LIMENA (PADOVA) - Doveva essere una giornata di cammino su una delle vette più iconiche delle Dolomiti, ma si è trasformata in tragedia. In tre avevano scelto l'Agner che dall'alto dei suoi 2.872 metri di altitudine domina la conca agordina: è una delle montagne più conosciute e battute da alpinisti ed escursionisti di tutto il mondo e così ieri mattina marito, moglie e un'amica, approfittando anche delle condizioni meteo favorevoli, avevano scelto di raggiungere la vetta salendo lungo la via normale, che è la più semplice tra quelle offerte dalla montagna.
La tragedia
La normale non prevede infatti settori da arrampicare, bensì un percorso a tratti ben attrezzato, ma comunque impegnativo se si vuole raggiungere la cima. Impresa che il gruppetto ha portato a compimento. La discesa, sia pur da affrontare con le dovute cautele, doveva essere poco più di una formalità per gente così esperta. Invece, proprio scendendo, qualcosa dev'essere andato storto. E la 65enne Maria Cristina Dalla Libera, residente a Limena, ha perso la vita.
La donna, istruttrice del Cai, ben allenata e consapevole dei pericoli, stava precedendo il marito e l'amica quando all'improvviso è scivolata sparendo nel canalone roccioso sottostante. È stata proprio l'amica della coppia a contattare il 118 e a chiedere aiuto. Dopo aver fatto campo base al rifugio Scarpa, a 1735 metri di quota, appena si è aperto un varco nella nebbia Falco 2 è salito e, a 2.480 metri di altitudine, ha individuato l'uomo, che nel frattempo aveva raggiunto la moglie, volata un'ottantina di metri più in basso. La 65enne è stata subito recuperata dall'eliambulanza e depositata nella piazzola nei pressi del Rifugio Scarpa, dove medico e infermiera hanno tentato inutilmente di rianimarla.
Chi era
Maria Cristina Dalla Libera non era solo una semplice appassionata di montagna, il suo amore per le vette lo trasmetteva anche ai più giovani attraverso il Cai di Padova. La 65enne di Limena era infatti una delle coordinatrici del gruppo scuola del club, compito che svolgeva anche assieme al marito Mario, oltre a far parte della commissione sentieri e cartografie. E trasmettere ai più piccoli l'attenzione per la montagna e per l'ambiente è una delle importanti attività che svolge la sezione di Padova del Club Alpino Italiana, che conta 250 istruttori fra la scuola escursionismo e la scuola alpinismo, e 4.320 iscritti.
Maria Cristina, assieme ad altre colleghe, si occupava del lavoro che viene organizzato prima in classe con gli alunni affrontando i pericoli della montagna, e l'importanza della tutela dell'ambiente, e poi durante le uscite che il Cai di Padova organizza con i ragazzi lungo i sentieri dei Colli Euganei, o nei luoghi delle grande guerra sul monte Grappa.
Maria Cristina è ricordata come una volontaria appassionata, solare e piena di energia. Una vera passione quella per la montagna a cui tutta la famiglia della donna è dedita, come il legame con il Cai. Fra i 250 istruttori della scuola di alpinismo c'è anche il figlio della 65enne. E ieri sera la notizia della tragedia avvenuta lungo la via normale al Monte Agner, nel gruppo delle Pale di San Martino in provincia di Belluno, ha raggiunto anche il Club padovano lasciando tutti sgomenti. La famiglia ha infatti una casa proprio in quella zona di montagna.
«Mi dispiace moltissimo. È sempre un dolore per tutti noi quando accadono queste tragedie - ha detto Gianfranco Munari, presidente Cai di Padova -. Purtroppo tutti noi sappiamo che in montagna, nonostante non esista un pericolo vero, l'imprevedibile può sempre succedere».