Solofra, chiodo nel piatto di una bambina in mensa: la scoperta choc nella pasta e lenticchie

Un chiodo nel piatto di una bimba nella mensa della scuola. È quanto è stato denunciato a Solofra nel servizio di refezione della scuola primaria di Casa Papa. Al centro della vicenda l'oggetto descritto come chiodo, che dalla prima segnalazione sarebbe stato rinvenuto in una porzione di pasta e lenticchie servita ad un’alunna. Ricostruzione sulla quale sono in corso approfondimenti degli organi competenti. «Nessun allarmismo», afferma il sindaco Nicola Moretti che ha reso noto il sopralluogo effettuato ieri nel centro cottura del gestore del servizio mensa, in via Melito.

All’ispezione gli organi preposti hanno accertato le condizioni igienico-sanitarie della struttura e il rispetto delle procedure previste per la preparazione degli alimenti. Ascoltate anche la bambina coinvolta e la docente alla quale sarebbe stato consegnato l’oggetto metallico. Dal racconto della piccola, il chiodo sarebbe stato trovato a terra nella sala, vicino alla sedia e al tavolo, e consegnato all’insegnante. Particolare che dovrà essere valutato negli approfondimenti, per chiarire se l’oggetto fosse effettivamente presente nel pasto o se il ritrovamento sia avvenuto in altro punto della sala. La segnalazione è arrivata al Comune dall’Istituto comprensivo «Francesco Guarini» di via Melito. Nella nota si riferiva che l’oggetto sarebbe stato riconsegnato al personale e l’episodio si sarebbe verificato alla presenza anche dei membri della commissione mensa. Per precauzione, il sindaco Moretti e la delegata alla pubblica istruzione hanno richiesto accertamenti urgenti al dipartimento Asl di Avellino e ai carabinieri dei Nas, informando il dirigente scolastico Michele Barbarulo.

​Solofra, chiodo trovato nel pasto di una bambina alla mensa delle Elementari di Casapapa

«Per la rilevanza della vicenda - spiega Moretti - si è deciso di effettuare ogni approfondimento tecnico, ispettivo e sanitario nel centro di distribuzione alimenti, verificando il rispetto delle procedure di autocontrollo e delle disposizioni vigenti in materia di igiene e sicurezza alimentare». Per due giorni il centro cottura sarà interessato da pulizie straordinarie. I pasti verranno preparati nella sede centrale del gestore. La mensa proseguirà non avendo riscontrato, da quanto riferito dal Comune, anomalie tali da richiederne la sospensione. Intanto sugli esiti degli accertamenti, tra le famiglie cresce la richiesta di chiarezza. I rappresentanti dei genitori dell’Istituto comprensivo Guarini, l’avvocato Cristiano Lettieri e Maria De Chiara hanno diffuso una lettera aperta chiedendo garanzie sulla sicurezza della refezione e informazioni puntuali sugli sviluppi della vicenda.

«Come genitori, non possiamo nascondere lo spavento. Pensare che un oggetto del genere possa finire nel piatto di bambini è qualcosa che nessuna famiglia vorrebbe mai immaginare», scrivono, sottolineando il sollievo per il fatto che, per quanto a loro risulta, la bambina non avrebbe riportato conseguenze. I rappresentanti dei genitori precisano di apprezzare la tempestività del Comune nel richiedere l’intervento degli organi competenti, ma ritengono necessario mantenere alta l’attenzione. «Non tocca a noi stabilire come siano andate le cose né attribuire responsabilità: attendiamo con fiducia il lavoro di organi preposti», dichiarano. Le richieste avanzate dalle famiglie sono: essere informate sugli esiti controlli, coinvolgere la commissione mensa e un incontro pubblico tra amministrazione, scuola e famiglie. Solo pochi giorni fa si era registrato un altro caso al “Palazzotto” ad Avellino dove nel piatto della mensa dei bimbi era stato trovato un verme nei bastoncini di pesce.