece da sciogliere il dubbio legato a Kean.
Più che dal modulo, però, Mancini si aspetta una risposta nell'atteggiamento.
«Mi aspetto che con la Turchia la squadra possa fare una buona gara, migliorando pressing e aggressività».
«Le critiche non mi toccano»
La sconfitta contro il Belgio ha inevitabilmente acceso immediatamente il dibattito sulla nuova Nazionale.
Mancini prova però ad allontanare la pressione anche dai giocatori più giovani:
«Le critiche non mi toccano, anche quelle al giovane Romano, vedo troppa agitazione, dobbiamo rimanere tranquilli».
Il ct riconosce comunque la forza dell'avversario: «Troveremo una Turchia forte e piena di giocatori di talento, non meritava di uscire ai gironi nell'ultimo Mondiale. Montella sta facendo un ottimo lavoro».
Una sfida particolare anche per il rapporto personale tra i due allenatori, compagni alla Sampdoria nella stagione 1996-97.