-
di Cristina Bacchetti
- IG: Instagram
Quello che doveva essere un normale controllo di routine sulle strade del parmense si è trasformato nella scoperta di un'infrazione stradale da record. Un motociclista è finito nei guai dopo essere stato fermato da una pattuglia: dai controlli incrociati sui terminali è emerso che la sua moto non veniva sottoposta alla regolare e obbligatoria revisione periodica da ben 21 anni
5 agosto 2026
La moto viaggiava sulle strade senza alcun certificato che ne attestasse i requisiti minimi di sicurezza e i limiti di emissioni fin dai primi anni 2000, sfuggendo per oltre due decenni ai radar e agli obblighi di legge.
Per il centauro le conseguenze sono state immediate e salatissime, come previsto dall'Articolo 80 del Codice della Strada. Chi circola con la revisione scaduta rischia una multa che va da 173 a 694 euro. Tuttavia, in un caso estremo come questo, in cui l'omissione si è ripetuta per più scadenze consecutive, la sanzione amministrativa viene raddoppiata.
Oltre alla maxi-multa, le forze dell'ordine hanno disposto la sospensione dalla circolazione del mezzo e la moto non potrà assolutamente tornare su strada fino a quando non verrà trasportata con altri mezzi presso un'officina autorizzata o la Motorizzazione Civile per superare il collaudo con esito positivo.
L'episodio riaccende i riflettori sull'importanza della manutenzione per la sicurezza stradale: un veicolo non controllato per vent'anni rappresenta un pericolo gravissimo, non solo per chi lo guida, ma per tutti gli utenti della strada, a causa del potenziale deterioramento di freni, pneumatici, sterzo e illuminazione.
L'episodio riporta alla memoria quello dell'automobilista "zero titoli" da 6.000 euro di multa. La Polizia Locale dell'Unione Pedemontana (sempre in provincia di Parma) lo fermò alla guida di un'auto e non solo l'uomo non aveva la revisione da oltre due anni, ma viaggiava completamente senza assicurazione e, cosa ancor più grave, non aveva mai conseguito la patente di guida. Per lui è scattata una maxi-multa da 6.000 euro, il fermo amministrativo per 3 mesi e il sequestro del veicolo ai fini della confisca.