Era stata anticipata nei giorni scorsi da diversi media e, come previsto, la lettera è stata recapitata oggi. Ora, l'ex conduttore di Report ha cinque giorni per rispondere alle contestazioni della Rai. È questo il termine concesso a Sigfrido Ranucci dopo la missiva inviata dall’azienda sui suoi rapporti con Valter Lavitola.
La lettera
L'invio della lettera sarebbe avvenuto - secondo quanto si apprende - a seguito della relazione del Comitato Etico, dalla quale, secondo l'azienda, emergerebbero profili rilevanti dal punto di vista disciplinare relativi alla condotta personale del giornalista, che avrebbe violato norme interne. Il procedimento potrebbe portare a un richiamo, una sospensione e in extremis al licenziamento. In particolare, come riporta Il Corriere, si fa riferimento all'accesso in Rai consentito di alcuni personaggi esterni, come Valter Lavitola, o all’invio allo stesso Lavitola di circolari interne della Rai con giudizi e affermazioni dell'ex conduttore sull'azienda e sulla presenza in Rai di mafia o massoneria.
Non in ultimo, ci sarebbero giudizi espressi via social sui conduttori di Report designati dall’azienda, anche questi considerati in violazione delle norme etiche della Rai.
Nella contestazione non sarebbe menzionata invece la rimozione del giornalista dalla conduzione di 'Report' e dalla vicedirezione ad personam della direzione Approfondimento Rai che la Rai, come più volte sottolineato, considera una scelta editoriale nella piena facoltà dell'azienda, che ha poi sottoposto a Ranucci tre proposte di ricollocazione.
Ranucci dovrà fornire chiarimenti entro cinque giorni. Se le spiegazioni non saranno ritenute sufficienti, potrebbe essere avviato un procedimento disciplinare, distinto dalla decisione di rimuoverlo dalla conduzione di Report, motivata dalla Rai con «ragioni editoriali». La vicenda sarà al centro del Cda Rai di domani, dove i consiglieri di opposizione intendono chiedere chiarimenti sul caso. Sul tavolo anche il futuro di Roberto Sergio, che lascerà la Rai ma dovrebbe mantenere la direzione generale della tv di San Marino, scelta non condivisa da tutti i consiglieri, tra cui il presidente facente funzioni Antonio Marano. Intanto, la Rai segue anche l'evoluzione giudiziaria del caso Ranucci e non esclude di costituirsi parte civile nel processo, qualora ne ricorrano i presupposti.
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