"Palermo è la nuova casa", il Trapani chiama i tifosi ma per l'uso del velodromo si temono tensioni fra ultras

“È il momento di tornare al fianco del Trapani Calcio! Qualcuno ha provato ad allontanare il Trapani dalla sua città. La risposta è stata trovare nuove porte aperte, fino a Palermo. Oggi abbiamo una nuova casa e una nuova sfida da vivere insieme. La campagna abbonamenti 2026/27 è pronta. La nuova casa vi aspetta. Con la maggioranza sana e appassionata dei trapanesi al nostro fianco, per spingere subito il Trapani verso la Serie C". Con questo post il club granata, presieduto da Valerio Antonini, ha lanciato la sottoscrizione delle tessere per la stagione che sta per iniziare. Ma non è ancora detto che la squadra allenata da Salvatore Aronica possa disputare al velodromo le partite interne del campionato di Serie D. 

Il patron Antonini ha rotto col Libero Consorzio Comunale di Trapani e lascerà lo stadio Provinciale. A luglio scorso, ha incontrato l'assessore comunale allo Sport Alessandro Anello ed effettuato un sopralluogo proprio al velodromo, documentato con tanto di foto sui social. Successivamente il Trapani ha presentato istanza per l'utilizzo dell'impianto, insieme all'Athletic Club Palermo, che già l'anno scorso aveva giocato le gare nello stesso campo. Data la categoria in cui giocano le due squadre, sia i nerorosa che i granata dovrebbero avere tutti i requisiti sportivi per avere parere favorevole per la concessione della struttura, che di recente ha visto aumentata la capienza fino a 4.950 spettatori. I dubbi, per quanto riguarda il Trapani, sono però legati all'ordine pubblico. Gli ultras granata sono infatti legati da un gemellaggio con quelli del Catania, storicamente rivali dei gruppi organizzati del Palermo. 

Il post con il quale il Trapani ha lanciato la campagna abbonamenti 2026-2027

Sulla vicenda è intervenuto oggi, con una nota, il consigliere comunale Ottavio Zacco. “Palermo - scrive Zacco - può certamente offrire una soluzione ad una società siciliana che oggi non può giocare nella propria città. Ma deve essere altrettanto chiaro che Palermo ha la propria squadra e la propria tifoseria, e le istituzioni hanno il dovere di garantirne il rispetto. La città non può essere chiamata a sostenere tensioni, rivalità o ulteriori problemi di ordine pubblico che potrebbero derivarne. Per questa ragione, le partite del Trapani disputate al velodromo dovrebbero svolgersi a porte chiuse".

La faccenda è abbastanza complessa e si gioca anche su sottili equilibri politici. Nel direttivo del club granata, infatti, figura Roberto Schifani, figlio del presidente della Regione, che svolge il ruolo di consulente generale. Insomma, bisogna trovare una soluzione che non faccia una piega da tutti i punti di vista. Nel frattempo, il sindaco Roberto Lagalla sta preparando una lettera da inviare al Trapani e, per conoscenza al questore. Non sono ancora noti i contenuti della missiva, ma il primo cittadino potrebbe far notare i possibili rischi che ci potrebbero essere nell'ospitare nel capoluogo il tifo organizzato di una squadra che non è quella rosanero.