«Non ho esitato nemmeno un secondo. L'obiettivo era salvarla». Sono le parole del vicebrigadiere dei carabinieri Demetrio De Riccardis, uno dei militari che giovedì si sono gettati nell'acqua del sottopasso allagato nel disperato tentativo di salvare Antonietta Zamarian, 83 anni, rimasta bloccata nella propria automobile e morta dopo essere stata travolta dall'acqua. De Riccardis, di Rivignano e in forza al pronto intervento della Compagnia di Latisana, è stato dimesso nel primo pomeriggio di ieri dall'ospedale di Latisana. Ad accoglierlo all'uscita del pronto soccorso c'era il comandante della Radiomobile di Latisana, maresciallo Gaetano Fazio. Alle operazioni aveva partecipato anche il collega appuntato scelto Antonio Straniero, a sua volta trasportato in ospedale dopo l'intervento e dimesso già nella giornata di giovedì.
LA TESTIMONIANZA
Per De Riccardis, 55 anni e 35 trascorsi nell'Arma, restano le immagini di una giornata che difficilmente potrà dimenticare. «Quando sono arrivato la macchina galleggiava, soprattutto nella parte posteriore racconta . La situazione era precipitata in pochissimo tempo. Nel giro di mezz'ora si era scatenato il finimondo».
In quei momenti concitati non era ancora chiaro in quali condizioni si trovasse la donna all'interno dell'auto. La speranza era che fosse riuscita a trovare uno spazio nel quale respirare. «Quando ho ricevuto la chiamata pensavo che la signora potesse essere ancora nell'abitacolo, magari all'interno di una bolla d'aria. A quel punto non c'era tempo da perdere». Il militare si è tolto gli stivali e si è gettato nell'acqua. «Ho cercato nella parte più alta dell'abitacolo, dove pensavo potesse essersi formata una bolla d'aria. All'inizio non vedevo nessuno. Non potevo nemmeno intervenire in maniera brusca sull'auto, perché avrei rischiato di farla affondare». La ricerca è proseguita praticamente al tatto, nell'acqua che aveva ormai invaso il sottopasso. «A un certo punto ho sentito il suo volto. Mi sono appoggiato alla portiera e sono riuscito a tirare fuori la signora». Una volta recuperata Antonietta Zamarian, sono cominciati immediatamente i tentativi di rianimazione. «Abbiamo iniziato con il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Poi sono arrivati i vigili del fuoco e, insieme al mio collega, abbiamo collaborato per portarla in un punto dove potesse essere affidata ai sanitari». Il personale sanitario ha proseguito le manovre e la donna è stata trasportata in ospedale. Poi è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere. «Abbiamo fatto veramente tutto quello che potevamo ricorda De Riccardis . Purtroppo è andata così. È stata una giornata da dimenticare per come è finita». Parole pronunciate con la consapevolezza di chi alle spalle ha una lunga esperienza nell'Arma. «Ne abbiamo viste di tutti i colori. Ma quando c'è qualcuno in difficoltà bisogna sempre provarci. In quei momenti non si pensa ad altro». Il vicebrigadiere ricorda la rapidità con cui la situazione era degenerata. «Nel giro di mezz'ora è successo di tutto. C'erano tombini aperti e una quantità enorme di acqua che scendeva verso il sottopasso. Le transenne c'erano, così come il semaforo. Ma in una situazione del genere tutto cambia in pochissimo tempo». Una tragedia che ha segnato profondamente non soltanto chi ha partecipato al soccorso, ma l'intera comunità di Latisana. «Questa tragedia purtroppo è successa sottolinea il militare ma in quelle ore tante altre situazioni pericolose sono state affrontate e tante conseguenze peggiori sono state evitate». Nella giornata di ieri è arrivato anche il riconoscimento delle istituzioni. Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha sentito telefonicamente De Riccardis, manifestandogli vicinanza, riconoscenza e sostegno per il coraggio dimostrato nel tentativo di raggiungere e salvare Antonietta Zamarian. Anche il sindaco di Latisana, Lanfranco Sette, ha voluto incontrare il militare. La salma dell'83enne è già stata messa a disposizione della famiglia.
CHI ERA
Una tragedia che ha sconvolto le comunità di San Michele al Tagliamento, oltre a quella della vicina Latisana. A San Michele, paese in cui la donna risiedeva, la notizia si è diffusa rapidamente, lasciando un segno profondo in quanti la conoscevano. Prima del pensionamento, la signora Antonietta aveva lavorato a lungo come infermiera proprio all'ospedale di Latisana: una professione svolta con passione e dedizione, che l'aveva resa una figura di riferimento.
Tra i corridoi del nosocomio e in tutta la comunità la ricordano come una brava persona, sempre premurosa e infinitamente disponibile nel dedicarsi al prossimo e all'assistenza di chi aveva bisogno. Una volta finito di lavorare, l'83enne aveva continuato a spendersi con la stessa generosità tra le mura domestiche. La signora Zamarian viene ricordata infatti come una donna che faceva di tutto per i suoi cari, profondamente innamorata e orgogliosa dei nipoti Guglielmo e Raffaele. La piangono con dolore immenso i figli Iacopo, Tommaso e Martina, le nuore Michela e Anna, i fratelli.
Sulla drammatica scomparsa è arrivato anche il messaggio del Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani: «Esprimo il mio più profondo cordoglio per la morte della signora Antonietta Zamarian, rimasta intrappolata nella propria automobile a Latisana. Una tragedia che colpisce profondamente e per la quale desidero esprimere, a nome dei veneti, la nostra più sincera vicinanza alla famiglia». I familiari hanno reso noto il calendario delle esequie per consentire a chi l'ha amata di darle l'ultimo saluto. Il funerale sarà celebrato martedì 15 settembre alle 15 nella Chiesa Parrocchiale di San Michele al Tagliamento, dove lunedì alle 20, verrà recitato un rosario in sua memoria.