‘No’ ai tagli lungo il Sellustra, Oltre 1.000 firme raccolte. La Regione: “Interventi mirati”

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Le realtà green chiedono di bloccare il piano e di poter visionare gli studi preliminari. Rontini: “Toglieremo solo le piante già cadute o danneggiate nelle aree demaniali”

‘No’ ai tagli lungo il Sellustra Oltre mille le firme raccolte

‘No’ ai tagli lungo il Sellustra Oltre mille le firme raccolte

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Imola, 28 agosto 2026 – Il progetto sul torrente Sellustra resta sotto i riflettori. Il gruppo ‘Salviamo la Sellustra’, dopo aver lanciato una petizione online che ha raccolto ormai oltre mille firme, ha annunciato ieri in conferenza stampa la presentazione di un’istanza di riesame e annullamento d’ufficio in autotutela del piano, chiedendo anche la sospensione cautelare degli interventi. La Regione, dal canto suo, incalzata sul tema anche dalla consigliera di maggioranza Simona Larghetti (Avs) che ha chiesto chiarimenti sul contestato progetto, sempre ieri ha spiegato come l’operazione sulle aree demaniali riguardi la rimozione del materiale già caduto nell’alveo e delle piante considerate a rischio e vada distinta da quella (non ancora autorizzata) sulle proprietà private.

L’istanza del gruppo ‘Salviamo la Sellustra’, neonata compagine che mette insieme Legambiente ImolaMedicina, Panda Imola, Wwf Bologna, Lav Bologna, Lipu Bologna e cittadini, chiede “l’immediata sospensione cautelare” degli atti relativi all’intervento sulla vallata e, fino alla conclusione del riesame, anche di “ogni consegna, ordine di servizio, accesso ai fondi, abbattimento, esbosco, stoccaggio o cippatura”.

Nel mirino c’è il progetto che interessa 10 chilometri nei territori di Casalfiumanese, Dozza e Imola, per una superficie complessiva di quasi 24 ettari. Il documento parla di un “taglio selettivo intenso” fino al 70% della biomassa, con una stima di 4mila tonnellate di materiale destinato alla produzione di biomassa energetica. Associazioni e cittadini, tra cui diversi tecnici, sollevano dubbi sulla documentazione disponibile, chiedono di acquisire uno studio che dimostri “la necessità, proporzionalità e utilità dell’intervento”, confrontandolo con alternative meno impattanti.

La Regione: “Lavori da 135mila euro”

La Regione ribadisce però che occorre tenere separati i progetti. I lavori da 135mila euro che riguardano le aree demaniali prevedono la rimozione del “materiale legnoso già caduto” e delle “piante ammalorate, secche o instabili e a rischio caduta”, oltre alle piste di accesso necessarie per raggiungere i punti interessati. Lì “si interverrà con lavori mirati alla riduzione del rischio idraulico”, assicura la sottosegretaria alla Presidenza della Regione con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, per la quale “non si tratta quindi di un taglio indiscriminato, ma di un intervento puntuale”. Diverso è il progetto sulle proprietà private. Su quest’ultimo, l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e di Protezione civile “non ha ancora espresso il proprio nulla osta”, chiarisce Rontini. La Regione ha annunciato per il 15 settembre alle 18, al centro sociale La Tozzona, un incontro pubblico per illustrare gli interventi, spiegando inoltre che nel confronto con amministrazioni locali e tecnici è stata proposta la creazione di aree pilota per individuare “in maniera congiunta, direttamente sul posto, le alberature da abbattere, così da definire in modo condiviso criteri e modalità di intervento”. 

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