CAVALLINO TREPORTI - Ricorso respinto. Ennesimo capitolo nella questione patrimoniale che dal 2001 vede contrapposti i comuni di Venezia e Cavallino-Treporti. Si tratta della battaglia, a colpi di carte bollate, legata conquista dell'autonomia di Cavallino-Treporti, ottenuta con il referendum del 1998. Nei giorni scorsi, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'ennesimo ricorso avanzato dal Comune litoraneo. Esaurito il percorso amministrativo, dopo che nell'estate del 2016, il Consiglio di Stato aveva sancito che la questione non dipendeva più dalla giustizia amministrativa, l'Amministrazione della sindaca Roberta Nesto aveva deciso di dare battaglia davanti al giudice civile, rivendicando sempre gli ormai famosi 40 milioni di euro più interessi.
Completamente opposta la versione di Venezia, che anzi aveva cautonomia di Cavallino-Treportihiesto al Comune litoraneo la restituzione delle rate di ammortamento dei mutui relativi agli immobili trasferiti nel litorale. Una richiesta accolta in primo grado, tanto che il Comune litoraneo era risultato debitore nei confronti di Venezia per un importo di oltre 832 mila euro, più interessi, nel frattempo saldati da Cavallino-Treporti che si è visto respingere anche il ricorso alla Corte d'Appello.
LA DECISIONE
Martedì scorso, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'ennesimo ricorso partito dal litorale. Durissima la presa di posizione di Cavallino-Treporti, che ha annunciato la volontà di portare la vicenda davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU). Pur nel pieno rispetto delle istituzioni giudiziarie nazionali, l'amministrazione ritiene che il percorso processuale seguito finora non abbia garantito pienamente il diritto di difesa e un'adeguata valutazione delle istanze di equità storica e patrimoniale avanzate dalla comunità di Cavallino-Treporti. Per questo motivo, la giunta si impegna ad attivare ogni strumento possibile per tutelare gli interessi del Comune anche in sede sovranazionale e a breve convocherà la commissione consigliare dedicata.
IL SINDACO
«Non ci fermiamo qui - annuncia la sindaca Roberta Nesto - . La decisione della Cassazione chiude un capitolo processuale nel nostro territorio ma non mette fine alla nostra battaglia. Abbiamo sempre operato nella convinzione che la storia e il contributo di Cavallino-Treporti alla costruzione del patrimonio di Venezia meritassero un riconoscimento equo, che nei fatti è mancato. Il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo non è soltanto un atto tecnico, ma un dovere morale nei confronti dei nostri cittadini. Riteniamo che non siano state pienamente garantite le condizioni per un equo processo e per una decisione capace di considerare la realtà sostanziale della vicenda, oltre agli aspetti procedurali». Cavallino-Treporti continua infatti a sostenere il diritto ad ottenere il 6,28% di tutti i beni di Venezia al 1998, secondo una percentuale calcolata nel 2001 dall'allora Provincia tenendo conto di superficie e numero di abitanti. In fase amministrativa, dopo una prima serie di sentenze favorevoli, la situazione per Cavallino-Treporti si era capovolta, dando così vita al contezioso in sede civile con le sentenze tutte avverse al Comune litoraneo. Ad oggi, a Cavallino-Treporti, oltre ad una serie di immobili dal valore di 20 milioni di euro trasferiti dopo l'autonomia, da Venezia sono arrivati, ancora durante le amministrazioni di Claudio Orazio, 780 mila euro frutto dall'avanzo di amministrazione veneziana, più 500mila euro di interessi e altri 255mila euro legati alla vendita di alcune società partecipate.