La ricostruzione dello scontro Fifa-Uefa

Introduzione

Nella giornata di martedì 28 luglio la Fifa confermava l'anticipazione del Financial Times su una nuova società — controllata e posseduta dalla Fifa stessa — valutata venti miliardi di dollari e studiata per attirare capitali privati e trasformare in liquidità il successo finanziario frutto dell'ultimo Mondiale. Il suo nome è 'Fifa Forward Enterprise' (FFE). Lo scopo sarebbe gestire i diritti commerciali relativi alle competizioni Fifa. Durissima la prima risposta dell'Uefa ("Non spetta a voi vendere il calcio"). Ancora più dura la recentissima presa di posizione: con un comunicato approvato all'unanimità dalle 55 federazioni affiliate, la Confederazione europea ha minacciato di boicottare le competizioni della Fifa.

Cos'è la FFE? Cosa porterebbe di nuovo e cosa, invece, resterebbe invariato secondo la Fifa? Cosa ha detto l'Uefa? Domande, risposte e tutte le tappe

SCONTRO CON LA FIFA, IL COMUNICATO UEFA

Quello che devi sapere

28 luglio: la proposta della Fifa, aprire a capitali privati

Inizia tutto martedì 28 luglio, a Mondiale finito e campionati non ancora iniziati. Lo anticipa il Financial Times, poche ore dopo lo conferma la stessa Fifa: la federazione calcistica internazionale sta preparando una svolta finanziaria destinata a cambiare il modello economico del calcio mondiale. In sostanza, la Fifa sta studiando la creazione di una nuova società — controllata e posseduta dalla Fifa stessa — studiata per attirare investitori esterni (cioè capitali privati) e trasformare in liquidità il successo finanziario frutto dell'ultimo Mondiale.

Il nome è 'Fifa Forward Enterprise' (FFE). Secondo quanto già anticipava il Financial Times, la società avrebbe una valutazione di venti miliardi di dollari e la Fifa avrebbe incaricato la banca d'affari statunitense JPMorgan di seguire l'operazione con l'obiettivo di collocare sul mercato circa il 20% della nuova entità.

FFE: cos'è e cosa fa

La Fifa, confermando la notizia, ha anche pubblicato una serie di dettagli sulla nuova entità, che sarebbe una "società controllata e posseduta dalla Fifa, che consoliderebbe i diritti commerciali e le attività relative agli eventi della Fifa". Sarebbe "un'aggiunta alle diverse filiali già esistenti, create nel corso degli anni, ognuna delle quali ha funzioni specifiche e distinte". Nel dettaglio, la FFE "gestirà i diritti commerciali e le operazioni relative agli eventi Fifa, coprendo tutte le competizioni di proprietà dalla federazione calcistica internazionale, nonché sponsorizzazioni, trasmissioni, licenze e iniziative future".

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Cosa porta la FFE, secondo la Fifa

L'obiettivo dichiarato dalla stessa federazione è "accrescere il valore di queste proprietà (le competizioni, ndr) a beneficio delle 211 Federazioni affiliate". E ancora: "Con la crescita di questi ricavi — dice la Fifa — aumenterebbero anche le distribuzioni alle federazioni calcistiche, fornendo loro maggiori fondi per promuovere il gioco".

Sul piano strettamente concreto, "i finanziamenti previsti dal programma FFE — si legge sempre sul sito ufficiale Fifa — porterebbero 20 milioni a ciascuna federazione per il periodo 2027-2030, contro gli otto attuali del periodo 2023-2026, per un totale di oltre quattro miliardi di dollari per tutte le 211 federazioni".

Cosa non cambierebbe, secondo la Fifa

Stando a quanto affermato dalla federazione calcistica internazionale, la Fifa "continuerebbe a fare tutto ciò che fa oggi per governare e sviluppare il calcio, compresa la regolamentazione e la definizione delle competizioni, l'organizzazione e la supervisione dei tornei, la guida dello sviluppo calcistico di base a livello globale". In sintesi, secondo la Fifa, "la Fifa continuerà a governare il calcio e i suoi tornei". 

