Bologna, 18 settembre 2026 – “La sicurezza è un tema centrale, non solo a Bologna, ma dovrà esserlo in tutto il Paese. La sinistra negli ultimi anni ha lasciato questo tema troppo nelle mani della destra. Per questo deve diventare una delle tre-quattro priorità nazionali”.
Stefano Bonaccini stringe mani a tutti i volontari, prende applausi, carica la platea. L’ex presidente della Regione Emilia-Romagna, oggi europarlamentare e presidente del Partito democratico, ha riempito piazza Mediterraneo della Festa dell’Unità al parco Cevenini, intervistato da Valerio Baroncini, vicedirettore il Resto del Carlino.
"La destra ha fallito”
Parla di diritti civili e sociali, prevenzione e immigrazione, Vannacci e Meloni, Europa e Von der Leyen. Ma anche Bologna, città pronta ad andare al voto nel 2027 e protagonista della primavera elettorale in arrivo. “La destra che sbraita ha fallito. Hanno da sempre, tra i loro cavalli di battaglia, l’immigrazione e la sicurezza. Ma non sono riusciti a rendere le nostre comunità più sicure”, prosegue Bonaccini fissando quindi la sicurezza come priorità. Chiede un rinforzo degli agenti delle forze dell’ordine che “garantirebbero maggiori presidi della sicurezza”, più risorse per i sindaci, “anche Lepore se le è viste togliere”, e richiama i continui decreti sicurezza voluti dal governo Meloni: “Se devi farne uno ogni 3-4 mesi significa che hai fallito nei precedenti”, insiste Bonaccini. Proprio a Lepore lancia il proprio sostegno: “Lo so che i lavori del tram hanno dato qualche difficoltà, ma così Bologna diventa una città sempre più europea. Sarò sempre al suo fianco”.

Stefano Bonaccini alla Festa dell'Unità
L’appello a Calenda per il campo largo
E giù di applausi. Il pubblico dice no alle primarie per il campo largo. Ma l’ex governatore regionale è chiaro: “Non siamo soli, dobbiamo decidere tutti insieme”. Chiama all’unione del centrosinistra anche Calenda: “Rifletteteci, c’è tempo. Cosa deve ancora succedere nel mondo di così negativo per unirci tutti?”. La porta quindi è aperta.
Applaude più volte l’operato della segretaria nazionale del Pd Elly Schlein, attesa domani sera alla chiusura della Festa dell’Unità in città: “Mai era capitato, da quando è nato il Pd, che un segretario portasse a casa il suo mandato. Mai il Pd è stato così unito. E il merito è anche mio”, insiste Bonaccini, seduto vicino a Giulio Pierini, che ha fatto un plauso all’operato di Lepore e al “senso di comunità e lavoro di squadra che stiamo facendo a Bologna”.
Le priorità di Bologna
Ecco, proprio Bologna. “I bolognesi sanno in che città vivono. Qui le priorità devono essere il lavoro, i servizi come la scuola e la sanità pubblica – insiste Bonaccini –. Quando ero in Regione, con la città Metropolitana, abbiamo affrontato il tema dell’Appennino bolognese. La nostra è l’unica zona montana che contrasta lo spopolamento delle aree interne. Camugnano e Marzabotto aumentano gli abitanti. L’Emilia-Romagna è attrattiva, offre qualità della vita e opportunità che da altre parti non ci sono”.
"Una comunità che non è sicura non è libera”
Bonaccini poi cita Romano Prodi per far sì che l’Unione europea sia più presente ai tavoli decisionali, richiama Walter Veltroni, “una comunità che non è sicura non è libera”, parla di fiducia in vista del voto nazionale, critica Vannacci e il vento dei populismi che tira in europa. E ringrazia Sergio Mattarella. Poi, lancia un monito a tutta la coalizione: “Dobbiamo essere più popolari e stare tra la gente, non populisti. Da queste parti ste cose si fanno. Ho fiducia che possiamo rimontare in altri luoghi e vincere qui”.