Neto, esami al J-Medical dopo 9 anni: sarà il secondo di Vicario

TORINO - Il ritorno del figliol prodigo. Neto torna alla Juventus dopo nove anni, forse nel momento in cui sembrava impensabile una nuova esperienza in Italia dopo le stagioni con la Fiorentina e le due proprio in bianconero. Ventidue presenze e quindici gol subiti, dietro un mostro sacro come Buffon, salvo poi essere ceduto per sette milioni al Valencia. Plusvalenza secca visto che era arrivato a parametro zero: affare per la Juve e per gli spagnoli, considerata la cessione al Barcellona, dopo due annate, per ventisei milioni di euro. Una buona scelta anche per lui, rimasto tre anni in Catalogna per poi avere l’opportunità di calcare i campi di Premier League con Bournemouth e Arsenal, fino all’ultimo anno con il Botafogo, probabilmente il peggiore, con le stesse gare dei due a Torino, ma con venticinque reti subite, polemiche per le sue prestazioni e anche l’essere rimasto fuori rosa.

L'addio alla Juve sbattendo la porta

Il rientro in Italia è evidentemente un premio al suo ricordo, seppur non sia stato tenero quando aveva lasciato la Juventus: «Nei due anni in bianconero non ero contento. Non ho sentito la fiducia e quello che facevo non era importante. Ho perso la voglia perché mi sono accorto che quanto dimostravo non contava. Per questo ho deciso di andare in un posto in cui mi dessero una possibilità. Alla Juve sono rimasti due anni ad aspettare cose che non sono successe». Uno sfogo dovuto, appunto, alle tante panchine quando probabilmente Buffon era già in fase discendente, tra le 37 e le 39 primavere. Dopo di lui è arrivato Szczesny, diventato titolare dopo dodici mesi di apprendistato e poi restato per sette stagioni come numero uno. 

Il contratto di Neto

Ieri Neto è arrivato in mattinata a Torino, per poi dirigersi verso il J-Medical per una giornata di esami medici. Il suo approdo doveva essere originariamente tra venerdì e sabato, ma gli allenamenti inizieranno solamente oggi e non sarebbe cambiato nulla. Il contratto è di un anno, fino al 30 giugno del 2027, mentre il ruolo è chiaramente quello di secondo dietro a Vicario, a meno che poi Pinsoglio non venga promosso, ma di partenza non ci dovrebbero essere grandi discussioni. A gennaio si vedrà perché non sono esclusi movimenti, considerando che Grabara sarà difficilmente arruolabile prima della prossima primavera. Intanto la seconda avventura di Neto è iniziata ieri. Difficilmente avrà più spazio che nella prima, almeno nelle idee, ma le sorprese possono essere dietro l’angolo. 

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