Özge Gürel e Serkan Çayoğlu si raccontano in questa intervista esclusiva: il futuro professionale della coppia, il segreto delle serie turche e il sogno di lavorare con Monica Bellucci.
C'è stato un momento preciso in cui l'Italia si è accorta che la serialità televisiva stava cambiando per sempre, travolta dalla passione e dal romanticismo senza barriere delle dizi turche. Quel momento ha i volti e i sorrisi di Özge Gürel e Serkan Çayoğlu, vera e propria coppia d'oro dentro e fuori dal set che, a dieci anni dall'iconico debutto di Cherry Season, continua a scatenare l'entusiasmo oceanico dei fan italiani.
Lo abbiamo visto chiaramente e in prima persona nella splendida location del Teatro Galli di Rimini, preso letteralmente d'assalto e andato sold out per l'attesissimo panel all'Italian Global Series, il festival diretto da Marco Spagnoli e organizzato da APA (Associazione Produttori Audiovisivi).
Noi c'eravamo, eravamo presenti all'incontro moderato dalla collega Ilaria Ravarino, dove le due star hanno ripercorso la genesi di questo fenomeno globale, avvenuto quando in Turchia sono arrivate le prime reti private negli anni '80. "Mi ricordo che da bambina vedevo soprattutto cartoni animati" ha ricordato Özge Gürel, "poi quando ero più grandicella ho iniziato a vedere anche le serie che raccontavano la vita delle famiglie, un rituale che condividevo con i miei, ma le prime serie esprimevano emozioni molto più semplici rispetto ad ora". "Io sono nato e cresciuto in Germania" ha raccontato invece Serkan Çayoğlu, "e anch'io vedevo soprattutto cartoni animati insieme a mio fratello, ma ho un ricordo vago anche delle serie che vedeva mia madre e sulle quali buttavo giusto un'occhiata".
A margine dell'incontro con il pubblico, abbiamo avuto anche la possibilità di parlare con loro in una intervista esclusiva, tra retroscena privati, la possibilità di un nuovo progetto insieme, il profondo legame culturale che unisce Italia e Turchia, e persino un sogno nel cassetto chiamato Monica Bellucci.
Un nuovo progetto insieme? I piani futuri di Özge e Serkan
Iniziamo la nostra chiacchierata partendo da loro, dalla coppia d'oro della televisione. Hanno in programma di lavorare ancora insieme in un progetto comune? O preferiscono continuare le loro carriere su strade separate? "Ad essere sincera" ci ha detto Özge Gürel, "facciamo sempre molta attenzione a evitare che la visibilità della nostra relazione superi quella del nostro lavoro. Per questo motivo, se dovesse presentarsi un progetto davvero bellissimo, uno di quelli a cui nessuno dei due saprebbe dire di no, ci piacerebbe molto fare qualcosa insieme. Al di fuori di questo, però, la nostra priorità resta quella di portare avanti le nostre carriere individualmente." Un concetto che ha confermato e sintetizzato benissimo Serkan Çayoğlu: "Diciamo che al momento non è nei nostri piani immediati, ma non siamo affatto contrari all'idea".
Perché le serie turche hanno così tanto successo in Italia?
Spostandoci sul mondo delle dizi e sul loro successo, qual è secondo loro il segreto di queste produzioni nel raggiungere un pubblico così vasto? E quale genere colpisce di più il nostro pubblico? "Credo che il pubblico italiano sia colpito soprattutto dalle storie d'amore e dall'azione. Il punto centrale è che ci somigliamo molto" ha spiegato Özge Gürel: "siamo due popoli passionali, che amano le emozioni. Nelle nostre serie diamo tantissimo spazio ai sentimenti. Le emozioni non si consumano rapidamente per poi sparire, le viviamo fino in fondo e siamo pronti a sacrificare molto per esse. Mostriamo ampiamente questo aspetto nelle nostre produzioni. Penso che il pubblico italiano si senta vicino a tutto questo perché è fatto allo stesso modo. I sentimenti sono sempre in primo piano e non abbiamo 'barriere'."
È d'accordo Serkan Çayoğlu: "Esatto, stavo per dire la stessa cosa. Non ci sono barriere. Le famiglie vivono a stretto contatto, spesso sono molto numerose, e non ci sono distanze fredde tra le persone, nemmeno all'interno del nucleo familiare. Quando si va da qualche parte, ci si organizza insieme, si sale tutti su una macchina e si fanno lunghi viaggi." Situazioni che si verificano sia in Italia che in Turchia, come ribadito da Özge Gürel: "E questo per noi è uno scenario estremamente familiare. Siamo davvero molto simili da questo punto di vista."
Il sogno italiano: da Monica Bellucci alla storia millenaria
E vista questa vicinanza, ci sono registi o attori italiani con cui gli piacerebbe lavorare? "Penso che gli attori e i registi italiani riescano a riflettere benissimo quella 'grandiosità interiore' che possiedono per natura e per cultura" ha detto Özge Gürel, "l'Italia è un Paese incredibilmente cinematografico e le persone qui sono piene di luce. Riesco a vedere la passione direttamente nei loro occhi. Come attrice, questo mi entusiasma tantissimo. Non so se avrò mai l'opportunità, ma mi piacerebbe moltissimo lavorare o anche solo passare del tempo con Monica Bellucci! Sarei felicissima anche solo di incontrarla."
"Non c'è dubbio che il contributo del cinema italiano a quello mondiale sia immenso" ha aggiunto Serkan Çayoğlu, "credo che le opere migliori nascano quando le storie giuste incontrano le persone giuste. Al momento non mi viene in mente un nome specifico, ma mi piacerebbe tantissimo lavorare in questa terra. È un luogo con una cultura profondissima, con una storia di oltre duemila anni. Custodisce storie incredibili che continueranno sicuramente a emergere."