Opa Recordati, CVC e GBL alzano il prezzo a 53 euro e prorogano l’offerta al 23 ottobre - BeBeez

Il titolo Recordati a Piazza Affari

CVC Capital Partners e Groupe Bruxelles Lambert (GBL) rilanciano sull’opa volontaria totalitaria su Recordati, alzando da 51,29 a 53 euro per azione il prezzo offerto attraverso Respighi BidCo spa e prorogando di sei sedute il periodo di adesione, che si chiuderà ora il 23 ottobre anziché il 15 ottobre. Lo hanno annunciato ieri con una nota (si veda qui il comunicato stampa)

È una svolta nella stortia dell’opa partita lo scorso 31 agosto (si veda altro articolo di BeBeez), rispetto alla posizione assunta soltanto pochi mesi fa, quando l’offerente, dopo le critiche espresse dagli amministratori indipendenti sulla valorizzazione, aveva confermato prezzo e condizioni dell’offerta senza modifiche (si veda altro articolo di BeBeez).

Il rilancio arriva dopo settimane in cui il mercato aveva continuato a prezzare Recordati sopra il corrispettivo dell’opa, lasciando aperta l’aspettativa di un aumento. Alla vigilia dell’annuncio, lunedì 5 ottobre, il titolo aveva chiuso a 52,20 euro, già quasi un euro sopra i 51,29 euro offerti. Dopo il rilancio, ieri 6 ottobre, Recordati ha chiuso a 53,10 euro, in rialzo dell’1,72% e ancora leggermente sopra i nuovi 53 euro dell’offerta.

Sul prezzo originario aveva esercitato pressione anche l’hedge fund attivista Palliser Capital, che aveva contestato la valorizzazione e indicato in almeno 60 euro per azione un livello più adeguato (si vedaqui il comunicato stampa). Il nuovo prezzo resta quindi ancora ben al di sotto di quella richiesta.

Nel frattempo le adesioni hanno raggiunto quasi il 49,8% delle azioni oggetto dell’offerta: alla chiusura del 6 ottobre risultavano conferite 98.844.468 azioni. Una quota che riflette in larga parte l’impegno irrevocabile di Rossini sarl, attuale azionista di controllo con il 46,82% di Recordati, a conferire la propria partecipazione, mentre l’apporto da parte del mercato resta per ora contenuto.

Il nuovo prezzo rappresenta un aumento del 3,3% rispetto ai 51,29 euro iniziali e, sommando il saldo dividendo 2025 di 0,71 euro già pagato lo scorso maggio, porta la valorizzazione cum dividend a 53,71 euro per azione, contro i 52 euro originariamente annunciati. Il nuovo corrispettivo cum dividend incorpora un premio del 16,61% rispetto ai 46,06 euro del 25 marzo, ultima seduta precedente all’annuncio della manifestazione d’interesse non vincolante di CVC, e premi rispettivamente del 15,88%, 13,51%, 10,06% e 6,68% rispetto ai prezzi medi ponderati dell’uno, tre, sei e dodici mesi precedenti quella data.

L’offerente precisa però che questo è il suo “migliore e finale” corrispettivo e che non sono previsti ulteriori rilanci. Questo perché ritiene che il nuovo corrispettivo “rappresenti una valorizzazione piena e congrua dell’emittente, riflettendone le prospettive stand-alone, in particolare alla luce dell’attuale contesto di mercato, che ha visto un progressivo deterioramento delle valutazioni nel settore europeo dell’healthcare e della specialty pharma nell’ultimo periodo”.

In caso di adesione totalitaria sulle 198.525.562 azioni oggetto dell’offerta, l’esborso massimo sale così a 10,522 miliardi di euro, rispetto ai circa 10,18 miliardi impliciti nel prezzo precedente. UniCredit, Mediobanca, BNP Paribas e Crédit Agricole CIB hanno contestualmente rilasciato una nuova garanzia di esatto adempimento commisurata al maggiore esborso massimo.

Fonte: comunicato stampa del 6 ottobre

Più significativa ancora è la nuova valorizzazione implicita dell’intero gruppo. Sulla base delle 208 milioni di azioni in circolazione al 30 settembre utilizzate dallo stesso offerente nei calcoli aggiornati, il prezzo cum dividend di 53,71 euro corrisponde a una capitalizzazione di circa 11,17 miliardi di euro. Sommando la posizione finanziaria netta 2025 di 2,037 miliardi, i fondi per benefici ai dipendenti e sottraendo le altre partecipazioni e titoli, il nuovo enterprise value sale a circa 13,21 miliardi di euro. Il multiplo EV/ebitda 2025 passa quindi a 13,3 volte, rispetto alle 12,7 volte implicite nella precedente offerta e contro una media di 11,3 volte e una mediana di 10,7 volte per il panel di società comparabili selezionato nel Documento d’Offerta.

