Padovano: "La Juve ha tutto per essere la principale rivale dell’Inter in ottica scudetto"

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Intervistato da Tuttosport, Michele Padovano ha parlato del secondo big match della terza giornata di Serie A, Juventus-Milan. L'ex giocatore ritiene che la squadra di Spalletti possa essere l'anti-Inter per lo scudetto.

Cosa dobbiamo aspettarci stavolta?

«Una serata con tanti gol, perché entrambe le squadre se la giocheranno senza paura e a viso aperto. Da allora è cambiato tutto per entrambe le squadre. La Juve ha rinnovato in toto la dirigenza e rimodellato l’ossatura principale della rosa. Il Milan ha ingaggiato un allenatore molto interessante, che propone un calcio verticale e offensivo. Detto questo, ritengo che la rosa dei i rossoneri sia ancora incompleta. A Carnevali e Massara invece vanno solo fatti i complimenti perché han fatto un mercato eccellente sia in entrata che in uscita, liberandosi di una serie di esuberi che, di anno in anno, ti eri abituato a ritrovarti sul groppone. Arthur su tutti».

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Spalletti
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Le operazioni che l’han convinta di più?

«Il Milan ha preso un buon difensore come Gila e un bomber come Ramos. Ma davanti la coperta è troppo corta. La Juve ha rivoluzionato la rosa: stasera, potenzialmente, scenderanno in campo 6 giocatori nuovi... L’anno scorso mancavano profili esperti e di personalità e credo che in questo senso si sia fatto un grosso passo in avanti. Anzi, voglio sbilanciarmi».

Prego.

«Per me, ad oggi, i bianconeri hanno tutto per essere i principali rivali dell’Inter in ottica scudetto».

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Non pensa che a centrocampo continui a mancare qualcosa alla squadra di Spalletti?

«Mi è dispiaciuto molto che non sia arrivato Kessie, ma sono d’accordo con quanto detto da Carnevali: i giocatori devono volerla davvero questa maglia. Alla fine è arrivato Sarr: un ragazzo forte, anche se il vero acquisto per me resta Douglas Luiz. Se giocherà come sa potrà dare un contributo significativo. Sono anni che alla Juve manca un regista di livello. Fin qui quei compiti spettavano a Loca e i risultati si sono rivelati scadenti. Ma semplicemente perché l’azzurro, per caratteristiche, resta una mezzala. A questa squadra serviva come il pane uno come Douglas. Me lo ricordo bene in Premier: verticalizzava e aveva una visione di gioco di un determinato tipo».