Nei primi tre mesi del 2026 oltre 10 mila dimissioni: "Mercato del lavoro saturo, si cercano prospettive migliori"

14 luglio 2026 | 14:04

Nei primi tre mesi del 2026 oltre 10 mila dimissioni: “Mercato del lavoro saturo, si cercano prospettive migliori”

La Bergamasca resta tra le province più dinamiche. Nieri (Cisl): “I lavoratori cercano crescita professionale e un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro”

Bergamo. Il fenomeno delle dimissioni volontarie continua a caratterizzare il mercato del lavoro bergamasco. Nei primi tre mesi del 2026 sono state 10.377 le persone che hanno scelto di lasciare il proprio posto di lavoro, 252 in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un incremento contenuto rispetto ai picchi registrati negli anni successivi alla pandemia, ma sufficiente a confermare una tendenza ormai consolidata in uno dei territori occupazionali più dinamici del Paese.

I dati diffusi da Cisl Bergamo mostrano come la mobilità lavorativa resti su livelli molto elevati. Dopo il record storico del 2022, quando le dimissioni volontarie superarono quota 42 mila, il fenomeno ha conosciuto una graduale riduzione senza però tornare ai livelli precedenti al Covid. Nel biennio 2023-2024 le uscite sono rimaste oltre le 40 mila all’anno, mentre negli ultimi due anni il calo si è attestato intorno al 10% su base annua. Nonostante la flessione, le dimissioni rappresentano ancora circa il 39% di tutte le cessazioni dei rapporti di lavoro.

Un capitolo a parte riguarda le lavoratrici madri. In passato la provincia di Bergamo ha registrato un’incidenza particolarmente elevata di dimissioni convalidate dopo la maternità: oltre tre quarti dei casi hanno riguardato donne, spesso costrette a lasciare il lavoro per la difficoltà di conciliare l’attività professionale con la cura dei figli e per la carenza di servizi di supporto alle famiglie.

Secondo la Cisl, oggi il fenomeno è sempre meno legato alla perdita del lavoro e sempre più alla possibilità di scegliere opportunità migliori. “Il territorio di Bergamo rappresenta uno dei contesti occupazionali più dinamici del panorama italiano – spiega il segretario di Cisl Bergamo, Luca Nieri -. Con un tasso di disoccupazione di circa l’1,3%, il mercato del lavoro è sostanzialmente saturo: la domanda di personale supera spesso l’offerta disponibile. In questo scenario la mobilità lavorativa non è determinata dalla mancanza di occupazione, ma dalla ricerca di opportunità più in linea con le aspettative delle persone”.

Non è soltanto una questione economica. Se una retribuzione più alta continua a rappresentare un fattore importante, pesano sempre di più la qualità dell’ambiente di lavoro, le prospettive di crescita e il bilanciamento tra vita privata e professionale.

“Le aziende che riescono ad attrarre e trattenere i talenti – prosegue Nieri – sono quelle che investono nella qualità dell’esperienza lavorativa. Flessibilità degli orari, strumenti di conciliazione tra lavoro e famiglia, smart working, percorsi di formazione continua e reali opportunità di crescita sono oggi elementi decisivi, temi sui quali la contrattazione sindacale ha sempre posto grande attenzione e rispetto ai quali molte imprese hanno mostrato ancora diverse rigidità”.

Per il sindacato, dunque, il mercato del lavoro bergamasco continua a essere estremamente vivace e competitivo. Un contesto nel quale i lavoratori, forti di un’occupazione vicina alla piena occupazione, sono sempre più propensi a cambiare impiego per costruire percorsi professionali più soddisfacenti e compatibili con le proprie esigenze di vita.