Fonte: comunicato stampa del 6 ottobre

Ricordiamo infatti che l’opa rappresenta un importante passaggio di testimone all’interno della stessa CVC. L’attuale azionista di controllo Rossini sarl, che detiene il 46,82% di Recordati e ha già assunto l’impegno irrevocabile ad aderire all’offerta, era stata costituita nel 2018 dal consorzio composto da CVC Capital Partners Fund VII, PSP Investments, StepStone e AlpInvest per acquistare dalla holding Fimei della famiglia Recordati il controllo del gruppo, allora sulla base di un enterprise value di 6,5 miliardi di euro  o 5,8 miliardi di equity value (si veda altro articolo di BeBeez). Nel gennaio 2019 era poi stata lanciata un’opa obbligatoria non finalizzata al delisting (si veda altro articolo di BeBeez), che si era conclusa con adesioni risicatissime e con Rossini che era salita al 51,82% del gruppo farmaceutico (si veda qui il comunicato stampa di allora). Nel febbraio 2025, poi, Rossini aveva collocato sul. mercato il 5% del capitale con un processo di accelerated bookbuilding (ABB) rimanendo appunto azionista col 46,82% (si veda altro articolo di BeBeez).

Cpn la nuova operazione il testimone passerà al nuovo CVC Capital Partners Fund IX, che guiderà la prossima fase di sviluppo insieme a Black Mountain sarl, veicolo di GBL. Il nuovo assetto proprietario sarà infatti molto diverso da quello attuale. L’offerente è come detto Respighi BidCo, controllata indirettamente da CVC Fund IX e GBL, mentre accanto ai due sponsor investiranno anche alcuni tra i maggiori investitori istituzionali internazionali, tra cui Abu Dhabi Investment Authority (ADIA), CPP Investments,  MGG Strategic SICAF SIF e CapSol, oltre a PSP Investments, StepStone, AlpInvest, che a loro volta reinvestiranno. A sua volta Andrea Recordati reinvestirà nel veicolo di controllo.

La struttura finanziaria predisposta per l’acquisizione è una delle più rilevanti mai organizzate per un buyout su una società quotata italiana. Come aveva ricostruito BeBeez all’avvio dell’offerta, sulla base del vecchio prezzo il piano prevedeva sino a 4,525 miliardi di euro di equity apportata dagli sponsor e dai loro coinvestitori, oltre 4,1 miliardi di bridge financing nell’ambito di linee bancarie complessive sino a 6,05 miliardi, sottoscritte da un pool di una ventina di grandi banche internazionali, e sino a 1,53 miliardi di senior PIK toggle notes, sottoscritte da alcuni dei maggiori operatori internazionali del private credit e da investitori istituzionali, oltre a un club deal di clienti di Banor SIM. Una struttura, quest’ultima, i cui dettagli emergono dal documento d’offerta e che vede tra i protagonisti, sul fronte del credito alternativo, Goldman Sachs AM, KKR, Blackstone, Clearlake, CVC Capital Solutions e Marathon Asset Management (si vedano altro articolo di BeBeez e qui il Documento di offerta).

Il comunicato del 6 ottobre non dettaglia però come verrà ripartito tra equity, bridge financing e PIK il maggior fabbisogno di circa 339 milioni di euro determinato dal rilancio. Rende noto soltanto che CVC e GBL hanno modificato l’accordo di investimento per recepire il nuovo prezzo, il nuovo esborso massimo e la proroga dell’offerta e che CVC potrà effettuare ulteriori acquisti di azioni Recordati fuori dall’opa. È stata inoltre prorogata al 2 novembre la scadenza del total return swap sottoscritto da CVC Fund IX con UniCredit Bank GmbH, aggiornandone il prezzo massimo di acquisto per riflettere il nuovo corrispettivo.

Restano invece invariate le altre condizioni dell’opa, compresa la soglia minima del 66,67% del capitale, che l’offerente può comunque rinunciare. Il raggiungimento di tale livello garantirebbe a Respighi BidCo la maggioranza necessaria in assemblea straordinaria per perseguire il delisting, anche attraverso una successiva fusione qualora non si raggiungessero direttamente le soglie per squeeze-out e sell-out.

Nel frattempo Recordati ha continuato a macinare risultati. La semestrale al 30 giugno 2026, pubblicataa fine luglio (si veda qui il comunicato stampa), ha evidenziato ricavi netti consolidati per 1,411 miliardi di euro, in aumento del 6,6% e del 9,1% a perimetro omogeneo e cambi costanti. L’ebitda è salito dell’8,8% a 540,2 milioni, mentre l’utile netto rettificato è cresciuto del 6,7% a 349,9 milioni. Il tutto a fronte di un debito finanziario netto in discesa a 1,917 miliardi, dai 2,04 miliardi di fine 2025, portando la leva sotto 1,9 volte l’ebitda. Il gruppo ha quindi confermato integralmente gli obiettivi finanziari per il 2026.

Recordati, CVC Capital Partners e i suoi coinvestitori
sono monitorati da BeBeez Private Data,
il database del private capital di BeBeez, supportato dal fondo FSI

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