C’era un tempo in cui Toyota era sinonimo di racing e faceva sognare con Carlos Sainz padre, nei rally, l’acquisto della Celica. Erano gli anni del boom economico italiano e i primi prodotti di estrema qualità in arrivo dal Giappone ingolosivano gli appassionati sul piano tecnico, ma anche estetico. Akio Toyoda è rimasto un grande amante delle corse automobilistiche, avendo preso parte personalmente a eventi sportivi a bordo di Lexus IS-F e Lexus LF-A.
Il nipote del fondatore di Toyota ha partecipato da pilota persino alla 24 Ore del Nürburgring del 2009, utilizzando lo pseudonimo di Morizo Kinoshita. In pochi nel suo ruolo hanno maturato una maggiore competenza e ora, dato anche il successo della gamma ibrida, ha deciso di ampliare la scelta di sportive autentiche, in linea con la tradizione.
Esperienza di guida da sogno
L’obiettivo di Toyota è garantire un piacere di guida estremo. Lo scorso anno per la prima volta il marchio dei Tre ellissi ha mostrato la GR GT, un bolide che equipaggia un sistema ibrido che associa un motore V8 biturbo da 4 litri di nuova concezione a un singolo motore elettrico. Con una cavalleria prepotente di 650 CV è diventato il fiore all’occhiello della gamma sportiva del major nipponico. Arriverà anche una versione speciale racing, nata per affrontare le sfide in pista, con un motore V8 biturbo di 4 litri ma senza la componente ibrida.
Potrebbe sbarcare sul mercato una terza variante, magari una serie limitata o una versione con un kit specifico. Sono tante le Case automobilistiche che offrono pacchetti speciali per aumentare le performance. Certi settori non conoscono crisi e collezionisti dal palato fine vogliono divertirsi tra le curve di una pista e pretendono solo il massimo.
Aerodinamica sofisticata
Sul tracciato del Nurburgring è facile imbattersi nei test di sviluppo, ma stavolta negli iconici tratti misti dell’Inferno verde è sbucato un muletto di una GR GT con un’aerodinamica più sofisticata e non si trattava della versione GT3 per la pista. L’auto giapponese era impegnata in un confronto con una Porsche 911 GT3 RS probabilmente per effettuare una comparazione, testimonianza del lavoro e della volontà di estremizzare la nuova coupé, pur sempre omologata per un utilizzo stradale.
Le differenze rispetto alla GR GT standard? Uno splitter più acuminato, alette aerodinamiche, parafanghi rivisitati e un ampio alettone posteriore fisso, sebbene risulti di dimensioni inferiori rispetto a quello della GT3 specifico per la pista. Con il kit optional, probabilmente, arriverebbero anche importanti modifiche all’assetto. Nelle prossime settimane saranno divulgate maggiori informazioni, dato che l’attesa farà solo crescere il desiderio dei puristi intorno all’ultimo bolide del Paese del Sol Levante.