Monza, il grande rifiuto. Lo sciopero degli ultras

Calcio Serie A, la società mette a pagamento la prima gara di Coppa Italia. I ragazzi della Curva disertano: "Noi in giro per tutta Italia, questione di rispetto".

I tifosi della Curva Davide Pieri lo scorso anno hanno percorso oltre 20mila chilometri per il Monza

I tifosi della Curva Davide Pieri lo scorso anno hanno percorso oltre 20mila chilometri per il Monza

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Lo scorso anno, hanno percorso oltre 20mila chilometri per seguire la loro squadra del cuore. Hanno macinato chilometri, permessi, ferie, e hanno speso anche parecchi quattrini per essere sempre presenti, a Catanzaro come a Castellamare di Stabia. Eppure contro l’Avellino venerdì sera in casa, per la prima uscita ufficiale del Monza, appena neopromosso in Serie A, hanno deciso di non entrare in curva. Per protesta.

Lo hanno spiegato in un comunicato: "Apprendiamo con stupore che, contrariamente a una consolidata consuetudine degli ultimi anni, il titolo di ingresso per questa partita non sarà incluso nell’abbonamento sottoscritto per la stagione sportiva. Potrà sembrare un dettaglio, ma per noi non lo è. È un piccolo gesto che, negli anni, aveva rappresentato una forma di attenzione e di rispetto nei confronti di chi segue il Monza incondizionatamente, affrontando costi sempre più elevati per essere presente. A partire dal caro biglietti, che ha ormai reso i settori cosiddetti “popolari” tutt’altro che accessibili, fino alle numerose spese che ogni stagione gravano sulle spalle dei soliti noti: quelli che ci sono sempre, in casa e in trasferta, indipendentemente da risultati, categoria e difficoltà. Noi queste spese continuiamo a sostenerle per una sola ragione: il Monza.

Proprio per questo, riteniamo che questo modo di rapportarsi con la propria tifoseria non sia accettabile". Di qui, la decisione di non entrare allo stadio. "Non è una questione di prezzo del singolo biglietto. È una questione di rispetto, considerazione e appartenenza" hanno spiegato dalla Curva Davide Pieri.

Non sono mancate polemiche per molti considerato che si tratta della prima uscita di fatto in Serie A. Soprattutto considerando che la società ha fatto una politica di prezzi al ribasso anche con gli abbonamenti. Fausto Marchetti, leader indiscusso degli ultras biancorossi, ha risposto sui social: "Chi non è d’accordo non sa cosa vuol dire spendere 2.500 euro per seguire la squadra in ogni stadio"

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