Maria Stella nella Culla della Vita, corsa per adottarla - Notizie - Ansa.it

Una telefonata di avvertimento, alle 22 e 48 di una calda sera di agosto, le immagini dallo schermo del monitor e "l'emozione" per la scoperta, che subito si trasforma in una corsa all'accudimento. Per la prima volta dalla sua installazione nel 2017, davanti alla comunità delle Suore Minime di Santa Cecilia Barberi, l'8 agosto una neonata, la piccola Maria Stella, è stata affidata alla Culla per la Vita di via Tambroni a Bologna. "Siamo andate fuori in due appena è scattato l'allarme: l'abbiamo accudita e coccolata per mezz'ora, poi abbiamo chiamato il 118. Appurato che stava bene, gli operatori l'hanno avvolta in una copertina e l'hanno portata al reparto di neonatologia del Policlinico Sant'Orsola" racconta suor Marta. Un evento "di grande felicità", testimoniato dal fatto che, racconta la religiosa, "appena rientrate, è stata suonata la campana per festeggiare, come si fa per riunirsi a pregare. Guardando come era vestito quel fagottino - ha aggiunto - abbiamo capito che era una bimba. Abbiamo detto più volte 'bella stellina' e abbiamo deciso di chiamarla Maria Stella". La piccola, trovata pulita e vestita con cura, secondo le consorelle "era nata da pochissimo, probabilmente nel pomeriggio o al massimo durante la giornata. Con sé aveva ancora il cordone ombelicale".

E per Maria Stella, conferma suor Marta, "già abbiamo ricevuto tante telefonate, di interessati all'adozione. Ma li abbiamo informati che la piccola non è più da noi, come da procedura, e la pratica dell'affido non funziona così". Per le religiose, comunque, la neonata "rimarrà sempre parte della comunità spirituale e della famiglia". "Dopo averla lasciata - prosegue suor Marta - ci siamo fatte assicurare che saremmo state informate sulle sue condizioni: la mattina dopo, la dottoressa di turno ha detto che stava bene". La piccola si trova ancora al Sant'Orsola, fuori pericolo di vita. La madre biologica ha 10 giorni di tempo, dal momento della nascita, per un eventuale ripensamento e riconoscimento legale della figlia. Poi, iniziano le pratiche per l'affido. Intanto, dal direttore dell'ostetricia all'Ausl di Bologna, Claudio Meloni, sulle Culle della Vita arriva un avvertimento: "Sul fronte della sicurezza dei bambini, rappresentano l'ultimo paracadute prima della cronaca nera", perché si presuppone che il parto sia avvenuto fuori da strutture ospedaliere. Fondamentale, quindi, è fare informazione sulla legge "che tutela l'anonimato delle donne per partorire in ospedale".
   

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