Redazione 31 luglio 2026 14:14
Una brutta caduta dal palco nel bel mezzo di un'esibizione ha fatto temere il peggio, ma Noemi dimostra ancora una volta di avere grinta e tanta autoironia. La cantante romana si trova ancora ricoverata in ospedale in seguito all'incidente avvenuto lo scorso 20 luglio a San Salvo Marina, in provincia di Chieti.
Tra esami, tutori e riabilitazione, la voce graffiante della musica italiana racconta a suo modo la disavventura in un'intervista a Repubblica, insieme ai dettagli e alle sensazioni di questi giorni così complessi.
L'ironia di Noemi dopo l'incidente: la foto della "Noemi Zone" creata per lei sul palco da Alfa
Come sta Noemi oggi
L'impatto è stato violento e le conseguenze fisiche sono state serie: "Per fortuna la frattura dell'acetabolo non è scomposta, in trenta giorni il callo osseo si dovrebbe ricostruire, però devo stare ferma, per questo sto ancora in ospedale. Non mi posso tirare su dal letto, ho anche la quinta vertebra scheggiata, faccio riabilitazione. Però dai, poteva andare peggio", spiega Noemi dal letto dell'ospedale in cui è ricoverata.
La caduta le ha anche causato una ferita alla testa: "Ho dato una bella botta, mi hanno messo due punti. Capirai, già avevo poca memoria prima, figuriamoci adesso…", prosegue ancora l'artista che ha dovuto sospendere il tour e il rientro sui palchi è ipotizzato per il 16 agosto a Bisacquino, in provincia di Palermo. Lei stessa, però, preferisce procedere coi piedi di piombo: "Magari non scriviamo ‘torna in tour’, meglio ‘dovrebbe tornare’, così, per scaramanzia".
"Il mio corpo mi ha assistita"
Noemi spiega che a proteggerla dalle conseguenze peggiori è stata anche la forma fisica costruita negli anni con costante allenamento: "Il mio corpo mi ha assistita. L'ho talmente curato e coccolato, e questo mi ha aiutata nell'impatto della caduta. Sono allenata, la muscolatura mi ha protetta. Il mio corpo me lo tengo stretto e, anzi, lo ringrazio perché è stato molto forte" dice ancora la cantante, rivendicando con orgoglio le proprie imperfezioni.
Parlare di "figuraccia", infatti, è assolutamente fuori discussione: "Ma quale figuraccia? A parte che sono in ottima compagnia, è pieno di colleghi ai quali è successa la stessa cosa. E non ha certo inciso sulla loro carriera. Non bisogna avere paura di dimostrarsi persone vere, io non ci credo ai supereroi, a quelli che non sbagliano mai, che hanno sempre la cosa giusta da dire".
E ancora, mostrando quanto questa sia un'esperienza da cui trarre insegnamento: "La fallibilità dell'artista sul palco è qualcosa di molto umano", osserva, "Io non ho nulla da insegnare a nessuno ma spero che la mia vicenda possa far riflettere qualcuno di quei giovani che, pressati dai social, pensano che il capitombolo sia una vergogna. L'imperfezione, l’inciampo anche fisico, fa parte della dimensione umana".
Nessun dramma per l'incidente, dunque, conscia che le vere cadute della vita sono ben altre: "Io ho potuto parlare con leggerezza di quello che mi è successo perché c'è rimedio. Si cade davvero quando si attraversano momenti di sconforto, quando si è soli, senza una rete di affetti, di vicinanze. I guai veri sono quelli legati alla sanità mentale, ai problemi seri di salute, quelli che ti guardi allo specchio e non sai come andrà a finire". Infine: "Chi li affronta è il vero eroe, anzi, mando un abbraccio gigantesco a chi vive un momento di difficoltà importante" conclude: "Come diceva Imam al-Shafi’i, ‘la salute è una corona invisibile che solo chi sta male riesce a vedere’. Ricordiamocelo".