Nuovo anno pastorale: "Portiamo il Vangelo nella vita quotidiana"

Focus sulla formazione cristiana anche per gli adulti "Spazio all’ascolto e all’incontro aprendosi agli altri".

La presentazione del nuovo anno pastorale ieri alla chiesa di Gesù Redentore

La presentazione del nuovo anno pastorale ieri alla chiesa di Gesù Redentore

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In un celebre passo del Vangelo di Giovanni, si racconta dell’incontro fra Gesù e una samaritana, presso il pozzo di Giacobbe. Un incontro insolito agli occhi della gente: i Giudei e i Samaritani non avevano rapporti. Gesù chiese da bere alla donna, le fece capire di conoscere tutta la sua vita e le disse poi che avrebbe potuto darle dell’acqua viva, capace di dissetarla in eterno.

"Lei rimase colpita soprattutto dal fatto che il Signore le aveva detto tutto quello che lei aveva fatto, era entrato nella sua vita e l’aveva svelata – sottolinea l’arcivescovo Erio Castellucci –. La formazione cristiana è quando il Vangelo incontra la vita". Ecco perché il nuovo anno pastorale delle diocesi di Modena e Carpi (che si è aperto ieri con l’assemblea a Gesù Redentore) sarà incentrato soprattutto sull’incontro, sull’apertura agli altri, sull’ascolto, sul portare il Vangelo nella vita quotidiana.

Ai fedeli, alle associazioni, ai laici è chiesto un particolare impegno per una ‘catechesi integrale’ rivolta a tutti: la Parola, i valori e le speranze proposte dalla Chiesa possono arrivare anche a coloro che sono lontani, attraverso momenti di relazione, di incontro e soprattutto di ascolto.

I tempi sono cambiati. "Anni fa c’era una saldatura profonda fra i valori portati avanti dalla Chiesa e i valori condivisi dalla maggioranza delle persone. Oggi non più", ha ammesso don Erio. C’è un diverso clima culturale, ci sono disaffezione, indifferenza, materialismo, "ma questo ci offre la possibilità di confidare più nell’incontro con gli altri – ha aggiunto l’arcivescovo –. Occorre più attenzione alla relazione che all’organizzazione, più ai volti che ai programmi". Occorre andare incontro alle persone, una per una, come se stessimo spigolando in un campo di grano, e ci deve essere la volontà di saper ascoltare, "recuperando un’umiltà tenace e costante", ha raccomandato.

In questo senso esistono già varie esperienze luminose e silenziose, e ieri mattina si sono ascoltate sette testimonianze di come la Chiesa possa farsi prossima ai giovani, agli ammalati, alle persone sole o fragili. Questa catechesi, dunque, non consiste nell’imparare concetti o nozioni, ma nello sforzarsi di fare incontrare il Vangelo con la vita. Si rilancerà per esempio la pratica del "Vangelo nelle case", e si cercherà di coinvolgere giovani, adulti, singoli e famiglie. È stato distribuito a tutti un volumetto, "Il dono dell’acqua e del pane", che riprende la lettera pastorale di don Erio del 2019 - 2020: presto sarà disponibile un sussidio digitale, sul sito passidivita.net, per aiutare le comunità a crescere in questo cammino di prossimità e di accoglienza.

Stefano Marchetti

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