La Prefettura di Bologna ha deciso di assegnare la scorta al sindaco del capoluogo emiliano Matteo Lepore in seguito alle minacce comparse sui social nei giorni scorsi in seguito alla morte di Fakir. Lo riportano alcuni quotidiani, tra cui Corriere della Sera e Repubblica. La protezione, secondo quanto scrivono i giornali, dovrebbe attivarsi nei prossimi giorni.
"La decisione di assegnare la scorta al sindaco Matteo Lepore è una notizia che dovrebbe preoccupare tutti, al di là delle appartenenze politiche. Quando un sindaco è costretto a vivere sotto protezione per le minacce ricevute, è sotto attacco il libero esercizio delle istituzioni democratiche e il principio stesso dello Stato di diritto". Lo afferma il segretario provinciale del Pd di Bologna, Enrico Di Stasi.
"In queste settimane - aggiunge -, abbiamo assistito a un'escalation di insulti, campagne d'odio e delegittimazione che hanno progressivamente superato il confine del confronto politico. Le critiche, anche le più dure, fanno parte della democrazia. Le intimidazioni, le minacce di morte e l'istigazione all'odio no. Sono un attacco alla convivenza civile e non possono essere in alcun modo normalizzate. Esprimiamo a Matteo Lepore la piena solidarietà del Partito Democratico e la nostra vicinanza personale e umana. Allo stesso tempo, rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche e a tutte le istituzioni perché si abbassino i toni, che non significa rinunciare al confronto, significa impedire che il clima di odio alimenti i comportamenti di chi pensa di poter sostituire la violenza al dibattito democratico".
La scorta assegnata al sindaco di Bologna è stata attivata oggi. Secondo quanto si apprende, la Prefettura ha assegnato la protezione al primo cittadino con un agente che lo segue durante tutto il giorno, sia in appuntamenti pubblici che privati.
'Massima attenzione' per il corteo di oggi al Pilastro
"Attenzione massima" da parte delle forze dell'ordine per il corteo di oggi alle 18 al Pilastro in ricordo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto domenica scorsa durante un fermo di polizia. Secondo quanto si apprende, al momento non ci sono elementi che facciano ritenere concreto un rischio di particolari criticità o disordini.
Al momento, infatti, non ci sarebbero segnali di attività o proteste particolari in preparazione da parte di antagonisti o attivisti dei centri sociali, molto presenti nel quartiere multietnico e popolare del Pilastro. Per il presidio dell'ordine pubblico sarà comunque schierato un numero congruo di agenti, soprattutto dopo i disordini andati in scena lunedì scorso nel centro di Bologna, dove un gruppo di manifestanti, tra cui antagonisti e appartenenti all'area dei collettivi e dei centri sociali, ha dato vita a una lunga guerriglia urbana, impegnando le forze dell'ordine per diverse ore e provocando ingenti danni tra vetrine, arredi urbani e mezzi, oltre al ferimento di 64 agenti.
Al Pilastro è previsto anche l'impiego della Digos e dei reparti mobili e, come di consueto, ci saranno anche rinforzi da fuori regione. Dalla questura, tuttavia, precisano che si tratta di una modalità operativa ordinaria e non legata a uno specifico allarme.
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