- Home
- Ancona
- Cronaca
- Massacrata in casa dal marito. Il figlioletto davanti alla bara: "Ti hanno portato via da me. Ma ora proteggimi da lassù"
Il piccolo Youssef ha letto una lettera sul sagrato della basilica sempre abbracciato alla nonna materna. L’arcivescovo Dal Cin: "Il Signore scuota la coscienza di quell’uomo che ha compiuto un gesto tanto crudele".

Il piccolo Youssef ha letto una lettera sul sagrato della basilica sempre abbracciato alla nonna materna. L’arcivescovo Dal Cin: "Il Signore scuota la coscienza di quell’uomo che ha compiuto un gesto tanto crudele".

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
"Ciao mamma, sono io, Youssef, davanti a tutta questa gente che ti vuole bene per raccontare la mamma fantastica che sei stata. So che hai passato un periodo difficile, non per tua scelta, ma nonostante questo non mi hai mai fatto mancare il sorriso dentro casa perché c’era sempre il sole e il sole eri tu". Le parole di quel bambino hanno riecheggiato in piazza della Madonna a Loreto davanti alla basilica della Santa Casa ieri pomeriggio. E’ rimasto immobile davanti al feretro ricoperto da rose bianche della sua mamma, Luigia Fortunato, 33 anni, originaria di Cerignola, uccisa con 50 coltellate dal marito Sami Khemaies, 39 anni, di origini tunisine, oggi in carcere. Al termine del funerale il piccolo, sempre abbracciato alla nonna materna Luisa, allo zio Savino, e con l’aiuto della zia Giulia, ha continuato: "Ora che non ci sei più fisicamente accanto a me sono molto triste, arrabbiato, perché ti hanno portato via da me, dalla nostra quotidianità. Mi ricordo quando eravamo insieme, facevamo le nostre cose, andavamo al bar della piazza solo io e te. Mi ricordo anche che mi rimproveravi perché ero troppo lento ed ero sempre in ritardo ma mi mancherà tutto questo. Ti prometto, mia cara mamma, che farò sempre il bravo, che farò tutti gli sport che volevi tu, nuoto e boxe, e che sarò sempre vicino a nonna. Tu promettimi che sarai sempre un passo dietro di me, che mi proteggerai e che mi amerai anche da lassù. Ti voglio bene". Con gli amichetti ha lanciato in aria un rosario gigante fatto di palloncini bianchi e rosa, fermatosi emblematicamente sul maxi manifesto con il viso di Luigia e su scritto: "Il tuo sorriso e la tua simpatia rimarranno sempre nei nostri cuori. Ciao Gì".
Nel santuario tantissima gente in lacrime, i parenti dalla Puglia, gli amici loretani di sempre. "Il buio è sceso sulla sua famiglia. Ci fa piangere il cuore che questa mamma ha trovato la morte proprio in casa sua, la casa che è un luogo dove dovremmo sentirci più sicuri. Si è trasformata in un luogo di violenza e morte. Non esistono parole umane per lenire una ferita così grande però siamo qui per dire, con la presenza e la preghiera, che tragedie come queste non devono ripetersi mai più nelle nostre comunità – ha detto l’arcivescovo delegato pontificio di Loreto monsignor Fabio Dal Cin nella sua omelia – Dobbiamo imparare a custodirci a vicenda, a non girarci dall’altra parte quando c’è una sofferenza. La violenza è la frontiera che divide la civiltà dalla barbarie, come ha detto papa Leone. Non faremmo onore però alla vita di Luigia se ci fermassimo alla rabbia e al dolore. La fede spinge alla carità che sradica la mentalità del dominio e del possesso. E mentre la giustizia umana deve fare il suo corso, che il Signore scuota la coscienza di quell’uomo che ha compiuto un gesto tanto crudele, che gli doni quel salutare rimorso perché trovi il coraggio del pentimento sincero".
Stasera alle 21.15 è stata organizzata una fiaccolata silenziosa in sua memoria, promossa dal Comune, dalla Delegazione Pontificia e dalle parrocchie della Prelatura Lauretana che prenderà avvio da piazzale Europa percorrendo via Bramante, dove abitava, e il centro storico fino a Piazza della Madonna dove, sul sagrato l’Arcivescovo guiderà un momento di riflessione.
© Riproduzione riservata