Neonato ucciso a morsi dal cane: sul corpicino oltre 180 ferite. Il padre condannato a 16 anni

Un padre è stato condannato a 16 anni di carcere dopo aver accettato un patteggiamento per la morte del figlio neonato, sbranato dal cane di famiglia. Il piccolo era rimasto solo pochi istanti con l'animale prima di essere trovato agonizzante; insieme al padre erano finiti sotto accusa la madre e altri quattro familiari, ritenuti responsabili di non essersi liberati per tempo di un cane già noto per episodi di aggressività.

La vicenda arriva dagli Stati Uniti, in Indiana, dove il piccolo Jason Anthony Weaver, di appena una settimana di vita, è morto il 4 settembre 2025 dopo essere stato aggredito da un cane, un incrocio di husky e pit bull di nome Chomp. Il padre, Austin Kinsey, era stato inizialmente accusato di due capi d'imputazione per abbandono di minore e di detenzione di un cane non vaccinato che aveva provocato lesioni a una persona. Con il patteggiamento, l'accusa più grave è stata derubricata in cambio di una condanna a 16 anni.

La dinamica dell'attacco

Secondo il rapporto della polizia citato dal Daily Mail, Austin Kinsey stava giocando ai videogiochi nel soggiorno mentre il figlio si trovava nel seggiolino auto: si è allontanato per meno di un minuto, il tempo di parlare con altri familiari in un'altra stanza. È stato il nonno, Timothy Kinsey, a irrompere in casa con il neonato tra le braccia, ordinando di chiamare immediatamente un'ambulanza. L'uomo ha raccontato di aver sentito il bambino emettere dei lamenti e di aver visto Chomp trascinarlo sul pavimento.

L'autopsia ha rivelato che il piccolo Jason aveva riportato oltre 180 abrasioni e numerosi lividi su collo, torso, schiena e arti, oltre a gravi lesioni interne: emorragie cerebrali, fratture costali e lacerazioni ai polmoni.

Una casa fatiscente

Quello che inizialmente era stato archiviato come incidente si è trasformato in un caso ben più complesso quando gli investigatori, durante un sopralluogo, hanno trovato l'abitazione di famiglia in condizioni giudicate inabitabili. «C'era talmente tanta spazzatura e detriti che gli agenti riuscivano a malapena a camminare in casa», ha raccontato uno degli agenti nel rapporto, aggiungendo di aver notato «numerosi scarafaggi e insetti sulle pareti, sul pavimento, sul soffitto e sulle porte».

Erano stati trovati insetti persino dentro il seggiolino auto del neonato. Il Dipartimento di Sanità della contea aveva già ordinato alla famiglia di lasciare l'abitazione l'anno precedente.

I precedenti di Chomp

I familiari hanno descritto Chomp come un cane generalmente docile con il bambino, ma geloso e a tratti aggressivo verso altri animali: secondo gli atti giudiziari, in passato aveva già morso delle persone. La nonna Rita Wickey avrebbe raccontato che uno dei familiari portava con sé una pistola per sparare al cane in caso di un nuovo episodio di aggressività. La famiglia aveva anche valutato di liberarsi dell'animale, o di sopprimerlo, prima della nascita del piccolo. Un altro parente ha riferito agli agenti che lo stesso Austin Kinsey era consapevole che avrebbero dovuto disfarsi del cane, ma non se l'era sentita: «Non riusciva a liberarsi del suo migliore amico», avrebbe detto. Dopo la tragedia, Chomp è stato allontanato dall'abitazione e portato al canile della contea di Huntington: non ha mostrato segni di aggressività né di rabbia, ma è stato comunque soppresso. Nel necrologio dedicato al piccolo Jason, la famiglia ha scritto: «Anche se il suo tempo su questa terra è stato breve, sarà amato per sempre».


Ultimo aggiornamento: giovedì 17 settembre 2026, 14:17

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