Mostra multimediale con un confessionale per raccontare la danza come "ali dell'anima" - Notizie - Ansa.it

(di Angelo Cerulo) Un viaggio multimediale attraverso i volti e le pose dei danzatori e partendo dal confessionale come luogo simbolo di un percorso che porta alla rinascita dopo la sofferenza. E' uno dei tratti distintivi dell'allestimento site specific 'Drops of dance-La danza come ali dell'anima' nel Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova a Napoli del fotografo del Teatro Regio di Parma, Roberto Ricci, e che resterà aperto fino al 31 agosto. "Questa mostra - spiega Ricci - nasce da un progetto editoriale, raccoglie artisti e danzatori provenienti da tutto il mondo che ho fotografato nei 26 anni di collaborazione con il Teatro. Dopo la prima esperienza con la mostra Roma lo scorso anno alla Camera dei Deputati, sono venuto a Napoli, grazie ai primi contatti col professor Giuseppe Reale, direttore del Complesso. E mi ha colpito un confessionale. Mi ha fatto venire in mente i ricordi di quando, bambino, andavi dal prete e facevi la tua confessione". Tanti fasi, dal peccato alla confessione alla rinascita che nell'allestimento napoletano diventano il filo rosso del percorso: "Ho messo insieme tutte queste cose e dalle espressioni dei danzatori, dalle loro pose è nato il collegamento con lo stato d'animo interno dei danzatori e dell'uomo". Sono riprodotte, nella Cappella di San Giacomo del Complesso, circa 200 fotografie che scorrono in continuo con montaggi diversi fra loro, mentre nel confessionale vi è è il racconto per intero del progetto.
Spiega Giuseppe Reale: "La mostra 'Gocce di danza' ha un suo circuito itinerante. Ho conosciuto Roberto e ne è nato un incrocio che abbiamo espresso nel sottotitolo 'Le ali dell'anima' perché il luogo ci spinge a trovare una chiave di volta, una strada interpretativa": La danza è l'arte della libertà, evidenzia Reale, "e in questo viaggio attraverso di essa c'è l'occasione per liberarci da quei pesi che ci trattengono". E il confessionale cosa rappresenta? "Per alcuni si chiama oggi psicoterapia, per altri la chiacchierata con l'amico fedele, ma per i più deve essere un viaggio interiore, personale da non abbandonare mai. Verso la rinascita ma per rinascere devi 'scendere dentro'. Alla fine sono i piedi che ti possono slanciare. Il confessionale ci dice quanto possa essere importante il viaggio interiore verso noi stessi".
Aggiunge la prima ballerina Anbeta Toromani: "Roberto mi ha dato la possibilità di scegliere e ho preferito una fotografia nella quale ringrazio il pubblico. Ripaga di ogni sacrificio". E il suo compagno, il ballerino classico Alessandro Macario, napoletano, anch'egli rappresentato nell'allestimento insieme con star italiane e straniere, sottolinea: "Abbiamo bisogno di bellezza. E in questo allestimento c'è un po' di napoletanità, di quella bella, elegante, che ci piace. Ricci ha fatto un lavoro che evidenzia un insieme di generi della danza. La vista di queste foto, in un posto del genere, fa bene all'anima".

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