«Mi danno della ladra perché ho affittato casa agli americani. Con loro più garanzie e vanno via ogni 3 anni», lo sfogo della proprietaria

AVIANO (PORDENONE) - «Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché sarei una ladra». È la domanda, amara, di un’anziana della zona di Aviano che ha scelto di affittare una casa di famiglia agli americani legati alla Base. Una scelta che, nel pieno del dibattito sugli affitti diventati sempre più cari e difficili da trovare per chi vive sul territorio, qualcuno ha indicato come una delle ragioni del problema. Lei, però, quella definizione di “ladra” proprio non la accetta. 

La situazione affitti

«Noi siamo due ottantenni – racconta – e una decina di anni fa ci siamo trovati davanti alla necessità di decidere cosa fare di una casa di famiglia che non ospitava più nessuno, dopo la dolorosa perdita di alcuni cari. Abbiamo scelto di metterla a profitto affittandola agli americani della Base. Ma prima di poterla inserire in quel circuito abbiamo dovuto affrontare ingenti spese di ristrutturazione». Non un immobile consegnato semplicemente a un inquilino, spiega, ma una casa da adeguare a criteri precisi. «La Base impone determinati requisiti, a partire dal condizionamento dell’intero alloggio. E ci sono controlli molto rigorosi, prima e dopo. L’Ufficio Alloggi della Base è composto da professionisti esemplari: fanno un primo sopralluogo, segnalano quello che non va e tornano a verificare che tutte le prescrizioni siano state rispettate». Un sistema che, secondo la donna, offre anche ai proprietari garanzie difficilmente riscontrabili in altre formule di locazione. «Alla consegna dell’immobile viene fatto un controllo dettagliato e altrettanto scrupoloso viene effettuato quando la famiglia lascia la casa. Io ho già ospitato tre splendide famiglie americane, tutte con prole numerosa, e la mia abitazione è ancora perfetta».

Anche sul fronte economico, aggiunge, la formula presenta precise tutele. «Il turnover è ogni tre o quattro anni e per noi anziani questo significa che, in un periodo relativamente breve, la casa torna comunque a nostra completa disposizione. Il pagamento del canone è di fatto tutelato dalla garanzia della Base e gli eventuali danni vengono saldati prima della fine del contratto. A me è capitato soltanto di avere una zanzariera rotta, che l’inquilino ha sostituito prima del commiato». E poi ci sono le tasse. «Sull’affitto pago immediatamente il 21 per cento di cedolare secca. Non sto facendo nulla di nascosto e tutto secondo le regole».

La questione

La sua non vuole essere una contrapposizione tra italiani e americani, né tra residenti e militari. «Non è questione di italiani, immigrati da altre nazioni o militari americani. È proprio la formula che è vincente e che ci garantisce. Se affittassi la stessa casa ad altri inquilini, non avrei necessariamente le medesime garanzie di poterne rientrare in possesso in caso servisse a qualche parente, come i miei nipoti che stanno diventando adulti». La donna dice di comprendere le difficoltà di chi oggi cerca un’abitazione in zona e si trova davanti a prezzi elevati. «Capisco anche la rabbia. Ma prima di dare dei ladri alla gente bisognerebbe mettersi nei panni di chi ha lavorato tutta la vita come operaio». «Io ho impegnato una parte dei soldi della mia liquidazione per rimettere a posto un edificio - conclude -. L’ho fatto perché volevo conservare il valore della casa di famiglia. Oggi, a ottant’anni, non voglio che quell’immobile perda valore. Ho trovato una formula che mi consente di mantenerlo, di pagare le tasse e di avere delle garanzie. Perché questo dovrebbe fare di me una ladra?». 

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