Roma, 18 settembre 2026 – Dal 21 settembre entrano in vigore le nuove tariffe per le prestazioni sanitarie erogate dal Servizio sanitario nazionale. La revisione riguarda 448 prestazioni specialistiche e 222 codici della protesica, con un aumento medio del 5,8% delle tariffe interessate. Il provvedimento, definito nell'intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni lo scorso luglio, sostituisce il precedente decreto del 2024 dopo l'intervento del Tar del Lazio. Il dato percentuale, però, non corrisponde automaticamente a un aumento del ticket. Tariffa e quota a carico del cittadino, infatti, sono due voci diverse e l'importo effettivamente pagato dipende dalla prestazione e dalle regole applicate. Ecco quanto costeranno di più visite ed esami e come funzionerà l'esenzione.
Cosa cambia
Dal 21 settembre entra in vigore il nuovo sistema tariffario. Le nuove tariffe riguardano visite, esami diagnostici, procedure ambulatoriali e dispositivi destinati alle persone con disabilità. La maggior parte delle prestazioni non subirà variazioni: circa otto su dieci restano agli importi attuali, mentre per le altre gli aumenti cambiano in base al tipo di prestazione.
Per la specialistica ambulatoriale resta il limite ordinario di 36,15 euro per ricetta, salvo esenzioni e disposizioni regionali. Questo significa che, in alcuni casi, l'aumento della tariffa non si tradurrà in un aumento dello stesso importo per il paziente.
Secondo la stima della Conferenza delle Regioni, l'impatto finanziario complessivo sul Ssn sarà di circa 210,7 milioni di euro all'anno: 183,1 milioni per la specialistica ambulatoriale e 27,6 milioni per l'assistenza protesica. Per il 2026 l'impatto stimato è di circa 70 milioni di euro.
Quali prestazioni aumentano e quanto
Tra gli aumenti più evidenti c'è la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma, la cui tariffa passa da 33,60 a 38 euro, con un incremento di 4,40 euro. Nelle Regioni che applicano il tetto ordinario di 36,15 euro, però, il cittadino non esente non pagherà necessariamente l'intero nuovo importo: il ticket si fermerà a quella soglia e l'aumento effettivo rispetto alla precedente tariffa sarà quindi di 2,55 euro.
Sale anche l'agoaspirato della mammella da 31,25 a 36,50 euro, con una differenza di 5,25 euro: dove si applica il tetto di 36,15 euro, il ticket passa da 31,25 a 36,15 euro, con un aumento effettivo di 4,90 euro.
Per molte prime visite specialistiche la tariffa passa da 25 a 26 euro, con l'aumento che riguarda, tra le altre, neurologia, ginecologia, ortopedia, pneumologia, endocrinologia, gastroenterologia, chirurgia e medicina fisica e riabilitativa.
La prima visita oculistica sale da 25,80 a 26,80 euro, quella dermatologica o allergologica da 25,40 a 26,40 euro, mentre la prima visita otorinolaringoiatrica passa da 26,20 a 27,20 euro.
Gli incrementi sono più contenuti per alcune prestazioni molto diffuse: la spirometria semplice passa da 24 a 24,90 euro, l'elettrocardiogramma da 11,60 a 12,05 euro e il prelievo venoso da 3,80 a 4,30 euro. Quest'ultimo aumento può incidere sulle ricette che comprendono più esami del sangue, perché il ticket viene calcolato sommando le singole prestazioni fino al limite previsto. Se il totale della ricetta è di 24 euro, un assistito non esente paga 24 euro; se arriva a 50 euro, nelle Regioni che applicano il tetto ordinario il pagamento si ferma a 36,15 euro. I 50 centesimi in più del prelievo, quindi, producono un aumento effettivo soltanto quando il totale della ricetta non ha già raggiunto il limite massimo.
Se guardiamo gli aumenti in percentuale si può notare meglio quali branche aumentano di più. Sul podio: la diagnostica vascolare registra un incremento del 52,5%, le biopsie del 16,8% e l'elettromiografia del 13,3%. Per i prelievi l'aumento medio è del 12,8%, mentre la riabilitazione sale del 9%. Più contenute le variazioni per ecocolordoppler, con il 5,4%, medicina nucleare, al 4,5%, prima visita, al 4,4%, altra diagnostica strumentale, al 3,8%, e dialisi, al 3,6%.
Quali esami restano invariati
Restano fermi i 17,90 euro delle visite specialistiche di controllo, così come i valori di diverse prestazioni diagnostiche di uso frequente: l'ecografia dell'addome inferiore resta a 37,80 euro, quella ginecologica a 30,95 euro, la radiografia del torace a 15,45 euro e la densitometria ossea lombare o femorale a 31,50 euro. Nessuna variazione interessa inoltre le tariffe di numerosi esami di laboratorio, tra cui emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, Tsh e Ves. Fa eccezione il prelievo venoso, il cui importo passa da 3,80 a 4,30 euro.
Chi è esente dal ticket sanitario
Il nuovo tariffario non intacca il sistema generale delle esenzioni. Continuano a essere infatti esentati cittadini che rientrano in determinate fasce di età e reddito, disoccupati con i requisiti richiesti, titolari di assegno sociale o pensione minima, persone con patologie croniche o malattie rare (l'agevolazione riguarda le prestazioni individuate per la diagnosi, il monitoraggio o il trattamento della specifica patologia; en esame prescritto per un problema indipendente dalla malattia che dà diritto all'esenzione può quindi restare soggetto al ticket), cittadini con invalidità e donne in gravidanza per le prestazioni previste dai relativi protocolli.
Sono previste inoltre esenzioni per determinate prestazioni legate agli screening organizzati e alla diagnosi precoce, alla donazione di sangue, organi e tessuti, agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali.
I principali codici nazionali per le esenzioni legate al reddito sono E01, E02, E03 ed E04.
L'E01 riguarda i cittadini con meno di 6 anni o più di 65 anni appartenenti a un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro.
L'E02 è destinato ai disoccupati e ai familiari a carico appartenenti a un nucleo con reddito inferiore a 8.263,31 euro, soglia elevata a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e aumentata di 516,46 euro per ogni figlio a carico.
L'E03 riguarda i titolari di assegno sociale e i familiari a carico.
Mentre l'E04 interessa i titolari di pensione al minimo con più di 60 anni e i familiari a carico, nel rispetto dei limiti reddituali previsti.
Cosa succede a chi ha già prenotato
Chi ha già prenotato una visita o un esame con appuntamento dal 21 settembre 2026 non deve annullare o rifare la prenotazione solo per effetto delle nuove tariffe. Per le prestazioni erogate da quella data può infatti essere applicato il nuovo importo, anche se la prenotazione o la prescrizione sono state effettuate in precedenza. È quindi consigliabile, prima dell'appuntamento, controllare l'importo aggiornato attraverso il portale regionale, il Fascicolo sanitario elettronico o chiamando il Cup.
Se il ticket è già stato pagato, è opportuno conservare ricevuta e documentazione della prenotazione e rivolgersi alla struttura o al Cup per sapere come procedere nel caso in cui sia necessario un conguaglio o, al contrario, un rimborso.