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- Mano Gigante, il ‘madonnaro’ con lo spray: “Il mio murale a Le Terrazze è un segno di speranza per la periferia”
Don Steffano, prete della Comunità pastorale del Gratosoglio a Milano, ha ridisegnato la facciata della chiesa col writer Giuseppe Lippolis: “Il volto di Santa Teresa di Calcutta sia punto di riferimento di un rione difficile”

Sopra, Mano Gigante, all’anagrafe Giuseppe Lippolis, il 31enne street artist milanese

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Milano, 4 agosto 2026 – Gli occhi sorridono mentre guardano lontano. Quello sguardo è il primo invito ad avvicinarsi. Il volto inconfondibile di Santa Teresa di Calcutta incorniciato dal velo bianco con le strisce azzurre brilla sulla facciata della chiesa a lei dedicata al quartiere Le Terrazze, all’estrema periferia sud di Milano, dove la città si mescola alla campagna. Un’opera sacra realizzata con le bombolette spray.
Una tecnica inconsueta, per un luogo di culto. “Ho finito ieri il murale”, dice l’artista Mano Gigante, all’anagrafe Giuseppe Lippolis, trentunenne cresciuto in zona Rogoredo, a due passi, nella periferia difficile dove fin da piccolo ammirava chi portava colore sui muri grigi. E a poco a poco, le bombolette spray sono diventate il suo pane. “Sono un autodidatta – spiega –, ho imparato sulla strada. Dai più grandi”.

Due ragazze fotografano il murale
Sette metri per tre
A lui si è rivolto don Paolo Steffano, responsabile della Comunità pastorale di Gratosoglio La Visitazione, per avere il volto della santa dipinto sulla facciata. Prima, c’era una piccola fotografia. Ora un murale di 7 metri per 3 che si vede anche a distanza e cattura subito l’attenzione. “Un lavoro che mi è stato commissionato e che ho svolto con piacere”, sottolinea Mano Gigante. “L’obiettivo non è solo mostrare l’immagine di Santa Teresa di Calcutta, ma rendere visibile il messaggio che ha lasciato: non perdere la speranza, praticare l’accoglienza, restare sempre umani”.
“Questa non è street art – precisa – : è muralismo”. Arte murale che da quel volto racconta una storia, che è fruibile da tutti gratuitamente, anche quando il portone della chiesa è chiuso (perché si trova su una parete esterna, proprio all’ingresso), che ha una finalità sociale e serve anche a rendere più salda l’identità di una comunità che tra i punti di riferimento ha anche la parrocchia. Una chiesa desiderata, che i residenti del quartiere Terrazze aspettavano dai primi anni Novanta.
La storia della chiesa
La posa della prima pietra risale al 7 giugno 2009. Sei anni dopo, l’inizio dei lavori. Nell’autunno 2020 è stata ultimata la casa parrocchiale, mentre le celebrazioni nella nuova chiesa sono iniziate a Pasqua del 2021. Il 24 ottobre di quell’anno monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, ha benedetto la chiesa che porta il nome di Santa Teresa di Calcutta. Composta da elementi autonomi dalle linee essenziali, è stata realizzata con materiali chiari: la pietra calcarea bianca, la pietra arenaria rosata e il calcestruzzo dilavato. Il dipinto della santa ora porta il colore.
“Ho cercato di realizzare un volto che fosse il più realistico possibile – sottolinea l’artista – e poi l’ho colorato con le bombolette creando un effetto sfumato”. Nasce come writer, Mano Gigante. E se spesso i graffitari sono visti come vandali che deturpano proprietà private, lui (come anche altri) dimostra che l’arte non ha etichette, che la bellezza non è legata a tecniche specifiche. Che un’alleanza tra mondi apparentemente distanti è possibile.
Il prossimo obiettivo
Adesso il suo prossimo obiettivo è ricreare un’opera che aveva realizzato tra le vie Varsavia e Tertulliano insieme ai colleghi Iena e Base, dedicata a Rogoredo. “Avevamo disegnato degli zombie giganti in un muro libero a disposizione degli artisti. Un’opera di 30 metri per 5, non per spaventare ma per puntare i riflettori sul problema della droga. Alcuni mesi fa è stata cancellata. Ma ora vogliamo rifarla”. Un entusiasmo alimentato anche dall’opera su Santa Teresa, “la santa al servizio dei più poveri e degli emarginati”.
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