Prendere un listino, spuntare qualche optional e aspettare la consegna. Per Maturo Competition Cars le cose non funzionano così. L’officina olandese ha appena finito un’altra Lancia Delta Stradale su misura, questa volta in verde metallizzato, e il risultato spiega bene come lavorano da quelle parti.
Su Instagram l’hanno riassunto con una frase secca: “Ogni Maturo è il riflesso del suo proprietario“. Che significa, all’atto pratico? Che non esiste un catalogo a cui attenersi. Nessun abbinamento di colori o materiali predefiniti. Il cliente si siede al tavolo con i tecnici, si decide insieme ogni singolo componente e poi si passa alla lavorazione a mano.
Base HF Integrale, anima da Gruppo A
La base di partenza resta la solita, gloriosa Lancia Delta HF Integrale. Ma qui non parliamo di un restauro conservativo per rimettere a nuovo una vecchia gloria. L’idea di Maturo è diversa: prendere l’impostazione della Delta che dominava il Campionato Mondiale Rally (il leggendario Gruppo A) e fonderla con l’ingegneria di oggi, correggendo tutti quei difetti strutturali che i modelli anni ’90 si portavano dietro di fabbrica.
Per prima cosa spogliano il telaio fino all’acciaio nudo. Lo sistemano, lo rinforzano applicando oltre 250 punti di saldatura extra e ci piantano dentro un roll-bar fatto su misura. Risultato? Più sicurezza, ma soprattutto una rigidità che la Delta originale si sognava. Poi c’è il capitolo carrozzeria. Via i pannelli in lamiera, dentro elementi stampati interamente in fibra di carbonio. Una mossa che fa risparmiare 50 chili abbondanti sulla bilancia e cancella l’incubo numero uno di chi possiede una Delta d’epoca: la ruggine.
Sotto il cofano: 400 cavalli senza filtri
Meccanicamente si fa sul serio. Il 2.0 turbo quattro cilindri viene smontato e rifatto da zero seguendo filo e segno le specifiche da corsa del Gruppo A. Dentro ci finiscono un’aspirazione in fibra di carbonio, un intercooler maggiorato, una turbina Garrett revisionata, cablaggi nuovi e una gestione elettronica moderna.
I numeri sul banco dicono 400 cavalli e 540 Nm di coppia. Per scaricare tutto a terra sulle quattro ruote hanno riprogettato il cambio manuale a cinque marce, abbinandolo a differenziali a slittamento limitato presi di peso dalle auto da rally.
Verde scuro fuori, rosso corsa dentro
Visivamente quest’ultimo esemplare si fa notare subito. La vernice verde metallizzato scuro è attraversata da sottili linee tricolori dipinte a mano, che corrono sulla carrozzeria fino a chiudersi sull’alettone posteriore. I cerchi neri lasciano intravedere le pinze dei freni sviluppate in casa da Maturo. Tutte le linee della scocca sono state ritoccate con discrezione: le forme sono quelle di sempre, ma la vettura a terra risulta piantata e molto più aggressiva.
L’interno è uno strappo netto. Sedili avvolgenti, pannelli porta e plancia sono ricoperti in Alcantara rosso acceso, che stacca forte sugli inserti in carbonio a vista e sui dettagli in alluminio anodizzato. Il colpo d’occhio è quello di una macchina da rally vera, ma con l’attenzione ai dettagli di un’auto moderna.
Alla fine Maturo lo dimostra di nuovo: la sua Stradale non è il classico restomod nostalgico. È una rilettura contemporanea di una leggenda dell’automobilismo italiano. Un’auto fatta non per uscire da una catena di montaggio, ma per rispecchiare chi la guiderà.