FARA VICENTINO (VICENZA) - È cominciata mercoledì 19 agosto l'autopsia sui cadaveri di Gianna Cunico, 66 anni, e Lanfranco Simonato, 71 anni, i coniugi trovati morti nel pomeriggio del 13 agosto nella loro villetta a Fara. L'avanzatissimo stato di decomposizione non consente al momento di dirimere il giallo del duplice decesso.
I primi riscontri avallano l'esclusione di una morte violenta, ma resta complessa la datazione.
Marito e moglie sarebbero morti diversi giorni prima del ritrovamento.
Gli sviluppi
I primi accertamenti autoptici fanno propendere per un duplice decesso dovuto a cause naturali perché al momento non sono emersi segni di violenza. Nè sui cadaveri (per quanto potuto finora accertare dato il grave stato di decomposizione) né nell'abitazione, dove non risultano segni di effrazione o di colluttazione. I corpi non presentano segni evidenti di ferite o traumi significativi. Uno spunto decisivo potrebbe venire dai test tossicologici, i cui esiti sono attesi nelle prossime settimane. Dunque perché (e quando) Gianna e Lanfranco siano morti resta da chiarire, come pure resta da chiarire se il decessi siano avvenuti contemporaneamente. L'ultimo segno di vita su cui si concentrano ora gli inquirenti risale al 7 agosto, dunque sei giorni prima del rinvenimento.
Proseguono nell'abitazione della coppia i sopralluoghi dei carabinieri e del Reparto scientifica. L'abitazione si trova in via Stadio, in una posizione piuttosto isolata e immersa nel verde, dove i coniugi conducevano una vita appartata.
Il ritrovamento
La coppia ha una figlia, che fino ad alcuni mesi fa abitava con i genitori ma che ha poi cambiato residenza e non aveva notizie della coppia da alcuni giorni. Proprio come la sorella di Gianna, che il 13 agosto ha chiamato il 112 perché non riusciva ad avere contatti con i due.
Quando i vigili del fuoco hanno forzato la porta, la scena che si sono trovati davanti è stata tremenda. Tra l'ingresso e la cucina giaceva il corpo della donna. Nel bagno quello dell'uomo. La Procura ha aperto un'inchiesta e proceduto all'audizione di vari testimoni, a partire dai parenti della coppia. La cautela da parte degli inquirenti è massima e, se perde decisamente quota la pista della morte per mano di terze persone, sono molteplici le ipotesi ancora sul tavolo.