Per compensare – almeno in parte – l’impatto economico della crescita del prezzo dei fertilizzanti, l’Italia si prepara a utilizzare una nuova dotazione di risorse straordinarie destinata al settore agricolo. Il ministero dell’Agricoltura ha infatti predisposto una bozza di decreto, portata all’attenzione della Conferenza Stato Regioni e discussa con le organizzazioni economiche, che prevede uno stanziamento complessivo di 137 milioni di euro.
La misura rientra nell’intervento europeo predisposto per affrontare i problemi che stanno interessando il comparto agricolo a causa della crisi in Medio Oriente che, tra le altre conseguenze, ha comportato un aumento dei costi sostenuti per la concimazione.
Indice
- Nuovi fondi contro il caro fertilizzanti, da dove arrivano i 137 milioni
- Chi riceve i nuovi aiuti
- Quanto spetta
- Come funziona il pagamento
Nuovi fondi contro il caro fertilizzanti, da dove arrivano i 137 milioni
Dei 137 milioni di euro previsti contro il caro fertilizzanti, una parte consistente arriva dal bilancio nazionale, mentre il resto è costituito da risorse europee. Nel dettaglio:
- 46 milioni di euro provengono dall’Unione europea attraverso l’attivazione della riserva di crisi agricola;
- 91 milioni di euro vengono messi a disposizione dall’Italia attraverso fondi nazionali supplementari.
Il meccanismo prevede la possibilità per gli Stati membri di integrare le risorse comunitarie con finanziamenti nazionali, arrivando a utilizzare l’intero margine di cofinanziamento riconosciuto, pari al 200%.
Chi riceve i nuovi aiuti
I nuovi sostegni non verranno distribuiti indistintamente a tutte le aziende agricole italiane. La misura è rivolta agli agricoltori che hanno presentato la domanda Pac entro il 25 luglio 2026 e che risultano titolari delle superfici interessate dalle nove tipologie colturali individuate dalla bozza di decreto, ovvero quelle maggiormente esposte all’incremento del costo dei fertilizzanti.
Il criterio utilizzato per individuarle è stato quello dell’impatto della concimazione sul costo di produzione. Sulla base di questo sono state selezionate le colture che nel 2026 hanno registrato un aumento ad ettaro dei fertilizzanti superiore all’1,5% rispetto al valore della produzione. Tra quelle interessate figurano:
Quanto spetta
Il contributo sarà determinato in funzione degli ettari ammissibili e dell’importo riconosciuto per la specifica coltura. Nel dettaglio, spettano:
- 35,25 euro a ettaro per cereali, eccetto il mais da granella ed il mais da insilato ceroso;
- 64,30 euro a ettaro per mais da granella;
- 41,55 euro a ettaro per mais da insilato ceroso;
- 32,80 euro a ettaro per seminativi a foraggere non leguminose;
- 35,30 euro a ettaro per barbabietole da zucchero;
- 36,00 euro a ettaro per girasole;
- 29,60 euro a ettaro per colza e ravizzone;
- 25,55 euro a ettaro per l’olivo;
- 30,25 euro a ettaro per il nocciolo.
Per il calcolo degli ettari viene presa come riferimento la superficie presente nel fascicolo aziendale e condotta dal beneficiario alla data del 15 maggio 2026. In questo modo il sostegno è collegato direttamente alla superficie effettivamente coltivata.
Come funziona il pagamento
Gli agricoltori destinatari di questi sostegni non dovranno presentare domanda per ottenerli, poiché è prevista una procedura automatizzata. Sarà infatti Agea a individuare i potenziali beneficiari sulla base delle informazioni acquisite e già disponibili nell’ambito della domanda Pac.
Una volta ricevuto il contributo:
- la quota di provenienza comunitaria dovrà essere utilizzata entro il 28 febbraio 2027;
- la componente nazionale del finanziamento, invece, sarà erogata entro il 31 maggio 2027.
Il decreto è ancora nella fase preparatoria, ma una volta pubblicata la versione definitiva le modalità operative saranno definite nel dettaglio.