La Regione Umbria ha individuato l’area di Maratta-Sabbione come area “preferenziale” per la realizzazione del nuovo ospedale di Terni. E’ emerso nel corso della conferenza stampa che si è tenuta venerdì mattina negli uffici della Regione a Terni durante la quale è stato presentato il Docfap, Documento di fattibilità delle alternative progettuali. Per l’area di Sabbione, con 10,4 ettari, è previsto un investimento di 550 milioni di euro, 8 anni di lavori, «cinque anni è il tempo medio per il progetto, autorizzazione e posa della prima pietra», spiega la presidente della Regione.
Opera strategica Alla conferenza stampa erano presenti, oltre alla presidente, anche l’assessore regionale all’Edilizia sanitaria Francesco De Rebotti, i direttori regionali Daniela Donetti e Gianluca Fagotti, e il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Terni Andrea Casciari. «Ora seguirà il dibattito pubblico. Serviranno quattro mesi in cui tutti i portatori di interesse potranno intervenire. La seconda alternativa è Campitello, ma noi abbiamo voluto mantenere anche Colle Obito perché ne conosciamo la rilevanza per la comunità. Se vogliamo far tornare Terni un riferimento anche per le regioni vicine, in termini di mobilità attiva, dobbiamo avere un ospedale nuovo, funzionante e moderno, ma anche tecnologicamente strategico. La Regione ha fiducia in Terni: qui passa il futuro dell’Umbria e della sanità». Ha dichiarato Proietti dopo che il direttore Fagotti h illustrato la graduatoria tecnica. Per l’assessore De Rebotti «stiamo costruendo l’opera strategica regionale più importante dei prossimi anni. Su questo penso ci sia la volontà di tutti di sostenere questo percorso, mettendo a disposizione quella responsabilità, nell’esercizio delle proprie funzioni, che può aiutare il percorso stesso affinché sia trasparente e chiaro, e sostenuto anche dal punto di vista finanziario dalle opportunità che si potranno presentare nell’immediato futuro».
Alternative Il Docfap comunque presenta diverse alternative, tra queste, il polo ospedaliero di Colle Obito, con 78.800 mq di superficie attuale indicativa e 102.925 mq di area catastale su cui insiste. Un complesso edilizio stratificato e frammentato – chiariscono -, con criticità sismiche e interventi strutturali da affrontare, impianti da riqualificare e limiti distributivi, logistici e di sosta. Tra le possibilità anche la ristrutturazione integrale di Colle Obito, che prevede 78.700 mq di superficie, un costo di 340 milioni di euro e 10 anni di lavori, e l’ipotesi di ristrutturazione con ampliamento, che porterebbe la superficie a 120mila mq, con un investimento di 455 milioni di euro e 11 anni di realizzazione. Si valuta inoltre la costruzione di un nuovo ospedale integrato, su una superficie di 78.800 mq a cui si aggiungerebbe l’utilizzo di edifici già ristrutturati per ulteriori 110-120mila mq, con un costo di 400 milioni di euro e tempi di realizzazione di 8 anni, oppure di un nuovo ospedale da 120mila mq, con un investimento di 770 milioni di euro e 9 anni di lavori. Sul fronte della delocalizzazione urbana, l’ipotesi di Campitello, seconda in lizza, prevede un’area di 16,9 ettari, un costo di 550 milioni di euro e 8 anni di realizzazione, mentre quella della stazione Rfi, quinta in lizza, prevede 12,6 ettari, 715 milioni di euro e 9 anni di lavori. Per quanto riguarda la delocalizzazione territoriale, l’alternativa di Gabelletta, quarta nella graduatoria tecnica, prevede un’area di 13,2 ettari, un investimento di 630 milioni di euro e 9 anni di realizzazione.
Sabbione più efficace In riferimento alle dichiarazioni del sindaco Bandecchi, la presidente risponde: «Questo ospedale ha costi che nessun altro ente pubblico può sostenere. Dobbiamo prenderci ognuno le proprie responsabilità, le affermazioni di Bandecchi sono gravi ma posso dire che l’ospedale si farà con tempi celeri e certi con ogni probabilità a Sabbione data la valutazione tecnica. In 4, massimo 6 mesi saremo qui per il seguito del progetto». Poi aggiunge: «L’ospedale si farà, c’è una comunità ampia che vuole portarla a termine. Stiamo parlando di un’opera con un impatto di circa 500 milioni e con un procedimento complicato. Una complessità unica. Cinque anni è il tempo medio per il progetto, autorizzazione e posa della prima pietra. Il dibattito sarà su tre progetti, ma quella di Sabbione sappiamo essere quella più efficace e efficiente: costi e tempi minori e migliore impatto verso la città».
Progetto Nel corso della conferenza è stata illustrata anche la missione dell’azienda ospedaliera Santa Maria, riferimento regionale che punta a rafforzarsi adattandosi alle trasformazioni dei prossimi decenni, secondo i valori di uguaglianza, sicurezza, sostenibilità e innovazione. Il nuovo ospedale, allineato alla programmazione sanitaria regionale, prevederà 600 posti letto, 3 flussi separati e 9 poli funzionali. Sarà progettato come infrastruttura resiliente, capace di garantire la continuità delle cure anche in emergenze o calamità naturali, grazie a sistemi ridondanti di energia, protezione informatica dei dati e autonomia logistica. Seguirà inoltre i principi dell’Universal design, con ambienti privi di barriere architettoniche e pensati per anziani, persone con disabilità e pazienti fragili. La struttura, infine, si articolerà in quattro poli: cardio-neurovascolare, oncologico, ambulatoriale e riabilitativo e di lungodegenza post-acuzie.
Sinergia «Tra gli atti di giunta che abbiamo prodotto c’è l’atto siglato con Cassa depositi e prestiti, partner fondamentale delle regioni – spiega Proietti -. Cassa depositi e prestiti, grazie ai fondi Pnrr, è in grado di effettuare “advisory” gratuiti per le amministrazioni e quindi seguirà come advisor con noi tutto il processo e la validazione del percorso di finanziamento dell’opera. Costo zero per l’amministrazione, un soggetto pubblico tra i più attendibili per validare il nostro percorso; in particolare, abbiamo chiesto di aiutarci a costruire il percorso finanziario. Quando finisce il dibattito pubblico avremo a disposizione il fondo rotativo per la progettazione, così possiamo iniziare immediatamente».
Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici
Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.