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Cosa deve succedere perché la FFE si realizzi?

Lo ha detto lo stesso presidente Infantino: "Nel rispetto dei principi democratici, questo progetto andrà avanti solo se la maggioranza di voi (le 211 federazioni, ndr) lo deciderà, cioè se la maggioranza deciderà che sia la cosa giusta da fare, insieme all'approvazione del Consiglio Fifa".

La risposta immediata dell'Uefa: "Non spetta a voi vendere il calcio"

Siamo sempre a martedì 28 luglio. Pochi minuti dopo la conferma della Fifa, arriva la prima, dura, risposta dell'Uefa, consegnata a un comunicato postato su X: "Quanto letto sull'articolo del Financial Times oltrepassa un limite che le istituzioni che governano il calcio non dovrebbero mai superare — si legge —. La Uefa prenderà la questione estremamente sul serio, così come ogni Federazione calcistica nazionale e ogni parte interessata: leghe, club, giocatori, tifosi, governi e chiunque abbia a cuore il futuro del calcio. L'anima e la gestione del calcio non sono beni da scambiare, soprattutto in assenza di trasparenza su chi ne possa trarre un profitto finanziario. Nessuno di noi è il proprietario del calcio. Non spetta alla Fifa venderlo."

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29 luglio: l'ulteriore dichiarazione della Uefa

Passano meno di ventiquattro ore e la Uefa rilascia un'ulteriore dichiarazione sui piani della Fifa: "Oggi abbiamo appreso della scadenza fissata dalla Fifa per le federazioni, che dovranno sostenere le proprie proposte, pena il ritiro dell'offerta di pagamento una tantum. Questo dice tutto ciò che c'è da sapere su questo piano".

"Tuttavia, dopo aver discusso con numerose parti interessate nel mondo del calcio, la Uefa sa che esiste una forte e crescente opposizione al piano della Fifa. La Fifa non può continuare a usare il nostro sport per arricchire se stessa e i suoi amici. Possiamo far crescere il calcio in modo corretto. È tempo di dare priorità alle federazioni, ai club, alle leghe, ai giocatori e ai tifosi". E infatti il giorno dopo…

30 luglio: le federazioni europee sono pronte al boicottaggio

Passano altre ventiquattro ore e la presa di posizione Uefa, se possibile, diventa ancora più dura. Sicuramente diventa più 'larga' in quanto a partecipazione. Con un comunicato approvato all'unanimità dalle 55 federazioni affiliate, la Confederazione europea ha minacciato di boicottare le competizioni Fifa qualora la proposta di Infantino di trasferire la proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni Fifa a investitori privati vada avanti. Sostanzialmente: finché il progetto resta sul tavolo, le nazionali Uefa non prenderanno parte ad alcuna competizione organizzata dalla Fifa.

Riportiamo alcuni dei passaggi più significativi del comunicato (che trovate integrale qui): "La Coppa del Mondo non può essere considerata un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio (…) Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita. (…)Le federazioni nazionali di tutto il mondo si trovano ora di fronte a un ultimatum: accettare la conquista irreversibile delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. Questa non è una "decisione democratica", bensì un governo basato sull'intimidazione (…) Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni Fifa, il calcio cambia per sempre (…) Da quel momento in poi, ogni decisione sul calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più guidata da ciò che è meglio per il gioco, ma da ciò che è meglio per gli azionisti".

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Quali sono i prossimi tornei Fifa (a rischio boicottaggio)?

  • Mondiale femminile Under 20 2026 (5-27 settembre 2026)
  • Mondiale femminile Under 17 2026 (17 ottobre-7 novembre 2026)
  • Mondale maschile Under 17 2026 (19 novembre-13 dicembre 2026)
  • Mondiale femminile 2027 (24 giugno-25 luglio 2027)

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