Nevegal, una sassata nella notte allo spazio Filò: «Sappiamo di avere dei nemici, ma non ci fermeremo»

BELLUNO - Un sasso lanciato contro la finestra del Filò, in Nevegal, nottetempo. Vetro sfondato e mano ignota. E soprattutto una domanda: atto vandalico casuale o intimidazione deliberata contro chi gestisce quello spazio, circa 300 metri quadrati nell'ultima palazzina proprio in cima al Piazzale del Colle?

Se lo chiede anche Paolo Garaboni, cuore e mente di Nevegallika, l'associazione che da qualche anno ha aperto lo spazio Filò per creare momenti di incontro, iniziative culturali, mostre di quadri e fotografie. «Spero che si tratti di vandalismo. Fa male ugualmente, e i danni dovremmo pagarceli in ogni caso – dice Garaboni -. Ma almeno non si tratterebbe di una sassata perpetrata con altri fini. Vogliamo andare avanti con le nostre attività a beneficio del Colle. E non ci fermeremo di certo». Intanto Garaboni ieri mattina è stato dai carabinieri per sporgere denuncia. Difficile che si trovi il responsabile, la mano che ha lanciato il sasso. Però mai dire mai.

Il fatto

Il vetro è stato spaccato con ogni probabilità nella notte tra venerdì e sabato, o in quella tra sabato e domenica. «Venerdì sera abbiamo ospitato un piccolo evento con un artista del ferro battuto – spiega Garaboni - Abbiamo chiuso la sede che erano da poco passate le 20. Sabato, giornata di Ferragosto, abbiamo tenuto chiuso lo spazio Filò e domenica sono andato ad aprire la stanza e ho visto subito che il vetro era stato rotto. Il sasso era ancora lì, in bella vista, insieme ai frammenti della vetrata». Si tratta di una vetrata a doppia camera, spiegano dallo spazio Filò. La mano ignota che ha colpito di notte ha mirato dritto, ma non ha usato particolare forza, perché ha rotto di netto il primo vetro e scheggiato il secondo. «In ogni caso il danno è fatto: una vetrata di 3 metri per 2 costa parecchio, quando devi sostituirla. Serviranno dai 300 ai 400 euro per installarne una nuova. La cambieremo nelle prossime settimane. Certo è che siamo tutti molto amareggiati per quanto accaduto».


Il dubbio

Amareggiati, stupiti. Anche un po' preoccupati. Da Nevegallika non nascondono un pizzico di inquietudine. «Sappiamo di avere dei nemici», dice Paolo Garaboni, che sul Nevegal si sta spendendo da anni e che ultimamente si è reso artefice della raccolta firme per salvare il rifugio Visentin dal degrado, ha proposto una serie di idee per rilanciare il Colle e ha più volte denunciato alcune situazioni di degrado della località, anche spingendo verso una valorizzazione turistica che vada oltre gli impianti di risalita. Speriamo non sia un tentativo di intimidazione nei confronti di un’associazione che sta facendo qualcosa per il Nevegal – dice Garaboni - Non voglio pensare male ma sappiamo di avere dei nemici. In ogni caso, noi cercheremo di andare avanti con le nostre attività e di proseguire con gli eventi al Filò».

Le iniziative

In quello spazio, Nevegallika ha portato Kristian Ghedina qualche tempo fa, a presentare il suo libro “Ghedo. Non ho fretta ma vado veloce”. E dal 2024 in poi ha organizzato una cinquantina di eventi e incontri. «Abbiamo avuto un migliaio di persone, forse poche, ma è pur sempre un contributo alla valorizzazione del Nevegal» sottolinea Garaboni. Che proprio in questi giorni sta sistemando una vecchia “giazera” in zona Faverghera, per far vedere come si viveva e lavorava in alpeggio, nel passato, con tanto di allestimento di una cantina per la stagionatura dei formaggi, come una volta. Poi ci sono le proposte sullo skiroll in Pian Longhi, la valorizzazione delle falesie di roccia in Val Bruna, e l’organizzazione di un vertical sul Col Canil, programmato per la fine del mese. «Noi andiamo avanti per la nostra strada - conclude Garaboni -. Il Nevegal si merita il meglio, vale a dire qualcuno che lo ama e se ne prende cura».