Monte Armidda, ammaliati dalle stelle  - L'Unione Sarda.it

Gairo-Lanusei.

23 agosto 2026 alle 01:19

Record di visitatori all’osservatorio Caliumi sotto il cielo più buio d’Italia 

Con gli occhi all’insù, ad ammirare un’infinita distesa di stelle. Arrivano da tutto il Vecchio Continente per osservare il cielo all’osservatorio Ferdinando Caliumi. Bisogna arrivare sul Monte Armidda, a 1150 metri, tra Lanusei e Gairo per contemplare le stelle del "cielo più buio d'Italia". Qui la notte, grazie alla scarsa presenza di inquinamento luminoso, regala uno spettacolo sempre più raro. «Dire che abbiamo il cielo più buio d’Italia forse è un’esagerazione – dice Carlo Dessì, tra i fondatori dell’Associazione Ogliastrina di Astronomia – ma ci avviciniamo». Quando la serata è limpida, il buio è quasi totale. «Non si vedono nemmeno i nostri piedi. Poi gli occhi si abituano in un attimo». Ed è allora che comincia lo spettacolo: la Via Lattea, le costellazioni, la Stella Polare, gli ammassi globulari, la galassia di Andromeda e le stelle doppie. «In questo periodo è possibile osservare anche una splendida Venere, mentre Saturno inizia a diventare sempre più visibile», racconta.

L’eclissi

L’osservatorio ha registrato un successo straordinario anche in occasione dell’ultimo grande appuntamento astronomico, l’eclissi parziale. «È stato bellissimo. Avevamo quattro telescopi e una trentina di occhialini e abbiamo potuto osservare molto bene il fenomeno», racconta Dessì. Ma ciò che colpisce maggiormente chi arriva all'osservatorio è proprio la quantità di stelle che il buio permette di vedere. «Mi capita spesso di leggere di persone che si lamentano perché, dalla città, non riescono a vedere niente. Magari una o due stelle quando alzano gli occhi al cielo. Qui rimangono meravigliate per l’assenza di luce artificiale. Per gli antichi il cielo era una parte fondamentale della vita. Oggi abbiamo perso questa abitudine».

Promozione

Il turismo astronomico può rappresentare un’opportunità di promozione e valorizzazione del territorio? «Sicuramente lo è. Molti prenotano anche mesi prima. Abbiamo un mare bellissimo, ma chi ama l’astronomia viene in Ogliastra proprio per il nostro cielo. Arrivano molti astrofili e spesso rimangono sbalorditi da quello che riescono a vedere qui. Anche chi possiede telescopi più grandi, in altri luoghi, non sempre riesce a osservare ciò che vediamo sul Monte Armidda».

Il prossimo appuntamento è già fissato: venerdì 28 agosto, quando sarà possibile assistere all’eclissi di Luna. «Apriremo l’osservatorio al pubblico dalle 4.30, senza prenotazione». Durante l’estate, invece, le aperture ordinarie sono previste nelle serate feriali a partire dalle 21: dopo l’osservazione nella cupola, si prosegue all’aperto con il riconoscimento delle costellazioni attraverso il laser. Galeotta fu la cometa di Halley. Era il 1985 quando Carlo Dessì e Gianluigi Deiana, spinti dalla passione per l’astronomia e dall’attesa per il passaggio della cometa, costruirono un primo telescopio e radunarono attorno a sé un gruppo di curiosi. Il resto è storia. Da allora migliaia di persone hanno varcato la soglia dell’osservatorio.

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