19 minuti fa
Francia, torna la 'canicule', brucia il polmone di Parigi
Gli incendi che imperversano dalla domenica pomeriggio a Fontainebleau, il polmone verde di Parigi, hanno già bruciato oltre 1.900 ettari di foresta. Sono 850 i vigili del fuoco impegnati nello spegnimento dell'incendio che si spera di contenere entro la giornata. Quattro gli aerei antincendio impiegati sull'Ile-de-France, dove le condizioni meteo finora sono state sfavorevoli alle operazioni di spegnimento, con caldo, vento e aria secca. Il primo incendio è scoppiato domenica nel tardo pomeriggio vicino all'autostrada A6 che per un tratto è stata chiusa. Il secondo è iniziato ieri pomeriggio nella zona di Faisanderie, non lontano dalla città di Fontainebleau. Due persone sono state arrestate perché sospettate di aver appiccato i roghi. Oggi, intanto, milioni di francesi rimangono in allerta rossa per la terza ondata di calore in meno di due mesi su ventisei dipartimenti, dalla regione dell'Ile-de-France al dipartimento del Tarn Da oggi una massa d'aria calda riscalderà l'area con temperature in aumento sia di giorno che di notte con temperature tra i 36 e i 38 gradi con picchi di 40 nella Valle del Rodano e alla regione di Tolosa. Questa terza ondata di caldo intenso, dopo quelle di fine maggio e fine giugno, ha avuto un impatto significativo sulle infrastrutture, tra cui la chiusura, da domenica a lunedì, di tre reattori nucleari a Golfech, Bugey e Chooz. Altri sette reattori hanno registrato una riduzione della produzione di energia. Nel settore dei trasporti, dieci incendi hanno interrotto il servizio ferroviario nella regione di Sens. Il traffico ferroviario sulla stessa linea Parigi-Lione è stato gravemente compromesso da domenica, sempre a causa degli incendi nella Seine-et-Marne. Il cui bilancio iniziale dei roghi è già impressionante: circa 32.000 ettari sono andati in fumo dall'inizio dell'anno, più di quanti ne siano bruciati durante l'intera stagione degli incendi del 2025. In tutto il Paese, i servizi di emergenza hanno combattuto contro le fiamme: Pirenei Orientali, Drome, Lot, Lot-et-Garonne, Savoia, così come in zone più settentrionali come Indre, Loira Atlantica, Cotes-d'Armor e Maine-et-Loire.
49 minuti fa
Politico: a giugno in Europa 14mila morti in più
L'ondata di calore record di giugno ha causato migliaia di morti in tutta l'Europa occidentale. Secondo i dati ufficiali preliminari sulla mortalità e le stime dei ricercatori dei sei Paesi più colpiti elaborati da Politico, si sono registrati almeno 14.000 decessi in più rispetto al previsto durante il periodo di caldo estremo. L'ondata di calore, iniziata intorno al 18 giugno e durata fino al 1 luglio, ha infranto i record in diversi Paesi. Le cifre analizzate da Politico includono circa 2.000 decessi in Francia, 1.740 in Belgio, 6.800 in Germania e 480 nei Paesi Bassi, oltre a 810 decessi specificamente correlati al caldo in Spagna e circa 2.200 nel Regno Unito. Un set di dati separato, pubblicato lunedì da EuroMomo, un servizio di monitoraggio della mortalità supportato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dall'Organizzazione mondiale della sanità, ha mostrato che nei 27 Paesi membri sono stati segnalati 10.650 decessi in più tra il 22 e il 28 giugno. Con 'decessi in eccesso' si intende l'aumento della mortalità rispetto ai livelli medi. Sebbene le cifre includano i decessi per tutte le cause, questo indicatore viene utilizzato per valutare rapidamente l'impatto delle ondate di calore; ottenere un conteggio preciso dei decessi correlati al caldo è un lavoro meticoloso, poiché le alte temperature uccidono non solo per colpo di calore, ma anche aggravando patologie preesistenti.
07:15
A Palermo livello di preallerta, rischio incendi e ondate di calore
La Protezione Civile Regionale siciliana ha diffuso un avviso relativo al rischio di incendi e ondate di calore, valido fino alla mezzanotte di oggi. A Palermo, per quanto riguarda il rischio incendi, il livello è di preallerta (arancione), pericolosità "media". Temperatura massima percepita 35 gradi centigradi (livello 1).
06:33
Piemonte senza acqua, chiede aiuto a Valle d'Aosta e Canton Ticino
"Non possiamo aspettare nemmeno un minuto e siamo al lavoro con la Regione Valle d'Aosta e il Canton Ticino per chiedere di aumentare la fornitura di acqua che viene immessa in Piemonte per l'uso agricolo". Lo afferma il governatore Alberto Cirio, che oggi ha riunito in Regione il Tavolo per l'emergenza idrica. "Il caldo e l'assenza di piogge - sottolinea Ciro - stanno determinando un'emergenza da affrontare con attenzione soprattutto per quanto riguarda l'agricoltura. Un centinaio di Comuni hanno già fatto ordinanze per regolare la gestione dell'acqua potabile, e in montagna ci sono località in cui intervengono le autobotti". "Monitoriamo giorno dopo giorno la situazione, pronti - rimarca Cirio - ad avviare la richiesta dello stato di emergenza se non dovessero migliorare le condizioni meteorologiche, in accordo con le altre Regioni che vivono la nostra stessa situazione, per dare i ristori necessari". Le precipitazioni medie di giugno sul bacino del Po presentano un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020, è emerso dal Tavolo al quale erano presenti gli assessori all'Agricoltura Paolo Bongioanni, alla Montagna Marco Gallo, e all'Ambiente Matteo Marnati, i rappresentanti di Arpa, associazioni agricole, parchi e aree protette, consorzi idrici, Anbi, Prefetture, Città Metropolitana di Torino e Province, enti di governo e i gestori del Servizio idrico integrato e delle reti idriche. Le temperature per contro sono state di 3,5 gradi superiori alla media. Le risorse idriche superficiali sono ridotte del 37% rispetto alla media del periodo. E nella prima decade di luglio gran parte delle sezioni idrometriche considerate presentano deficit superiori al 40%. Il Po a Isola Sant'Antonio ha registrato una portata media inferiori del 75% rispetto allo storico.
06:33
Piemonte, Cirio lancia allarme siccità: "Pronti a chiedere stato emergenza"
“Se non dovessero migliorare le condizioni metereologiche, siamo pronti ad avviare la richiesta dello stato di emergenza”. Ad affermarlo il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, in occasione del tavolo riunito a Torino per affrontare le difficoltà di agricoltura e approvvigionamento idrico causati dal caldo e dall’assenza di piogge. Secondo l’Arpa, infatti, ad inizio della seconda decade di luglio 2026 il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria, con criticità più evidenti sulle portate dei corsi d’acqua e sulle risorse idriche superficiali disponibili. L’indice sintetico di siccità evidenzia condizioni di siccità severa in tutto il bacino del Tanaro, Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Le precipitazioni medie di giugno 2026 sul bacino del Po sono state di 62 mm, con un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020.
06:33
Sardegna, fino a venerdì allerta per temperature alte
La Protezione civile regionale della Sardegna ha emesso un avviso valido dalle 9 di domani alle 18 di venerdì 17 luglio, per temperature massime diffusamente molto elevate, superiori ai 37° C. Nelle zone interne le temperature massime si attesteranno tra i 40° C e i 43° C, con picchi locali anche superiori ai 45° C nella valle di Ottana, nel Logudoro e nel Campidano.
06:30