MotoGP 2026. GP di San Marino a Misano. Jorge Martin e la lotta al titolo: 'Sto correndo in maniera intelligente, questo mi permette di rimanere leader' - MotoGP - Moto.it

Sulla costanza come suo punto di forza: "Ci sono momenti in cui magari per fare terzo devo rischiare la vita e allora preferisco fare quarto. Non significa che non abbia fame o ambizione, anzi. So che è più importante finire e prendere punti piuttosto che farmi male di nuovo e perdere quattro gare"

10 settembre 2026

Misano AdriaticoJorge Martin arriva al 14° appuntamento della stagione ancora come il leader del Mondiale con un Marc Marquez che insegue a 19 punti.

Il pilota Aprilia riconosce la forza dei rivali, ma non ha intenzione di arrendersi nella corsa al titolo. L'obiettivo è continuare a raccogliere punti senza prendere rischi inutili, cercando allo stesso tempo di migliorare in sella alla moto.

Ecco le sue dichiarazioni in conferenza stampa, a cui erano presenti anche Bezzecchi e Marquez:

Questo è un weekend dove puoi lottare per la vittoria?

"Spero che qui possiamo tornare, Aragon non è stato il massimo. Misano è una pisa in cui mi sono divertito in passato, Aprilia con Marco lo scorso anno erano competitivi, ha vinto la Sprint ma anche Marc ha vinto qui. Mi sento preparato, abbiamo lavorato molto per trovare la velocità e spero di poter lottare con i ragazzi in alto"

Vedi Marc e Marco come gli avversari per il Mondiale? La vedi come una lotta a tre?

"Durante l'anno molti piloti hanno fatto su e giu, siamo un po' davanti. Non mi sento al 100%, alcune gare vanno bene e altre no e dobbiamo capire bene questa cosa se vogliamo lottare per il titolo. Alcune delle prossime gare saranno molto buone per me"

Come ti vedi nella lotta?

"Credo di non essere mai stato il favorito. Non sento di avere abbastanza velocità per lottare per le vittorie ogni weekend. Io sono qui per vincere, non sono ancora al mio massimo ma lavorerò duro per lottare con questi ragazzi per vincere il titolo, ma sarà difficile, non è mai facile vincere. Vedremo durante la stagione"

Chi è più pericoloso per te questo weekend: Marc o Marco?

"Non lo so, vedremo durante il weekend. Entrambi sono molto forti: Marc ha vinto ad Aragon e rispetto a me c'era una bella differenza, Marco invece sarà il suo GP di casa, quindi penso che entrambi siano ad un buon livello. Lo scorso anno qui erano molto competitivi, quindi vedremo"

Quali sono stati i tuoi pensieri quando hai visto la foto di Marc?

"L'ho vista su Instagram, sicuramente c'è l'impatto della foto. Questo sport è cosi, non so bene cos'abbia Marc e quanto influisca. Parlo per me, anche io ho dei problemi, ma questo è il nostro sport. Lo amiamo con queste cose e continueremo a lottare"

Quanto è difficile tornare in moto per la prima volta dopo una grossa caduta e dove trovi la confidenza? 

"Trovi la confidenza preparandoti, quando vai in moto è perchè sei pronto per andare in moto, certe volte non siamo pronti perchè cerchiamo di tornare velocemente. Una cosa che ho imparato è che a volte è meglio aspettare ed essere più preparati. Quando torniamo in moto normalmente non è subito su una MotoGP, ci possiamo allenare prima di tornare. Meno pressione, puoi spingere meno e tutto è più facile. Penso sia importante dare al corpo abbastanza tempo per tornare"

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Le parole in spagnolo dopo la conferenza stampa

Sul rapporto con Marco Bezzecchi e Marc Marquez:

"Ovviamente passo più tempo con Marco e facciamo più cose insieme, ormai anche tanti TikTok e cose di questo tipo. Ma con Marc ho una grande relazione, lo rispetto molto e ho imparato tanto da lui. Devo dire che è un orgoglio poter essere qui a lottare con entrambi”

È un Mondiale a tre tra te, Marquez e Bezzecchi?

