Musica e AI, sentenza storica contro Suno: «Viola il diritto d’autore»

Germania

Il Tribunale di Monaco di Baviera dà ragione alla collecting tedesca Gema contro la app americana da 5,4 miliardi di dollari

Suno, app di intelligenza artificiale text to music che consente anche a utenti sprovvisti di qualsiasi nozione musicale di produrre una canzone partendo da un prompt, ha violato i diritti d’autore e deve rendere noti i ricavi illeciti effettuati ai danni di autori ed editori.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Lo stabilisce la sentenza emessa nella giornata di venerdì 31 luglio in Germania dal tribunale regionale di Monaco di Baviera nella causa intentata a Suno da Gema, collecting tedesca del diritto d’autore secondo cui la società americana non aveva facoltà di elaborare materiale protetto da copyright di suoi aventi diritto.

Secondo la sentenza, che potrà essere oggetto di impugnativa, Suno dovrà pagare un risarcimento danni il cui importo deve ancora essere quantificato. «Si tratta di una sentenza di rilevanza globale», commenta l’amministratore delegato della Gema, Tobias Holzmueller.

Suno dichiara l’intenzione di valutare tutte le opzioni disponibili, compreso il ricorso in appello. Il casus belli è il fatto che le canzoni create da Suno spesso corrispondano a composizioni tutelate da Gema in termini di melodia, armonia e ritmo, senza che la società con sede in Massachussets, valutata 5,4 miliardi di dollari in un round di finanziamento da 400 milioni tenutosi a giugno, ne abbia le licenze.

Il ministro della Cultura tedesco, Wolfram Weimer, ha definito la sentenza «un segnale importante a sostegno dei diritti dei creatori nell’industria della musica digitale. Abbiamo bisogno di un quadro normativo che rafforzi l’innovazione e la creatività», ha affermato in una dichiarazione.

Per Ifpi, la federazione mondiale delle major discografiche, «questa sentenza storica rafforza il principio secondo cui l’uso della musica per lo sviluppo di prodotti commerciali basati sull’intelligenza artificiale richiede l’autorizzazione dei titolari dei diritti. La comunità musicale sostiene con forza l’innovazione, ma questa deve fondarsi sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e sulla concessione volontaria di licenze per la musica che rende possibili tali sistemi».

A oggi il panorama dell’accordistica tra gli aventi diritto e le nuove piattaforme di intelligenza artificiale applicata alla musica è estremamente frastagliato. Oltre 1.800 artisti nel mondo sono in causa con Suno e Udio, società concorrente che fa più o meno le stesse cose.

Suno, nel novembre del 2025, si è accordata con Warner Music Group, mentre Udio a ottobre dello stesso anno aveva trovato un punto d’incontro con Universal Music Group. Tutto questo mentre Sony Music, terza major del mercato discografico globale, è in causa con tutti i player di AI applicata alla musica. E le prime cause, in giro pe ril mondo, arrivano a sentenza.

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