Il rinnovo delle concessioni per gli operatori che hanno vinto i bandi indetti dal Comune nel 2026 non sono scontate. Il Campidoglio, nel corso di una riunione svoltasi alla vigilia del fine settimana con i balneari e le associazioni di categoria, ha messo in chiaro le regole.
Le regole dettate dal Campidoglio
Per ottenere il via libera alla gestione degli stabilimenti anche il 2027, l’assessore al patrimonio Tobia Zevi ha ricordato quali sono le condizioni. Vanno rimosse le inferriate e le recinzioni che impediscono la visuale del mare e vanno smontate le cabine di legno che siano di facile rimozione o comunque prive di autorizzazioni edilizie che possano legittimarne la permanenza. Sono regole prevista dal codice della Navigazione (lo smontaggio) e in generale già considerate nell’ambito dei contratti che sono stati sottoscritti per la stagione estiva, quando il Campidoglio ha rilasciato le concessioni ai vincitori dei relativi bandi.
Le cabine da smontare
“Ci sono delle criticità da considerare. Va bene la rimozione delle recinzioni, laddove il muro è basso non vedo problemi. Però bisogna considerare che in alcuni punti il dislivello tra la strada e la spiaggia è notevole e farlo può diventare pericoloso” ha fatto notare Massimo Muzzarelli, presidente di Federbalneari di Roma e vicepresidente di Federbalneari del Lazio. E le cabine? La loro rimozione è prevista a fine stagione, quindi dopo il 30 ottobre, ma non è scontato riuscirvi soprattutto per quelle più vecchie. Per molte la rimozione significa finire in discarica, con costi conseguenti che si sommano a quelli della loro eventuale sostituzione. Sono temi che i balneari segnalano con preoccupazione perché gli investimenti da fare, hanno solo il 2027, per poter essere ammortizzati.
La reazione dei balneari
“Bisogna anche capire dove andrebbero posizionate le cabine smontate, perché non possono essere accatastate in spazi che non siano adibiti al loro stoccaggio: si configurerebbe un abuso” ha rimarcato Muzzarelli. “Il Comune non ci ha dato margini di trattativa, le condizioni indicate sono imprescindibili per avere il rinnovo. L’amministrazione ha la lasciato margini – ha ribadito il vicepresidente di Federbalneri Roma - trincerandosi alla fine anche su posizioni imposte dalla Procura che non intende derogare temporalmente oltre la conclusione della stagione”.
Le prime recinzioni rimosse
Vista la situazione, c’è chi si è portato avanti. È ad esempio il caso di Marechiaro. La nuova gestione, subentrata a metà luglio, ha rimosso le inferriate che impedivano la visuale del mare. Un antipasto di quello che l’amministrazione, con l’approvazione del Piano di utilizzo degli arenili, vuole diventi il litorale romano.