Napoli, occupate quattordici scuole e tensione al liceo Alberti: arrivano i carabinieri e sequestrano catene e maschere

L’ondata di occupazioni che da giorni attraversa le scuole di Napoli si allarga. Ieri i collettivi studenteschi hanno preso possesso di altri istituti: il tecnico Diaz di via dei Tribunali, il liceo Pansini di piazza Quattro Giornate e la sede centrale del Serra di vico Trinità delle Monache (ieri era stata occupata la succursale), il liceo Cuoco (plesso Miracoli) e il Bernini-De Santis a Chiaia. Questo nuovo gruppo di scuole si unisce alle precedenti per un totale di tredici: Tito Lucrezio Caro, Umberto I, Mercalli, Sannazaro, Genovesi, Mazzini, Giordani-Striano,  Margherita di Savoia e Vittorio Emanuele II.

Le fibrillazioni 

In mattinata non sono mancati i momenti di attrito: al liceo Alberti di via Pigna, i carabinieri sono intervenuti per fermare il secondo tentativo di occupazione. In piazza del Gesù, dove gli studenti del Genovesi, già in occupazione da giorni, hanno contestato un presidio del Movimento Idea Sociale. E al Vittorio Emanuele, studenti hanno varcato i cancelli con passamontagna. Sullo sfondo restano il decreto legge 170/2026, la questione del nuovo Centro di permanenza per il rimpatrio per il quale è prevista la manifestazione nazionale del 24 ottobre a Castel Volturno. Ad essi si associano gli universitari dell'Udu che manifestano contro il caro affitti. «Negato il diritto allo studio: in Campania ci sono appena 1.440 posti letto», sostengono i manifestanti.

Video

Al liceo Giovan Battista Alberti, in via Pigna, un tentativo di occupazione era stato fermato martedì da docenti e personale Ata. Ieri c'è stato un ulteriore tentativo, anche questo fallito. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri del Vomero, alcune decine di studenti avrebbero cercato di entrare nell’istituto intimando al personale scolastico di abbandonare la struttura, alcuni con il volto coperto da maschere e scaldacolli. Il blitz è stato bloccato dai docenti e poi dall’intervento dei militari, che hanno identificato alcuni dei presenti e sequestrato uno striscione con la scritta «Alberti Occupato - No C.P.R. - Kaos», una catena usata per chiudere un cancello e alcune maschere di Guy Fawkes, il cospiratore inglese reso celebre dal fumetto “V per Vendetta”, portato sul grande schermo nel 2005. L’iniziativa, secondo gli studenti, doveva richiamare l’attenzione sui ritardi nei lavori infrastrutturali di competenza della Città Metropolitana, proprietaria dell’immobile. Poco dopo, circa un centinaio di studenti ha manifestato davanti all’edificio.

I temi


Tra i temi sollevati c’è anche la scala antincendio che cedette già lo scorso anno e costrinse gli allievi a frequentare le lezioni non più di uno o due giorni a settimana, e ora, dopo i lavori, presenterebbe di nuovo segni di cedimento. In tal proposito, la dirigente Silvia Parigi precisa che è stato riscontrato «un avvallamento del manto di asfalto nella zona circostante la scala di emergenza» e che «Città Metropolitana è stata prontamente informata, e siamo in attesa della necessaria verifica tecnica».

Un momento di maggiore tensione nel primo pomeriggio in piazza del Gesù. Qui erano stati allestiti i banchetti del Movimento Idea Sociale, formazione di estrema destra fondata da Pino Rauti e oggi guidata da Raffaele Bruno, per un presidio contro il caro vita. A pochi metri di distanza, gli studenti del liceo Genovesi, in occupazione, hanno risposto scendendo in strada e intonando «Siamo tutti antifascisti» e «Via i fascisti dalla nostra città». La polizia, già presente in piazza, si è frapposta formando un cordone e ha evitato il contatto fisico tra i due gruppi. Al termine del sit-in i militanti del Mis si sono allontanati lasciando in strada banchetti e materiale di propaganda, che gli studenti hanno distrutto, spezzando anche i cartelloni.

Il coordinamento


Tre degli istituti in occupazione da ieri hanno diffuso comunicati separati, firmati dai rispettivi collettivi insieme al coordinamento Kaos, con un nucleo di motivazioni comune. Al Diaz gli studenti contestano le misure del decreto legge 170/2026 sulla scuola, in particolare il tetto del 30% per determinate categorie di alunni con cittadinanza non italiana, e si oppone alla realizzazione del Cpr di Castel Volturno. Rifiutano inoltre la riforma prevista dal decreto ministeriale 221 sull’insegnamento della storia e richiamano il rincaro del costo della vita. Il collettivo del Pansini lamenta anche la scarsità di fondi pubblici che lascia scuole e ospedali in condizioni precarie. Al Serra gli studenti chiedono strutture adeguate, una scuola pubblica che funzioni e un ruolo effettivo della componente studentesca.