«Massacrata per una gomitata». Rissa tra 4 ragazze in discoteca. Ecco cos'è successo

Il tribunale di Ancona
Il tribunale di Ancona

di Marina Verdenelli

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mercoledì 16 settembre 2026, 04:00 - Ultimo aggiornamento: 07:59

MONSANO Le quattro del mattino, le luci ancora accese in discoteca, al Miami, dove la serata era quasi al termine. Quella che doveva essere una notte come tante però si trasformata in un ring, dove a darsela di santa ragione sono state delle ragazze. Ieri mattina, al tribunale di Ancona, nell’aula della giudice Giulia Casiello, la storia della rissa avvenuta il 7 maggio del 2022 è tornata a prendere voce. È stata sentita infatti la versione della vittima, una 23enne che vive a Falconara, di origine romena.

La vittima

La giovane è arrivata in tribunale come parte civile, assistita dall’avvocato Pietro Sgarbi, e chiede 10mila euro di danni come risarcimento dopo essere stata prima imputata e poi assolta dal gup Pallucchini per il reato di rissa.

Una rissa dove le avrebbe solo prese. Quella notte infatti, stando alle accuse, la 23enne sarebbe stata vittima di una violenza feroce che le è costata un trauma cranico, il naso fratturato e 30 giorni di prognosi.

Nel processo sono imputate tre ragazze, : due abruzzesi di Ortona, di 25 e 23 anni, difese dall’avvocato Elisabetta Simonetti, accusate di lesioni aggravate in concorso e rissa. Con loro una 23enne di Locri residente a Chiaravalle, difesa da Annalisa Galeazzi, chiamata a rispondere solo di rissa. Il racconto della falconarese ieri è stato molto duro. «Ero andata verso i bagni, il giorno dopo lavoravo - ha ricostruito in aula - . Ho visto a terra una mia vecchia conoscenza, c’era stata una rissa. Mi sono chinata per aiutarla e non mi sono più rialzata». Da lì il buio. «Mi hanno tirata per i capelli - ha proseguito la giovane - presa a calci in faccia e a pugni. Un ragazzo mi teneva un piede addosso, non riuscivo ad alzarmi. Per qualche minuto ho perso conoscenza. Mi ha tirata su un buttafuori».

Le telecamere

Una scena da film, ripresa dalle telecamere del locale: una la teneva ferma per i capelli, costretta a terra, l’altra la colpiva in faccia senza pietà. Poi la sicurezza che le ha trascinate fuori. Ma non è finita lì. Fuori, nel parcheggio, il secondo round. «Quelle due abruzzesi non le avevo mai viste» ha giurato la 23enne romena che ha ammesso solo un tentativo di difesa, il suo, dando una manata ad una delle picchiatrici. «Mi minacciava, diceva “ti accoltello”, avevo visto che teneva un coltellino in mano. Le sono andata addosso». Il movente? Forse una sciocchezza.

«Erano tutte su di giri - ha aggiunto credo ci sia stata una gomitata per entrare in bagno». Le imputate hanno sempre negato. A ricondurre a loro però sono state le immagini di videosorveglianza del locale e un testimone che le conosceva. La verità processuale è ancora lontana. Il 19 gennaio si torna in aula per altri testimoni e per sentire la versione delle imputate.

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