La terza rimonta subita in campionato allontana il Napoli dal vertice della classifica. E proprio dopo la partita in cui ha dato per lunghi tratti una dimostrazione di superiorità rispetto alla squadra avversaria, che viene ritenuta candidata per lo scudetto.
Inter, Fiorentina, Roma: sette punti buttati a causa appunto delle rimonte subite, Allegri adesso ne avrebbe 18 come Gasperini, che ha avuto la possibilità di riaprire la gara sullo 0-2 anche perché gli sono stati concessi spazi e il muro difensivo è crollato dopo l’infortunio di Badiashile. Non è bastato il coraggio di Rafa Marin, che ha avuto una straordinaria crescita con Allegri, per respingere l’assalto. È entrato Beukema ed è cambiato tutto, con le sue leggerezze e quella caduta sul 3-2 che ha agevolato l’azione del pareggio e ha ricordato lo stesso insensato gesto di Rrahmani in casa dell’Inter a inizio settembre: ma i giocatori hanno compreso che il metro arbitrale è cambiato e certi tocchi non vengono più sanzionati? L’olandese è uno dei giocatori pagati a carissimo prezzo nell’estate 2025, come Lucca: una trentina di miliioni. Ha deluso ma Allegri non può lasciarlo in panchina perché la disponibilità dei difensori è ristretta, dato che è fuori uso Badiashile.
Ci sono stati due volti del Napoli. Nella prima fase ecco tecnica, personalità e cuore, con un centrocampo di forza e qualità che aveva steso la Roma. Il recupero di Anguissa e McTominay ha determinato la svolta nella partita con il Bodo e nella frazione contro i giallorossi. Il camerunense era reduce da una stagione travagliata e nei ritiri estivi ha fatto tanto lavoro differenziato, quindi Allegri ha dovuto aspettare il momento giusto per reinserirlo, convinto che la vicenda contrattuale - si svincola il 30 giugno - non incida in alcun modo sulle prestazioni. E se martedì era uscito dopo un tempo ieri ha lottato fino alla fine, dopo una rete in acrobazia da centravanti puro. In questo centrocampo dove brilla la luce di De Bruyne è emersa di nuovo prepotente la figura di McTominay, proprio come nel match di Champions. Quattro gol in cinque giorni, una splendida prova dello scozzese che a sette minuti dalla fine aveva fissato il punteggio sul 3–2 facendo esplodere di gioia il Maradona.
A quel punto, si doveva soltanto difendere la vittoria ma il Napoli non ne è stato capace. I primi due gol subiti in cinque minuti, il terzo immediatamente dopo il secondo colpo di McTominay. C’è un chiaro problema, le rimonte non offrono soltanto uno spunto statistico. Su questo deve lavorare Allegri, che ha incassato 17 reti nelle 11 partite fin qui disputate (6 nelle ultime 2). Non sono numeri da Max ma, come ha detto lui con ironia, «adesso ho cambiato e gioco con quattro attaccanti». È stata una serata da dimenticare, tra l’espulsione e il pareggio che ha offuscato quanto di positivo si è visto per un’ora. Anzitutto, uno spirito combattivo e una squadra perfettamente guidata da De Bruyne, sempre più al centro del gioco, non più con la utopia dei “Fab Four”della scorsa stagione. Il sacrificato è Lobotka, il regista dei due scudetti. Ma Kevin dà assolute garanzie, esemplare nelle sue prestazioni anche sotto l’aspetto del sacrificio. La prima rete di McTominay su assist di Politano (crollato per crampi) avrebbe dovuto chiudere la sfida. Ma il Napoli ha fallito alcune palle gol e questo ha tenuto in gioco la Roma, più forte e con più ricambi nonostante le pesanti assenze di Pellegrini e Dybala. Costruire e non riuscire a finalizzare, ecco un’altra nota dolente di una squadra che rischia di non poter ripartire se non riuscirà ad avere continuità di rendimento e di risultati. Incide anche questa lunga fase negativa di Hojlund, che non segna dal 5 settembre. Una squadra che ha Allegri in panchina certe partite le chiude. Il Napoli non vi è riuscito e si è fermato al pari, in assoluto un risultato da non disprezzare contro la Roma. Si torna in campo mercoledì a Monza e senza Allegri, che è stato espulso dall’arbitro Colombo su indicazione del quarto uomo Sacchi. «Perché mi hanno cacciato? Io ero in silenzio». Ma con tanta rabbia dentro. Potrebbe consolarlo soltanto rivedere il Napoli bello e concreto per un’intera partita. E con i tre punti. Gli azzurri non mollino e ci credano.