"Credo di si. Sono ancora in lotta, ma sento che loro in questo momento hanno qualcosa in più. Io sono riuscito a essere costante, a raccogliere punti e magari in qualche momento a non rischiare troppo. Forse arriverà un momento in cui dovrò fare quel clic e rischiare di più, ma devo sentirlo. Loro due sono molto forti in questo momento, io sono ancora nella lotta e spero di poter combattere fino alla fine"

La costanza è uno dei tuoi punti di forza?

"Negli anni ho imparato molto e mi sono anche fatto parecchio male. Ci sono momenti in cui magari per fare terzo devo rischiare la vita e allora preferisco fare quarto. Non significa che non abbia fame o ambizione, anzi. So che è più importante finire e prendere punti piuttosto che farmi male di nuovo e perdere quattro gare. Credo quindi di stare correndo in maniera intelligente, lavorando per migliorare e conoscendo sempre di più l’Aprilia. È questo che mi sta permettendo di rimanere leader"

Quanto sarebbe importante vincere qui?

"Tutte le gare sono molto importanti. Valgo quanto vale la mia ultima gara, è una cosa che mi ha insegnato mio padre quando ero molto piccolo. Alla fine uno vince e torna a essere il favorito, un altra volta arriva quinto... Ma non credo che quando vinci sei automaticamente il favorito e quando fai quinto smetti di esserlo. È un anno molto lungo, una gara di resistenza. È chiaro che vincere qui, nella casa di Aprilia, sarebbe molto bello. Ci proverò, mi sento molto bene e credo che possa essere una buona opportunità. Ma se non dovesse esserlo, sarà comunque un’altra occasione per continuare a crescere”

Pensi che qui Ducati e Aprilia saranno più vicine rispetto ad altri circuiti?

"Credo che ci saranno altri circuiti dove le differenze saranno ridotte, ma penso che qui tra le due moto conterà maggiormente il pilota. Sia Aprilia che Ducati hanno fatto tantissimi giri su questa pista, quindi l’elettronica è a posto e il set-up è chiaro. Alla fine sarà una questione di guida, di adattarsi alle condizioni e di vedere chi riesce a frenare più tardi (ride, ndr)"

Vedi Marquez e Bezzecchi allo stesso livello come minaccia per il titolo?

“Non lo so, è difficile dirlo. Non so ancora che differenza ci sarà o quale sarà il mio livello di adattamento all’Aprilia, e nemmeno quello che riusciranno a fare loro. È molto complicato prevederlo. Cerchiamo sempre di capire cosa succederà e chi sarà il più forte, ma lo scopriremo durante l’anno. E credo che sia anche questo il bello: se cerchiamo sempre di sapere in anticipo chi vincerà, si perde un po’ l’epica"

Con l’elettronica più a posto puoi concentrarti maggiormente sulla guida?

"Si, ti concentri soprattutto sulla guida. Ovviamente arrivi in pista e può sempre esserci qualche problema, come non riuscire a fermare la moto, non riuscire a farla girare o avere qualche movimento strano, ma sono problemi abbastanza abituali. Almeno io sento di avere molto meno lavoro da fare a livello di elettronica e questo alla fine ti toglie molto tempo anche mentalmente. Vedremo domani in pista"

Preferisci una moto stabile o ti piace quando la moto si muove?

"Io guido quello che posso e quello che mi danno. Ci sono gare in cui sento che la moto è molto instabile e bisogna conviverci, altre in cui tutto funziona perfettamente e la moto non si muove. Io cerco sempre la stabilità, provo a fare in modo che la moto si muova meno e che sia un po’ meno fisica, perché ho capito che questo è il mio modo di andare più forte. Ogni pilota ha il suo modo e questo è il mio"

Lunedì in Austria ci sarà un test importante, ma tu e altri piloti non proverete la moto. È una scelta che ritieni ingiusta?

“Io andrò a fare un giro in bicicletta, perché l’Austria è bellissima, e magari farò qualche salita. Inoltre è una giornata in cui mi tolgo il rischio di cadere e farmi male, quindi non ho nessuna intenzione di girare. Siamo piloti professionisti e non credo che ci costerà molto adattarci a una gomma. Credo. Spero"

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