Europa League, a San Siro (21) un esame vero al debutto. L’ex Amorim: "Vogliamo solo vincere il torneo"

Ruben Amorim, 41 anni: nel Benfica ha giocato per sette stagioni

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Una notte per respirare aria di grande calcio a San Siro, anche se ad accompagnare il ritorno del Milan nelle coppe continentali in uno stadio che avrà un gran bel colpo d’occhio (circa 65mila gli spettatori previsti, di cui 4.200 ospiti compreso Rui Costa) non sarà la musichetta della Champions League ma l’inno meno nobile dell’Europa League. In realtà il debutto contro il Benfica allenato da Marco Silva (anni fa nel mirino dell’Inter) rievoca memorabili sfide del passato e già questo dovrebbe dare la carica ai rossoneri che stentano a decollare in campionato ma che, ovviamente, devono puntare anche ad altri traguardi. Per esempio trofei non presenti in bacheca. Missione che Ruben Amorim, uno che non ama nascondersi, ha ben chiara in mente: "Siamo qui per vincere il torneo. Il Milan non ha obiettivi minimi, qualsiasi cosa sotto la vittoria verrebbe criticata, anche in modo selvaggio".
Servono i fatti, però. Opinione pubblica e tifosi aspettano di vedere quel gioco dominante richiesto da Gerry Cardinale e promesso dall’allenatore portoghese. Quest’ultimo ha compreso che in Italia c’è poca pazienza e si fa presto a finire sulla graticola. Il pirotecnico ma meritato pareggio in casa della Lazio ha nuovamente mostrato un Milan a due volti: fragile e poco incisivo nella prima ora di gioco, devastante nella parte finale, che è quella, numeri alla mano, diventata una sorta di “zona Milan“, considerato che non solo i gol arrivano dalla panchina ma che ben sei su sette sono stati realizzati fra il 64’ e il 69’.
Oggi il tecnico si aspetta molto di più in quella che è la sua “partita del cuore“ ("Ho un passato nel Benfica e ho nostalgia del Portogallo, ma voglio restare qui diversi anni"): ripartirà da due certezze (Maignan e Gonçalo Ramos), per il resto sono previste rotazioni per dare minutaggio a chi finora è stato meno utilizzato (ad esempio Hutchinson). Per Amorim non bisogna solo azzeccare l’undici iniziale o mostrare l’approccio giusto, ma avere un’identità di base della squadra e che sia sempre riconoscibile. Insomma, uno spartito chiaro per tutti. "È impossibile lottare su tre competizioni con 11 giocatori e basta. Non ci può essere una formazione titolare che non cambia: l’identità va costruita come team. Questa formazione cambia e cambierà per arrivare alle vittorie. A Roma è chiaro che il secondo tempo è stato diverso rispetto al primo. Il problema non è capire quali giocatori abbiano giocato male, ma il perché dell’atteggiamento diverso".
Stima immutata per Modric, indipendentemente dal match dell’Olimpico: "È un grandissimo giocatore, è importante per noi e non bisogna trarre conclusioni affrettate". Anche per Gonçalo Ramos quella di stasera è una partita speciale. "Se segno non esulto perché il Benfica è la mia casa e la mia famiglia", chiarisce l’attaccante, il quale non cerca rivincite dopo due gare senza gol ("Alle critiche sono abituato, in Portogallo è uguale. Non è qualcosa che trovo corretto: potrei fare un gioco pessimo e segnare, o farne uno eccellente e non segnare"), ma vuole che la squadra porti a casa i 3 punti. E si appella al popolo rossonero: "Sfida difficile, i tifosi renderanno tutto più avvincente".
MILAN (3-4-2-1): Maignan; Terracciano, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Musah, Jashari, Bartesaghi; Cisse, Hutchinson; Gonçalo Ramos. All. Amorim. BENFICA (4-2-3-1): Soares; Banjaqui, Araújo, Lenglet, Dahl; Barrenechea, Barreiro; Rafa Silva, Prestianni, Schjelderup; Pavlidis. All. Silva. Arbitro: Gillett (Australia). Tv: Sky ore 21.
© Riproduzione riservata
Continua a leggere tutte le notizie di sport su