Offese alla polizia, l’ira dei sindacati: "Sono atti di odio"

Le sigle non ci stanno: "Frasi vergognose che superano il limite. Va frenato il clima di violenza e delegittimazione dello Stato" .

Una scritta «Morte alla polizia» è comparsa in Strada Maggiore, all’angolo con vicolo Posterla. Solidarietà agli agenti

Una scritta «Morte alla polizia» è comparsa in Strada Maggiore, all’angolo con vicolo Posterla. Solidarietà agli agenti

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Le scritte d’odio sui muri della città continuano a fare discutere, sollevando condanne unanimi che arrivano chiare e aspre anche dai sindacati di polizia. Oltre alla premier Meloni, nella notte tra lunedì e martedì infatti è comparsa in Strada Maggiore, angolo con vicolo Posterla, anche un graffito contro le forze dell’ordine, riportando: "Morte alla polizia".

"Esprimiamo la nostra totale ed incondizionata solidarietà al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a tutti i colleghi della polizia presi di mira da questi atti incivili", dichiara Tonino Guglielmi, segretario provinciale del Sap. "Come organizzazione sindacale avevamo responsabilmente scelto di accogliere l’invito del Capo della Polizia a mantenere i toni bassi, proprio per non alimentare inutili tensioni sociali. Tuttavia, di fronte a gesti di tale gravità, viltà e violenza verbale, è impossibile tacere. Le scritte apparse a Bologna sono semplicemente inqualificabili e superano ogni limite di civile convivenza".

"Le scritte apparse a Bologna rappresentano un fatto gravissimo che va condannato senza esitazioni e senza distinguo – interviene Pasquale Palma, segretario del Siulp provinciale –. Quando si invoca la morte di un rappresentante delle istituzioni o degli appartenenti alle forze di polizia non siamo più nell’ambito del confronto politico, ma di fronte a un’escalation di odio che rischia di alimentare un clima di violenza e di delegittimazione dello Stato".

Con l’auspicio di una veloce rimozione delle scritte (già disposta dal Comune), anche il segretario provinciale del Coisp Leo Pesce scandisce: "La politica ha una grande responsabilità, nel saper riconoscere sempre la gravità di questi episodi, senza distinguere il valore della condanna in base a chi ne è il destinatario. Una diversa attenzione verso questi fenomeni rischia di indebolire il contrasto nei confronti di chi alimenta l’odio contro le divise e le istituzioni, trasformandolo in uno strumento di contrapposizione".

"Questi messaggi di incitamento all’odio contro le divise non vanno mai sottovalutati e considerati una bravata. Ricordo che questo vergognoso slogan mortale si è cercato di metterlo in atto da parte di quei gruppi criminali di professionisti del disordine" ha attaccato invece Oscar Regnaud Carcas, segretario dell’Fsp provinciale.

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