L'uomo trovato morto si chiamava Vito Genovese. Sarebbe stato colpito al volto con un oggetto contundente. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo potrebbe aver tentato di sventare un furto in alcuni box delle zona e durante la colluttazione sarebbe stato colpito mortalmente. Si sta cercando di verificare se la rissa sia stata ripresa dai sistemi di videosorveglianza della zona per individuare i responsabili
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Ci sarebbe un tentativo di furto finito in tragedia dietro la morte di Vito Genovese, 43 anni, trovato senza vita per strada allo Zen di Palermo questa mattina, precisamente in via Costante Girardengo. A chiamare i soccorsi e far ritrovare il cadavere è stata la moglie di Genovese. Non è chiaro se la donna fosse alla finestra e abbia assistito all'aggressione, seguita a una lite, o se si trovasse con il marito. La donna è stata sentita dai carabinieri insieme ad altri testimoni. Secondo una prima ricostruzione, Genovese sarebbe stato colpito per strada prima con un casco poi al volto con un cacciavite, probabilmente dopo aver trovato dei ladri intenti a rubare nei box di una palazzina. Inutile l'intervento dei sanitari del 118.
La ricostruzione
Non è ancora chiaro cosa sia successo, ma secondo la prima ricostruzione pare che Genovese avesse sorpreso dei ladri che stavano rovistando in qualche box, nella zona delle case popolari. Ne sarebbe nata una colluttazione e l'uomo sarebbe stato colpito al volto. Alcune persone sono state convocate in caserma per essere interrogate.
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Un ferito in ospedale
Intanto un uomo ferito alla spalla e con una costola rotta, residente allo Zen di Palermo, si è presentato al pronto soccorso dell'ospedale Cervello. Si chiama Domenico D'Anna, 47 anni. L'uomo ha detto di essere stato ferito nel corso di una rissa. Potrebbe essere una delle persone intervenute in soccorso di Vito Genovese.