Nocera Inferiore, ruba on line 43mila euro: accusato di frode informatica

Svuota il conto di due persone e sottrae loro la cifra di circa 43mila euro, ora è indagato dalla procura per le accuse di accesso abusivo a sistema informatico e frode. Sono le contestazioni mosse a un 43enne di Nocera Inferiore, raggiunto dall’avviso di conclusione indagini a firma della procura di Perugia.

È nella provincia umbra, in particolare nel comune di Città di Castello, che si sarebbe consumato l’inganno. L’uomo, F.P. sarebbe riuscito a ingannare due persone, ottenendo le chiavi d’accesso di due conti correnti per poi spostare una grande quantità di denaro. La tecnica utilizzata è quella combinata dello “smishing” e “vishing”.

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Le tecniche

In sintesi, si tratta di due tecniche diverse che, attraverso messaggi o chiamate camuffate, hanno lo scopo di rubare dati personali. L’episodio in questione risale allo scorso 8 gennaio. Secondo le accuse ricostruite dalla polizia giudiziaria, il 43enne di Nocera Inferiore riuscì a introdursi nel sistema informatico protetto da misure di sicurezza relativo a due conti correnti, intestati a un uomo e una donna. Ne avrebbe carpito i codici di accesso, per poi effettuare due operazioni di accredito, di 18 e 25mila euro, a favore di un Iban intestato a lui stesso. La truffa era partita dopo l’invio di un sms sul cellulare di una delle due vittime, apparentemente proveniente da una banca, nel quale l’uomo veniva avvisato di un bonifico in uscita di 3000 euro. La vittima, dopo aver contattato il numero apparso sul messaggio, aveva parlato con un interlocutore che si era presentato come un dipendente dell’istituto di credito. Quest’ultimo lo aveva invitato ad accedere al servizio Internet Banking, rassicurandolo che il bonifico era stato bloccato.

La stessa operazione era stata ripetuta anche con un secondo conto corrente. In questo modo, il 43enne indagato - assistito nel procedimento dall’avvocato Francesco Vicidomini - sarebbe riuscito a indurre in errore il sistema informatico sulla sua identità, procurandosi l’ingiusto profitto pari a 43mila euro. Soldi che erano stati accreditati sul proprio conto, così come ricostruito dalla polizia giudiziaria durante le indagini.

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L’inchiesta partì dopo la denuncia delle parti offese. All’uomo viene contestata anche l’aggravante di aver provocato alla coppia un danno patrimoniale di rilevante gravità. Gli inquirenti hanno ricostruito i passaggi del denaro e individuato l’attuale indagato attraverso l’Iban sul quale erano confluiti i soldi. La procura di Perugia lo ha così iscritto nel registro degli indagati, a piede libero, con la doppia accusa di frode e accesso abusivo a sistema informatico. Con la chiusura dell’indagine, per il nocerino sarà possibile chiedere interrogatorio o presentare memoria difensiva rispetto alle accuse contestate. Un passaggio necessario, prima che la procura stessa chieda il rinvio a giudizio.