Mattone selvaggio da demolizione  - L'Unione Sarda.it

Tortolì.

25 settembre 2026 alle 00:45

La procura impone ai sindaci di abbattere le case abusive sulla costa 

Il dado è tratto. In Ogliastra contro l’abusivismo edilizio da oggi in poi sarà guerra vera. Dal vertice di mercoledì in Procura è emerso un indirizzo da cui non si scappa: via alla fase esecutiva delle demolizioni di strutture abusive su cui sono cucite sentenze passate in giudicato e mai eseguite.

A rappoorto

I sindaci del territorio sono stati chiamati a rapporto dalla procuratrice, Paola Dal Monte, per siglare un protocollo d’intesa che prevede l’applicazione di figure della polizia locale alla sezione di polizia giudiziaria. La retribuzione salariale del vigile urbano, individuato per collaborare con gli inquirenti, sarà a carico dei ventitré Comuni che parteciperanno alla spesa con quote proporzionali alla popolazione residente. Con l’irrobustimento dell’organico, la Procura confida di accelerare i tempi per mettere in esecuzione le vecchie sentenze.

Fase esecutiva

Il piano coinvolge tutta l’Ogliastra. Nel mirino degli 007 della Procura ci sono tutti gli immobili costruiti abusivamente e per i quali la magistratura si è espressa parecchi anni fa decretandone la demolizione. Nonostante ciò, le strutture sono rimaste in piedi e ora, benché siano passati diversi anni, i pm vogliono rimettere in moto gli escavatori. Per concretizzare il lavoro, gli inquirenti hanno allestito un ufficio di piano, ossia uno staff composto da esponenti della polizia giudiziaria cui è stato affiancato un agente di polizia locale i cui oneri salariali saranno assicurati da un mutuo intervento fra i Comuni, nessuno escluso.

Nei paesi, soprattutto quelli costieri dove era stata rilevata la più alta concentrazione di abusi, la svolta investigativa sta suscitando apprensione. Dal vertice che si è tenuto in Procura, nonostante le bocche cucite di inquirenti e sindaci, è emersa una linea inflessibile: la fase esecutiva entra nel vivo. A quando le prime demolizioni non è dato sapersi, di certo gli inquirenti hanno innestato la marcia.

Case mobili nel mirino

Con l’impiego dei droni scanner, che è la vera novità rispetto all’epoca del procuratore Domenico Fiordalisi, l’obiettivo è rilevare lo stato dei luoghi ed eventualmente accertare se nell’arco degli ultimi quindici anni siano lievitati i volumi dell’abitazione abusiva oppure se la stessa sia diventata luogo di business. Nel mirino degli inquirenti non ci sono soltanto gli immobili con la sorte segnata, ma anche case mobili fresche di posa. Perché se è vero che nei paesi l’attività di censimento delle strutture su cui pende una sentenza definitiva è iniziata da settimane, con tanto di radiografie utili a capire se nel corso degli anni i proprietari abbiano alterato un bene a suo tempo condannato a demolizione, è altrettanto vero che nella lista nera della Procura sono finite pure roulotte e case mobili che in un amen diventano locali a uso e consumo dei vacanzieri e dunque business turistico fantasma. Tradotto: concorrenza sleale.

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